sabato 27 giugno 2015

Un secondo in più

Quanto dura un giorno?
Sembra una domanda davvero sciocca e la risposta che chiunque darebbe è: 86400 secondi, cioè 24 ore. O meglio, questa è la durata del giorno, tutti i giorni, secondo gli orologi delle nostre case e ai nostri polsi...ops, scusate, ma sono all'antica. Volevo dire secondo l'orologio dei nostri smartphone. 

Comunque, questo è anche ciò che dice l'UTC, ovvero Tempo Coordinato Universale. L'UTC è un tempo generale, non specificato per una particolare località sulla Terra. In pratica è un orologio a sé stante che scandisce il tempo del cosiddetto giorno solare medio (che dura 24 ore), ovvero la tipica durata, durante l'anno,  della rotazione della Terra attorno al proprio asse durante l'intervallo di tempo che passa nell'osservare il Sole passare due volte nella stessa posizione nel cielo (ma non alla stessa altezza, eh). 
L'UTC è un tempo atomico. Cioè la durata di un secondo per l'UTC si basa su transizioni elettromagnetiche estremamente precise e prevedibili dell'atomo di Cesio (pensate, sballa di un secondo ogni 1 milione e 400 mila anni, mica male!).
Quindi, in principio, quando l'UTC misura 86400 secondi ecco che abbiamo fatto un giorno.

Però. Però.
Però la Terra non ruota esattamente in 86400 secondi attorno a se stessa. In realtà, il tempo esatto è 86400.002 secondi. Ahia! La rotazione della Terra è in qualche modo rallentata da qualcosa (ora vedremo cosa) e quindi l'UTC misura un giorno più corto.


martedì 23 giugno 2015

Cosa fa chi lavora nella ricerca scientifica?

Visto che me lo chiedono tutti, ho pensato e rimuginato tanto su questa domanda e, alla fine, ho deciso di scrivere un post.
La domanda di cui parlo è la seguente: "Ma, precisamente, cosa fa un ricercatore/una ricercatrice?"
Si tratta di una bella domanda e, probabilmente, io non sono nemmeno la persona più indicata a rispondere dato che, per ora, sono solo uno studente di dottorato.
Tuttavia, avendo sporcato un poco gli stivali nel pantano della ricerca, credo di poter perlomeno provare a dare una parvenza di risposta a questa così fondamentale domanda.


Un ricercatore scientifico fa le stesse cose che fa un cantante o un musicista.
Ecco, più o meno. Vediamo perché.

giovedì 18 giugno 2015

Principio di inerzia

Nuovo video per la serie Gli esperimenti di Quantizzando. Oggi parliamo di/scherziamo sul principio di inerzia, un principio fondamentale in fisica.
Come al solito, commenti, dubbi, critiche e perplessità sono sempre i benvenuti.

Buona visione e al prossimo video!




mercoledì 17 giugno 2015

Fermi tutti, quella non è la mia voce

"Ma sono davvero io? Sul serio, quella è la mia voce?"

Quante volte avete sentito o detto questa frase durante la visione di un video che vi vedeva protagonisti? Scommetto ogni volta. E continuiamo tutti a farlo, sempre sorpresi che la voce che ascoltiamo ogni giorno mentre parliamo sia diversa da quella che viene fuori dal video registrato.
Innanzitutto, mettiamo in chiaro questa cosa: questo fenomeno vale per tutti.
C'è della fisica dietro, non è il vostro computer o televisore che è rotto!

Ma perché accade tutto ciò? Perché ci sembra di avere una voce diversa che quasi siamo pronti a giurare che i servizi segreti hanno truccato il video pur di farci apparire ridicoli?

Dunque, vediamo.
Quando ascoltiamo la voce delle altre persone, il suono si propaga nell'aria creando, appunto, le onde sonore che arrivano al nostro orecchio. I suoni entrano nel padiglione auricolare, arrivano nel canale uditivo, quindi al timpano che vibra a seconda del suono ricevuto e fa muovere tre piccoli ossicini (martello, incudine e staffa) che trasmettono i suoni all'orecchio interno dove c'è una struttura chiamata coclea che invia tutto al cervello tramite impulsi nervosi.



Quando invece ascoltiamo la nostra voce abbiamo non solo le onde sonore che si propagano dalla nostra bocca alle nostre orecchie; inoltre, abbiamo anche che il suono viene propagato internamente dalle ossa e dai tessuti della nostra testa, come in una specie di grossa cassa. E questi suoni finiscono anch'essi all'orecchio interno.


