domenica 31 maggio 2015

Incontro con i ragazzi di Fossalto

Sabato mattina, 30 Maggio, sono stato a Fossalto (a circa 25 km da Campobasso), il paese dove sono nato e cresciuto grazie all'aria fresca, al cibo buono e al calore umano dei miei compaesani, perché invitato dagli insegnanti della scuola e dal comune di Fossalto (che ringrazio di cuore!) ad incontrare i ragazzi delle elementari e medie per rispondere alle loro domande.

L'incontro si è svolto nella cornice del Teatro Alfieri di Fossalto e la partecipazione dei ragazzi è stata molto calorosa sia durante che dopo l'evento.
Anzi, in realtà devo fare un doppio plauso ai ragazzi non solo per il loro comportamento davvero interessato e coinvolto ma anche per le domande che mi hanno posto. Come dico sempre su questo blog, quando c'è la curiosità c'è tutto ciò che serve per cercare di comprendere la scienza.

Abbiamo parlato di quasi tutto. L'evento si è chiamato "Viaggio nell'universo" poiché abbiamo iniziato a chiederci e rispondere a domande sulla Terra fino poi a spingerci nell'universo lontano passando per il Sistema Solare e le galassie.
Abbiamo cercato di trovare le risposte a varie domande che i lettori assidui di Quantizzando conoscono benissimo di sicuro come, ad esempio, il perché delle stagioni, come funzionano le maree, quante galassie ci sono nell'universo, perché l'astrologia non è una scienza, perché diciamo che l'universo è descritto dalla teoria del Big Bang e molto altro!

martedì 26 maggio 2015

Il bicchiere capovolto

Per il nuovo video della serie "Gli esperimenti di Quantizzando" ho scelto un classico, una di quelle cose che praticamente si insegnano forse all'asilo. Tuttavia spesso la spiegazione è leggermente meno banale di quello che può sembrare e dunque mi sembrava giusto spendere qualche parola in più. Del resto trovare un bicchiere capovolto pieno d'acqua sul tavolo di casa potrebbe rappresentare un incubo o uno scherzo fatto dal vostro amico burlone. Ma alla fine ridendo e scherzando si può imparare sempre qualcosa su come funziona la fisica delle cose che circondano, come ad esempio l'aria.

Buona visione!



sabato 23 maggio 2015

Gemelli relativamente diversi

Una delle più famose storie riguardo la teoria della Relatività è, senza alcun dubbio, quella dei gemelli. Dico subito che, a differenza di quello che si può trovare in rete, non mi riferirò mai alla storia dei gemelli come "paradosso", per il semplice motivo che, come spero di raccontarvi in parole semplici (e anche brevemente), questa storia non è affatto un paradosso.
Comunque, prima di iniziare con la fisica, ecco due gemelli abbastanza simpatici che, sono sicuro, riconoscerete al volo:


Dunque, tornando a noi, che roba è questa storia dei gemelli? E cosa c'entra la Relatività?
Tutto inizia con due gemelli sul pianeta Terra, diciamo Tizia e Caio. La storia poi prosegue con Tizia che si mette in testa di fare un bel viaggio nella Galassia e la sua proposta viene accolta con calore da tutti, specialmente i parenti, così orgogliosi di avere un'astronauta che potrà scoprire nuovi mondi ed esplorare l'universo a nome di tutta l'umanità. Per questo Tizia decide che la sua prima tappa sarà Proxima Centauri, a 4 anni luce di distanza circa dalla Terra.

Ciò vuol dire che viaggiando alla velocità della luce ci vogliono 4 anni per andare fino a lì. In realtà, lei sa benissimo che andrà un po' più lenta della luce e ci metterà qualche anno in più. La luce viaggia a 300 mila km al secondo. Supponiamo che l'astronave di Tizia vada a 240 mila km al secondo; in tal caso, da Terra, vedremo l'astronave di Tizia fare un viaggio della durata di 5 anni.

lunedì 18 maggio 2015

Cinquant'anni di Big Bang

Vista la speciale ricorrenza non potevo esimermi, da buon aspirante astrofisico, dal riassumere brevemente e condensare in unico post un sacco di roba che abbiamo già affrontato in questo blog (ma che fa sempre bene ripassare). Credo di aver inserito (quasi) tutto. Premetto che, come leggerete, il titolo non si riferisce ai 50 anni della teoria stessa, quanto piuttosto al fatto che 50 anni fa la teoria del Big Bang ha ricevuto una conferma bella importante (e spero di non aver mandato in confusione nessuno con ciò). Bene, iniziamo.

Proprio 50 anni fa, giorno più giorno meno, questo articolo scientifico venne pubblicato, in cui si riportava la misura di una certa radiazione elettromagnetica nelle microonde, uguale in tutte le direzioni, con una temperatura bassissima (3 Kelvin e rotti, cioè circa -270 gradi Celsius). Gli autori erano gli americani Arno Penzias e Robert Wilson e avevano appena captato la prima luce dell'universo. All'inizio pensarono fossero escrementi di piccioni sulla loro antenna. Come vedete gli astrofisici sono abbastanza prudenti ma, in quel caso, niente piccioni: il segnale era reale e per questo i due vinsero il Premio Nobel nel 1978.

