giovedì 30 luglio 2015

C'è del litio su quella stella

Questa storia inizia nei primissimi minuti del Big Bang (che ricordo non è un'esplosione bensì un'espansione) quando si sono formati i primi atomi di alcuni elementi fondamentali.
Stiamo parlando dell'idrogeno (vabbè ma quello é facile visto che è composto solo di un protone!), deuterio (cioè un protone più un neutrone, praticamente una specie di idrogeno - tecnicamente chiamato un isotopo dell'idrogeno) ed elio (due protoni e, a seconda dei vari isotopi, uno o due neutroni - per fare quelli che si chiamano elio-3 o elio-4, dove il numero è, appunto, la quantità di particelle presenti).
Un altro elemento prodotto in quantità non trascurabili durante i primi minuti del Big Bang è il litio.

Ecco, sì, ma come facciamo a sapere in che percentuale questi elementi sono stati prodotti? Ce lo dice la teoria stessa del Big Bang, a patto di conoscere un certo parametro, il rapporto tra barioni (cioè la materia ordinaria) e fotoni. Ora, dovete sapere, che il satellite Planck, analizzando la radiazione cosmica di fondo, ha anche misurato questo numero. Quindi disponiamo di tutto ciò che ci serve per calcolare le abbondanze di idrogeno, elio e litio che ci aspettiamo dal Big Bang.

Non è fantastico tutto ciò?

Già, ma cosa ce ne facciamo? Beh, trattandosi di una teoria, quella del Big Bang deve essere testata, altrimenti stiamo a parlare di aria fritta e questo non andrebbe bene in scienza.

sabato 25 luglio 2015

Kepler-452b, le parole sono importanti.

Nella giornata di giovedì 23 Luglio 2015, la NASA ha indetto una conferenza stampa in cui ha mostrato gli ultimi risultati delle osservazioni del satellite Kepler, mandato in orbita alla caccia di pianeti extra-solari.
Ecco, volevo scrivere un post sull'argomento, da buon blog di astrofisica e ho trovato lo spunto grazie a Twitter.
Infatti, i vari commenti (in inglese) che vedrete sparsi in questo post sono presi dall'account della missione NASA Kepler su Twitter (@NASAKepler) che, venerdì 24 luglio 2015, ha risposto ad un sacco di domande che gli utenti di Twitter (#askKepler), curiosissimi (e questo è lo spirito giusto!), hanno rivolto.
Su Quantizzando, ovviamente, avevamo già parlato di Kepler in passato e chi vuole può fare un bel ripasso andando qui, dove, tra le altre cose, ho spiegato come vengono scoperti i pianeti extra-solari e anche perché prima sono stati scoperti quelli grandi quasi come Giove e solo ultimamente quelli che potenzialmente potrebbero essere simili alla Terra (una cosa che é stata chiesta anche durante la sessione #askKepler).
Finora il satellite Kepler ha osservato e studiato, alla ricerca di pianeti, 200 mila stelle: sono tante? sono poche? Beh, nella nostra Galassia si stima ci siano 200 miliardi di stelle, fate voi!

Ma in questo post, dicevo, parleremo degli ultimi aggiornamenti.

martedì 21 luglio 2015

Margaret Hamilton e lo sbarco sulla Luna

Questo post, in questo giorno, è dedicato ad una persona molto speciale ed estremamente importante per l'esplorazione spaziale.

La (breve) storia che voglio raccontare inizia alle 04:53 (ora italiana) del 21 Luglio 1969. Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins erano gli astronauti della missione della NASA Apollo 11.

Gli astronauti erano pronti a svolgere le manovre di atterraggio sulla Luna, un momento storico. Per questo erano in possesso di dettagliate procedure da eseguire alla lettera.
In particolare, Collins era rimasto in orbita attorno alla Luna per permettere poi il rientro della missione sulla Terra, mentre Armstrong e Aldrin erano in discesa. Mancavano circa 3 minuti per toccare il suolo lunare.