Questa combinazione dei nostri suoni "esterni" (cioè che proviene dalla bocca attraverso l'aria) e di quelli "interni" è il motivo per cui la nostra voce ci appare diversa. Semplicemente, quando ascoltiamo la nostra voce registrata su un video non ascoltiamo le onde sonore che si propagano all'interno della nostra testa, ma solo quelle che vanno dalla bocca all'orecchio tramite l'aria. Per questo i parenti e gli amici rispondono sempre alle nostre lamentele con: "Ma che dici? Quella è la tua voce!" (Per inciso, stiamo parlando degli stessi che si lamentano della propria voce registrata, eh).

Perciò, d'ora in avanti, quando sentirete una persona lamentarsi perché sembra avere una voce diversa in un video che sta guardando, ora potrete spiegarle il motivo con tutta serenità.

Frank Sinatra, The Voice.
Per finire, mentre scrivevo questo post mi sono reso conto che anche il grandissimo Frank Sinatra ha dovuto affrontare tutto ciò: cioè quando lui cantava non poteva sentire la voce che ascoltava il pubblico!

Va bene, lo ammetto. Questa cosa mi ha un attimo lasciato spiazzato. Ma soprattutto mi ha fatto capire la gravità delle lamentele di mia nonna, ogni volta che le mostro un video in cui lei è presente.


domenica 14 giugno 2015

Suoni da altri pianeti

Quali rumori sentiremmo sugli altri pianeti? Facile, basterebbe mandare una sonda con un piccolo microfono e registrare.
Eppure, strano a dirsi, non abbiamo suoni neanche da Marte, dove abbiamo inviato una miriade di sonde. A dire il vero, ad essere onesti, su Marte ci abbiamo provato a registrare qualcosa. La sonda della NASA Mars Polar Lander era provvista di un minuscolo microfono pronta a registrare...ma sfortunatamente si perse contatto non appena entrati nell'atmosfera e la sonda fece una brutta fine. E quindi niente suoni da Marte, per ora.

Le cose andarono meglio su un altro pianeta. Anzi, su un satellite di un altro pianeta. Stiamo parlando di Titano, la più grande luna di Saturno.

Il suono è stato registrato dalla sonda Huygens, sganciata dalla sonda madre Cassini per atterrare su Titano, appunto.
La missione Cassini-Huygens è una missione NASA/ESA che prende il nome da Gian Domenico Cassini (1625-1712), astronomo italiano nato a Perinaldo (Imperia), il quale ha studiato intensamente Saturno e i suoi anelli, e da Christiaan Huygens (1629-1695), astronomo olandese, che ha scoperto proprio Titano.

Bene, ma non voglio menarla troppo per le lunghe: stiamo parlando del suono che le nostre orecchie sentirebbero su di un altro oggetto del sistema solare!

giovedì 11 giugno 2015

Il destino del Sole

Che fine farà il Sole? Ecco, più o meno una cosa del genere:


Va bene, state calmi. Prima di cominciare a costruire un razzo spaziale personale che vi porterà in salvo su di un altro pianeta vi dico subito che tutto ciò avverrà tra 4 miliardi e mezzo di anni circa. E quindi il problema non ci riguarda al momento.
Nonostante ciò, però, vediamo un attimo nel dettaglio cosa accadrà.
Dunque, il Sole è una stella e su questo non ci piove. E in questi giorni appare così:

Foto scattata alle 14:24 dell'11 giugno 2015 dalla sonda SDO NASA.

Ora, tutto quello che dirò successivamente lo dico usando il Sole come soggetto. Sappiate però che vale per tutte le stelle di piccola massa (fino ad un massimo di otto volte la massa del Sole).
Bene, iniziamo.

lunedì 8 giugno 2015

Il pianeta patata

Patata? Pianeta? Esiste un pianeta fatto di patate? O mica parleremo di questo?


No, tranquilli! Vedremo presto il perché del titolo ma non parleremo di agricoltura. E allora partiamo da qualcosa di familiare, ovvero una bella foto della Terra, per la precisione quella scattata dagli astronauti dell'Apollo 17:



Bella, eh? 

giovedì 4 giugno 2015

Tirare lo sciacquone in nome della fisica

Ieri, come avevo già detto su Twitter, ho visto un video (anzi un paio di video) riguardo una delle cose che più spesso mi vengono chieste in giro:


Prima di parlarvi del video ripassiamo insieme qual è la domanda e qual è la risposta che ogni volta propongo. Dunque, la domanda: "Davvero nell'emisfero meridionale l'acqua dello scarico gira in senso opposto rispetto all'emisfero settentrionale?". La mia risposta, anche prima di vedere il paio di video che vi proporrò tra poco, é sempre: "Dovrebbe, ma purtroppo non si riesce ad apprezzare questo fenomeno tirando lo sciacquone!".

Alcuni chiarimenti: perché, come dico sempre, "dovrebbe"? Perché, effettivamente, uno dovrebbe vederlo. Ma andiamo con calma e partiamo dall'inizio.