Wilson (a sinistra) e Penzias (a destra).
Correva, dunque, l'anno 1965. Insomma, cos'è quella luce trovata da Penzias e Wilson? Oggi lo sanno praticamente tutti (e ciò mi fa enormemente piacere): si tratta della prova che l'universo si possa descrivere con la teoria del Big Bang (e no, non dite in giro che si tratta di un'esplosione, per favore!), come vedremo meglio tra pochissimo.

giovedì 14 maggio 2015

From Mercurio with Love

Mercurio è un posticino molto particolare. Innanzitutto è il pianeta del Sistema Solare che si trova più vicino al Sole (mediamente si trova a 57 milioni di km dalla stella, noi siamo circa 100 milioni di km più lontani). Non consiglio una vacanza visto che le temperature potrebbero essere sgradevoli; si può andare dai -170 °C ai 420 °C, non proprio da villeggiatura.

Poi possiamo aggiungere il fatto che un giorno su Mercurio è più lungo di un anno. In particolare un giorno è uguale a due anni. Wow! Com'è possibile?
Beh, non vi aspetterete certo che tutti i pianeti funzionino come la Terra spero! Infatti la rotazione e la rivoluzione di Mercurio sono fatti così, sincronizzati in maniera diversa da come siamo abituati riguardo la nostra Terra. Questo è accaduto non in un attimo, ma in un periodo di tempo molto lungo, in cui le forze mareali tra Mercurio e il Sole hanno giocato tra loro. In pratica, Mercurio e il Sole si sono tirati a vicenda finendo nella situazione sopra elencata. Si tratta un po' della stessa cosa per cui la Luna mostra sempre la stessa faccia a noi sulla Terra. Non esattamente la stessa cosa, però, perché l'orbita di Mercurio è parecchio eccentrica e quindi il risultato finale non è lo stesso di quello del sistema Terra-Luna.

Proprio l'eccentricità dell'orbita di Mercurio (nel senso che non è circolare ma anche nel senso che fa i capricci, se volete!) ci porta ad un altro fatto interessante: il Sole, visto dall'infuocato panorama di Mercurio danza allegramente nel cielo durante il giorno.

lunedì 11 maggio 2015

Un dentifricio stellare

Lavarsi i denti è importante, lo sappiamo tutti sin da quando siamo bambini. Nel dentifricio c'è il fluoro, un elemento che fornisce le caratteristiche anti-carie al dentifricio. Insomma, il fluoro, tramite una corretta igiene orale, aiuta a combattere quei microorganismi che letteralmente divorano i denti e generano, a volte, dolori molto forti.


Vabbè, siamo d'accordo, ma cosa c'entra tutto questo con Quantizzando? Beh, non possiamo sempre parlare di materia e energia oscura o buchi neri. In astrofisica ci sono tante di quelle cose ancora da capire che se facessimo una lista, essa sarebbe più lunga di quella della spesa ogni volta che aprite il frigo e vi rendete conto di non avere più nulla (ahi ahi).

Quindi oggi si parla dell'origine del dentifricio. O meglio, parliamo dell'origine del fluoro. Un atomo di fluoro ha nove protoni nel nucleo e, di conseguenza, nove elettroni attorno. Ma non è di questo che voglio parlare.

La cosmologia ci dice parecchie cose sull'universo. Tra queste, ci dice anche quanti e quali atomi si sono formati all'inizio della gloriosa storia dell'universo, in particolare idrogeno e un poco di elio. Poi le cose si fanno complicate, si formano le stelle che, appunto, sono prevalentemente fatte di idrogeno. In seguito l'idrogeno brucia nel nucleo e forma altro elio. Poi a seconda della massa della stella in questione si possono formare via via atomi sempre più grossi sotto condizione di alta pressione e temperatura all'interno della stella stessa.

Ecco, ci siamo, il fluoro è uno di questi. Soltanto che ancora si dibatte sull'effettivo meccanismo che fa nascere il fluoro ed è proprio di questo che voglio parlare in questo post.

lunedì 4 maggio 2015

Motori spaziali

Mandare sonde nello spazio sembra a prima vista una cosa semplice. Si costruisce un bel razzo potente, lo si spara verso l'alto e poi chi s'è visto s'è visto, tutti in sala di controllo a ricevere i dati del satellite. Magari.

Il buon vecchio Space Shuttle della NASA.

Questo post non vuole essere un trattato di ingegneria (ci mancherebbe altro!); piuttosto vuole solo fornirvi alcuni spunti interessanti per capire qualche dettaglio in più sul lancio di sonde e satelliti nello spazio (così la prossima volta che ne parleranno in televisione sarete preparati!). La verità è che una missione richiede anni per essere preparata. Infatti mandare una sonda su un certo pianeta, cometa o asteroide richiede una preparazione certosina. Bisogna che gli ingegneri e gli scienziati facciano bene i conti per fare sì che la sonda acquisisca la giusta traiettoria e velocità.