mercoledì 23 agosto 2017

Abbiamo un'immagine di Antares

Avete presente le immagini del Sole?
Ecco, ma quanto sarebbe bello avere qualcosa del genere, pur minimo, anche per altre stelle? Tanto, moltissimo. Per questo gli astrofisici hanno preso di mira Antares.
 
Antares è una stella che si trova 170 parsec di distanza da noi; per confronto, la stella più vicina a noi, Proxima Centauri, si trova a poco più 1 parsec di distanza da noi.

Le stelle sono palle di gas che bruciano idrogeno al loro interno trasformandolo in elio. La fusione dell'idrogeno è la parte più lunga della vita di una stella. Per esempio, per il Sole tale fase dura una decina miliardi di anni. Tuttavia tale processo dipende dalla massa della stella. Antares è una stella che ha una massa una decina di volte più grande di quella del Sole.
Come si diceva in un film, una grossa massa comporta anche grosse responsabilità e quindi, ciò causa  condizioni di pressione e temperatura più eccitanti, nel senso che la fusione dell'idrogeno viaggia a ritmi più alti rispetto a una stella di piccola massa.

Con le stelle massive tutto diventa più grande, anche i nomi. Infatti, il Sole, quando finirà l'idrogeno diventerà una gigante rossa. Antares invece è già una supergigante rossa.
Ciò vuol dire che Antares si trova in una fase del suo ciclo vitale l'idrogeno nel nucleo è finito da un pezzo e altre combustioni hanno luogo, tipo quella dell'elio "appena" prodotto in carbonio e così via in altri elementi più pesanti. Il fatto di essere una stella rossa è poi legato alla temperatura superficiale della stella. Questo, detto in soldoni, perché la lunghezza d'onda della luce (cioè il suo "colore") è legato all'energia della luce stessa (cioè alla sua "temperatura") in maniera inversamente proporzionale: più è rossa la luce (più è grande la sua lunghezza d'onda), minore sarà l'energia (ovvero la temperatura).

Con le supergiganti rosse bisogna fare attenzione: sono enormi, spesso parte del materiale fugge via a causa di forti venti stellari, e inoltre siamo quasi agli sgoccioli della vita di una stella.
Insomma, le atmosfere di queste bestie stellari rosse sono molto complicate da interpretare. Provare a capire aspetti molto complicati delle atmosfere stellari di altre stelle oltre al Sole è dunque qualcosa di davvero affascinante; è come gettare lo sguardo su qualcosa che abbiamo avuto sempre sotto gli occhi, da millenni, eppure solo ora cominciamo a mettere a fuoco.

Quindi, gli astrofisici del Very Large Telescope Interferometer (VLTI) hanno ottenuto questa prima, straordinaria, meravigliosa mappa del gas che compone la superficie e l'atmosfera di Antares:

Una stella così non l'avete mai vista. Questa è Antares. ©ESO

Questa è l'immagine più dettagliata mai ottenuta prima di una stella che non sia il Sole. Grazie a mappe come questa gli astrofisici potranno studiare molto meglio cosa accade nelle atmosfere di altre stelle, magari non troppo lontane, ma almeno spezzando l'interessante monotonia scientifica del Sole.
Già, per esempio, si è notato, dalla mappa qui sopra, che su Antares ci sono parti di gas che vanno a velocità strane, o almeno inaspettate. Ma, dopotutto, ancora bisogna capire un po' di cose anche se sicuramente sembra abbastanza convincente la discussione che, da soli, i moti convettivi non possono spiegare tali velocità. I moti convettivi, per chi non lo sapesse, sono quei moti responsabili, per esempio del moto dell'acqua quando bolle; ecco la stessa cosa avviene nelle stelle, c'è del gas che si muove tramite moti convettivi (ma non pensate di buttare la pasta su Antares, toglietevelo dalla testa).

lunedì 14 agosto 2017

Avete mai visto la Via Lattea?

La cosa migliore da fare ad agosto, qualora si volessero vedere le Perseidi (volgarmente dette "stelle cadenti"), è trovare un posto buio, lontano dalle luci della città e mettere il naso all'insù.