A quel punto la procedura diceva di attivare un certo sistema radar che sarebbe servito nel caso eccezionale di aborto della missione. E Aldrin seguì la procedura.

giovedì 16 luglio 2015

Plutone e Caronte: WOW!

Ecco, per ora queste sono le foto che abbiamo e non mi dilungherò più di tanto in questo post. Infatti quando gli esseri umani dimostrano di essere in grado di fare una cosa del genere e quando l'universo stesso si manifesta in tutto il suo splendore, c'è solo un commento possibile: WOW!



Plutone prima del fly-by, visto da New Horizons, ha mostrato il suo "cuore":



sabato 11 luglio 2015

#PlutoFlyBy

Come ormai probabilmente tutti saprete, il 14 Luglio la sonda NASA New Horizons farà un incontro ravvicinato con Plutone (quello che si chiama Fly-By) e ci fornirà, per la prima volta nella storia, immagini ad alta risoluzione del pianeta nano che si trova mediamente a 6 miliardi di chilometri di distanza dal Sole.
Ne avevo già parlato su questo blog lo scorso Febbraio, avvisandovi di tenervi pronti. Ora ci siamo.

Ecco, dunque, ho pensato di utilizzare un software della NASA che si chiama NASA's Eyes (e che chiunque può scaricare da qui). Grazie a questo software é possibile simulare quello che si vedrebbe se si fosse "a cavallo" della sonda New Horizons nei prossimi giorni; si va dall'incontro ravvicinato con Plutone e Caronte (una delle sue lune) fino ad osservare Plutone che eclissa il Sole. Quest'ultima cosa è molto importante perché in questo modo la luce del Sole, passando nell'atmosfera di Plutone, potrà fornire a New Horizons parecchi dati riguardo la struttura atmosferica del pianeta nano.

Insomma, ci aspettano giorni pazzeschi per l'esplorazione spaziale.

Perciò, dicevo, nell'attesa, razie a questo video che ho fatto per voi, possiamo provare a gustarci cosa New Horizons vedrà (come detto nel video, Plutone comincia ad essere bello vicino intorno alle ore 13 italiane):


sabato 4 luglio 2015

L'ombra di Plutone

Tra pochissimi giorni (per la precisione il 14 luglio prossimo, io non sto nella pelle: e voi?) la sonda della NASA New Horizons arriverà nei pressi di Plutone e ci invierà preziosi dati e storiche immagini. Ma questo lo sapevate già se siete stati attenti lettori di questo blog (inoltre, vi avviso, il 15 luglio sicuro troverete un post con la foto/faccia di Plutone, quindi stay tuned).
Pura coincidenza ha voluto che un altro fenomeno che coinvolge Plutone si insinuasse prima dello storico avvicinamento di New Horizons.
Il fenomeno di cui sto parlando è avvenuto tra il 29 e il 30 giugno scorso (a seconda della zona del pianeta in cui vi trovavate in quel momento) e si tratta dell'occultazione di Plutone.

Un'occultazione non ha a che fare con nulla di mistico, tranquilli. In generale, un'occultazione avviene quando un oggetto celeste passa davanti ad un altro. Insomma, un'eclissi, detto in parole povere. Nel caso in questione, abbiamo Plutone che è passato davanti ad una stella.

Va bene, WOW, ma cosa c'è da entusiasmarsi, direte voi. Ebbene, non solo c'è da entusiasmarsi, ma anche da stupirsi, per quello che vi racconterò tra poco.

Innanzitutto, diciamo perché studiare un'occultazione (in questo caso di un pianeta che eclissa una stella) è importante. Perché quando il pianeta copre la stella, la luce di quella stella la vediamo passare sui "bordi" del pianeta, cioè vediamo quella luce passare attraverso l'atmosfera del pianeta.
In pratica, con un'occultazione si può studiare cosa c'è nell'aria di un corpo celeste; mica bazzecole.

Naturalmente questa non è l'unica applicazione scientifica di questo fenomeno. Infatti è possibile studiare quanto sono grandi le stelle occultate, le orbite dei pianeti che occultano e, tra le altre cose, anche la forma del pianeta occultante (ma di tutto ciò magari parleremo un'altra volta).