mercoledì 28 ottobre 2015

Latte Cosmico

Se il titolo di questo post ispira in voi curiosità allora siete finiti nel posto giusto. E sapete perché? Perché oggi parleremo di una cosa a cui magari non avevate finora pensato: parleremo del colore dell'universo.

Sì, lo so, ora starete pensando che sono diventato matto perché è chiaro che l'universo è scuro, che poi è anche un bel gioco di parole. In realtà l'universo non è proprio scuro, voglio dire ci sono le stelle. Ed esse hanno un colore.
Ne abbiamo già parlato qui, ma con piacere rivediamo il tutto.
Dunque, brevemente, il colore di una stella dipende dalla sua temperatura superficiale. In particolare le stelle calde e massive sono blu mentre quelle fredde e più piccole sono il rosso. Ah, mi raccomando, non lasciatevi ingannare: calde o fredde che siano stiamo sempre parlando di temperatura tra qualche migliaio e qualche decina di migliaio di gradi.
Dunque, se raccogliamo tutta la luce di tutte le stelle di tutte le galassie, mettendo tutto insieme avremo un massimo di emissione in un qualche colore e potremmo dire "Toh, l'universo è arancioneroverde", giusto per fare un esempio di colore simpatico.

A dire il vero, non è fattibile prendere tutta la luce di tutte le stelle di tutte le galassie; per fortuna sembra che viviamo in un universo omogeneo e isotropo e quindi dovrebbe bastare analizzare la luce di una fettona di universo rappresentativa.
E insomma, che ci crediate o meno, qualcuno si è preso la briga di farlo.

lunedì 19 ottobre 2015

Tre cose da sapere su KIC8462852

In questi ultimi giorni si è fatto un gran parlare di alieni, pianeti e ipotesi varie mischiando le informazioni importanti con quelle potenzialmente importanti, creando una gran confusione e, soprattutto il solito sensazionalismo tipico. Lo so, magari leggendo queste due righe introduttive penserete che voglia fare la parte del tipico guastafeste; in realtà non è così e lo capirete man mano durante la lettura di questo post. Ho solo intenzione di focalizzare di nuovo (anche se non so se sia mai stato fatto) l'attenzione su alcuni aspetti che reputo molto importanti e che, purtroppo, spesso vengono trattati con leggerezza per lasciare spazio al treno della viralità dirompente.
(Capite dunque che il titolo di questo post - fuori dallo stile di Quantizzando - è puramente pseudo-provocatorio).

Di cosa sto parlando? Mi riferisco a KIC8462852.
No, non è la targa di un trattore ma il nome dato ad una stella della nostra galassia dopo le osservazioni fatte dal satellite NASA Kepler.
Partiamo dal fatto fondamentale: cosa studia il satellite Kepler e come lo fa? Su Quantizzando potete leggerlo qui, comunque vado a riassumerlo brevemente.
In pratica Kepler osserva alcune stelle della Via Lattea per vedere se ci sono delle variazioni nel flusso di luce che misuriamo: se tale fenomeno avviene allora può darsi che magari un pianeta è passato proprio davanti a quella stella. Ed ecco che abbiamo scoperto un pianeta extra-solare. Insomma, tecnicamente magari complicato realizzare il satellite, ma l'idea è molto semplice.
Già qualche tempo fa Kepler ha fatto parlare parecchio di sé quando si parlava, soprattutto sulla stampa, della scoperta di un pianeta "gemello" della Terra che, come abbiamo già visto anche su Quantizzando, di gemello, per quanto ne sappiamo, ha ancora poco.

Dunque, cosa è successo questa volta? Un altro pianeta gemello? No, stavolta Kepler ha misurato qualcosa di anomalo. Cosa che è già una gran bella notizia in scienza, perché quando c'è un problema possono accadere due cose: 1) Si scopre qualcosa di nuovo che non sapevamo prima; 2) Abbiamo sbagliato qualcosa, cioè la spiegazione che avevamo fino a quel momento viene rafforzata.
Insomma, il metodo scientifico non solo non perdona ma rende sempre felici gli scienziati (ma evidentemente non i giornalisti, come vedremo).
Comunque, andiamo con ordine.

mercoledì 14 ottobre 2015

La logica del cowboy texano

Questa è la storia di un cowboy texano che spara ad un fienile. Giusto per essere chiari, non ha nulla a che vedere con questo tizio:



In realtà, quella che andrò a raccontare è una fallacia logica ben rappresentata così:



mercoledì 7 ottobre 2015

Neutrini che oscillano

Come probabilmente tutti saprete, il Premio Nobel 2015 per la Fisica è stato consegnato a Takaaki Kajita e Arthur B. McDonald per la scoperta dell'oscillazione dei neutrini.
Se siete finiti qui è perché volete saperne di più e quindi ora proverò a raccontarvi un po' la situazione. Siccome non voglio che restiate delusi da questo post, provo a fare sin da ora un brevissimo riassunto di ciò che proverò a dire.
In questo post vedremo: cosa sono i neutrini, cosa hanno misurato i Premi Nobel, cosa vuol dire che oscillano, le conseguenze e l'importanza dell'osservazione dell'oscillazione dei neutrini (che poi è la cosa che ha fatto vincere il Nobel ai due signori di sopra).
[Se conoscete già tutto sui neutrini e sapete tutto dei Premi Nobel, potete anche andare direttamente al terzo paragrafo]


domenica 4 ottobre 2015

Due parole su The Martian (senza spoiler!)

Finalmente ieri sono riuscito ad andare a vedere The Martian.
Popcorn, poltrona comodissima e film in lingua originale (cosa che ha la sua importanza in generale, a mio avviso). E ora sono qui a dire due parole, sarò davvero brevissimo.
Come da titolo, potete stare super-mega-tranquilli. Non avrete nessuno spoiler.
Già sapete tutto quello che serve per leggere questo post: ovvero che nel film c'è un uomo solo (cioè Matt Damon) su Marte. Quindi, ripeto, potete stare tranquilli e continuare a leggere.

Appena finito di vedere il film ho immortalato di nuovo Matt Damon al cinema di Portsmouth (UK).

giovedì 1 ottobre 2015

L'espansione dell'universo in camera da letto

Questo è uno di quei post che uno rimanda tante volte per diversi motivi. Vuoi perché non è proprio il modo migliore di cominciare un blog di scienza, vuoi perché richiede prima tutta una serie di post propedeutici (tipo questo o quest'altro) che permettano innanzitutto semplicemente di dire "Ragazzi, l'universo si espande, poi ne riparleremo un giorno".
Con il passare del tempo ho capito che la questione dell'espansione dell'universo dovesse meritare un post tutto per sé, poiché l'interesse verso tale questione da parte delle persone che incontro in giro è molto elevato.
Infatti molto spesso, anzi praticamente sempre, mi viene fatta la seguente domanda: "Sandro, tu dici sempre che l'universo si espande, che la teoria del Big Bang descrive il nostro universo come un'espansione dello spazio. Allora perché, per esempio, la distanza tra i pianeti del Sistema Solare o tra la Via Lattea e Andromeda non aumenta? Cioè, perché lo spazio sembra espandersi solo a grandi scale?"
Tale domanda (che, ripeto, mi è stata posta davvero tante volte) è una domanda seria e quindi merita una risposta seria, dopo tanti post su Quantizzando dove praticamente la questione è stata lasciata un pochino in sospeso.

Tuttavia, giustamente, ora vi starete chiedendo quale sia la mia tipica risposta. Dunque, io dico sempre che il punto è che la Via Lattea e Andromeda sono molto vicine e quindi fortemente legate gravitazionalmente; quindi esse si muovono insieme nell'espansione dell'universo. L'esempio che quasi sempre faccio è quello dell'espansione dell'universo vista come un fiume che scorre mentre la Via Lattea e Andromeda sono due loschi (si fa per dire, eh) figuri che si azzuffano nell'acqua. In tal modo, mentre l'universo/fiume continua a scorrere, le due galassie restano vicine.
Tuttavia, ogni volta mi rendo conto che la spiegazione in termini di gravità che tiene legato il sistema non è esattamente quello che vorrei dire. Insomma, spesso lascio in sospeso la questione anche quando mi trovo a rispondere di persona. D'altra parte ci vorrebbe una serata intera per spiegare per bene le cose (e la lunghezza di questo post ne è una prova). E neanche esempi celebri, che non lesino ad utilizzare, come quello del palloncino che si gonfia, non sono altro che un qualcosa di molto umano: ovvero il tentare di porre la questione tramite idee e similitudini che abbiano un qualche aggancio con la realtà quotidiana. Se da un lato tutto ciò funziona, dall'altro si corre il rischio di mandare fuori strada, qualora qualcuno volesse approfondire.
Per questo motivo ho deciso di chiarire la questione per bene (ci provo, almeno) tramite un (lungo) post su questo blog, mettendo nero su bianco la faccenda in maniera tale da prenderci tutto il tempo che ci serve e magari anche una bella tazza di tè durante la lettura.
Allacciate le cinture, si parte.