In Molise questo si può fare praticamente ovunque: c'è un basso livello di urbanizzazione ma non siamo in un posto iper-isolato e comunque il meraviglioso cielo stellato è facile da godere.
In Molise il cielo è una meraviglia.

Da Fossalto (provincia di Campobasso) dunque ho provato a scattare qualche foto al cielo notturno con la mia reflex.
Premessa doverosa: sono assolutamente una schiappa. Ho scattato diverse foto, ma alla fine ne ho salvate soltanto tre (perché sono una schiappa). Avrei dovuto scattare diverse foto e poi metterle insieme, sarebbe stata la tecnica più idonea, ma vabbè, la prossima volta.
Speravo qualche meteora passasse per il pezzo di cielo che stavo fotografando, ma purtroppo non è accaduto. In compenso, ho visto diverse meteore, anche molto luminose.

Ma tralasciando le mie (poche) abilità da fotografo, volevo porvi una domanda:

Avete mai visto la Via Lattea, la Galassia in cui si trova il nostro sistema solare?

Sdraiato sul terrazzo dei miei nonni ho potuto ammirare il cielo denso di stelle come non facevo da tempo e per me è stata una grande emozione. Nella densità di stelle, naturalmente, era ben visibile proprio la Via Lattea vista di taglio.

Ora, io alla Via Lattea ci sono più che abituato. Sono nato in Molise, ci torno spesso e ogni volta mi godo lo spettacolo. Ecco dunque il motivo della mia prova da fotografo: volevo condividere con voi la bellezza del cielo stellato, molto spesso trascurato nel quotidiano.

lunedì 7 agosto 2017

In arrivo un po' di novità

Siamo ad agosto, ci sono le ferie. Ha fatto caldo, anzi caldissimo.
Per me è stato un anno incredibile. Pensavo non potesse essere piú incredibile del 2016, ma mi sbagliavo. Mi sono sentito come i climatologi che trovano ogni anno piú caldo del precedente.
E invece: esperienza da insegnante in un liceo scientifico, commissario interno agli esami di maturità, e, fresco fresco, ho appena iniziato il lavoro come redattore in una casa editrice di libri scolastici. In tutto questo, presto uscirà anche un mio libro sulle onde gravitazionali (di cui vi parleró presto, intanto ditemi in bocca al lupo).

In tutti questi mesi, per forza, questo blog è stato trascurato. Il lavoro da insegnante (davo lezioni anche il pomeriggio) mi ha coinvolto tantissimo e preso tutto il tempo che avevo a disposizione.
Tuttavia, ho pensato a Quantizzando e alla divulgazione scientifica praticamente sempre. Soprattutto ho cercato di pensare a cosa volevo fare con Quantizzando. Con i social, voi lo sapete, non ho mai avuto un gran rapporto. Per qualche motivo, legato alle tempistiche di fruizione soprattutto, ho sempre ritenuto che il posto centrale del progetto Quantizzando fosse il blog.

Progetto, poi è una parola grossa. Quantizzando è nato cosí, senza pretese. Nel corso del tempo qualche lettore è passato di qua e mi fa piacere.

Siccome mi piace un sacco provare anche a fare cose nuove, ho in mente alcune idee per la nuova stagione, diciamo cosí, quella che va da settembre a maggio. Di solito, quando provo a fare qualcosa di nuovo, ci provo diverse volte prima di rendere un'idea sistematica: non sono bravo a far funzionare una cosa al primo tentativo, trovo sempre qualcosa che non va e quindi tendo a iniziare da capo. Del resto, anche con il blog è andata cosí.

E allora, ecco come immagino le cose per Quantizzando nei prossimi mesi. Forse andrà bene, forse no, sicuro ce la metteró tutta, promesso.

Dal 26 agosto parte, definitivamente, la newsletter. Qualcuno di voi ha già ricevuto la mia newsletter nei mesi precedenti. Poi c'è stata una pausa, soprattutto per i motivi di lavoro elencati all'inizio di questo post. Ora si ricomincia, ma ovviamente si deve ripartire con qualcosa di nuovo. E allora ecco la novità: il podcast.
Per non perdere neanche un podcast, iscrivetevi alla newsletter.

Andrà cosí: una settimana il podcast, una settimana la newsletter. Parleró di astrofisica, soprattutto commenteró le notizie piú importanti. La newsletter non sarà un rimpiazzo del blog: quando c'è da spiegare qualcosa, troverete sempre lo spiegone su Quantizzando. Nel podcast, invece, parleró di argomenti vari o, in caso di notizioni eclatanti, parleró di queste.

Quantizzando ha un canale Telegram. L'idea è quella di ricevere allerta quanto un nuovo post viene pubblicato o un nuovo episodio del podcast viene reso pubblico. Inoltre, scriverò dei post brevissimi, per notizie brevi che magari riprenderó nella newsletter con calma, ma che non ritengo debbano occupare un post intero sul blog.

E i social, in tutto questo? Sicuramente su Twitter mi trovate. Almeno fin quando esisterà, per me è un ottimo mezzo per recuperare informazioni e quindi là ci sono. Su Facebook il mio profilo lo trovate qua, peró non vi assicuro niente: non è che mi faccia impazzire come mezzo di divulgazione, soprattutto per la condivisione di post troppo lunghi (cosa che ho fatto in passato, ma che presto smetteró di fare).

Poi c'è YouTube. Qui ho in mente una cosa, figlia della mia esperienza breve da insegnante. Ma ve ne parleró verso Natale, ora è presto. Vi posso dire che ha parecchio a che fare con la scuola e...con gli esami di stato. Per ora è solo un'idea, ma quasi concreta.

Questo è tutto per ora. Mi piacerebbe leggere i vostri commenti qui sotto, senza dover aprire un account su Sarahah (cosa che non faró mai).
Lo so, quella di leggere un blog sta diventando una pratica obsoleta. Ma ció che ha preso il posto, ovvero la scrittura/lettura/commento su social, non mi sembra sia meglio.

Vabbè, comunque sia, grazie per seguire Quantizzando, grazie di cuore davvero.

venerdì 4 agosto 2017

Un anno di Dark Energy Survey

Questa settimana la Dark Energy Survey ha reso pubblici i dati del primo anno di osservazioni. Potevo non parlarne? Appunto, quindi eccoci qua.
La Dark Energy Survey (acronimo DES) è una collaborazione internazionale tra astrofisici che cerca di capirci qualcosa sull'energia oscura e in generale su come è fatto l'universo.

Cos'è l'energia oscura, in parole povere? La teoria della relatività generale di Einstein, così come fu concepita originariamente, prevedeva un universo in espansione rallentata. Infatti, le galassie che si espandono, lo fanno sempre più lentamente a causa della reciproca attrazione gravitazionale; in pratica è come se la gravità frenasse le galassie. Fin qui tutto, bene. Anzi no, perché nel 1998 fu scoperto che l'espansione dell'universo non è affatto rallentata, bensì accelerata. La "colpa" di questa accelerazione è stata affibbiata a quella sostanza di cui non sappiamo assolutamente nulla e che chiamamo "dark energy", cioè energia oscura.

Quello che sappiamo, e lo sappiamo per esempio dalla radiazione cosmica di fondo a microonde e dalle supernovae, è che l'energia oscura consiste nel 70% circa di ciò che c'è nell'universo. Ovvero, viviamo in un universo di cui ignoriamo cosa sia la roba che maggiormente lo riempie.
Tutto ciò che vediamo con i nostri occhi e con i nostri telescopi sono stelle, materia che emette luce, detta anche materia barionica. Ecco, la materia barionica è soltanto un misero 5% di tutto quello che c'è nell'universo. Per inciso, poi, il resto (circa il 25%) è materia oscura, un'altra roba di cui sappiamo poco o nulla, come il Molise insomma.

Il punto è che comunque ci sono abbastanza ragioni per ritenere che la materia oscura sia comunque una forma di materia, magari qualche tipo di particella che ancora non abbiamo scoperto. Insomma, siamo abbastanza fiduciosi che prima o poi capiremo di che si tratta (dopo l'osservazione delle onde gravitazionali da parte di LIGO, qualcuno azzarda addirittura buchi neri primordiali...).

L'energia oscura invece no, non ne abbiamo la più pallida idea.