sabato 28 marzo 2015

Astrofisica dal divano

Il sogno di tutti (in particolare di coloro che lavorano nel campo della scienza!) è quello di poter navigare in internet, magari sfruttando le enormi proprietà di intrattenimento della rete mentre il proprio computer produce scienza.

Solitamente questo accade. Per esempio se c'è un codice numerico che deve girare su un supercomputer, magari ciò richiede alcune ore e quindi si ha del tempo da dedicare ad altro (generalmente altro lavoro, però!).

Ora immaginate che un vostro amico/a un giorno si alzi e vi dica così: "Ah come mi sarebbe piaciuto fare qualcosa per la scienza, ma ormai è troppo tardi per mettersi a studiare!"

Ebbene in questo post vi dimostrerò che questa è una frase vera solo per metà.

Infatti, esiste un progetto che si chiama BOINC e si tratta di un progetto di calcolo distribuito. In parole povere, non sempre un ente ha abbastanza soldi per permettersi un super-mega-stra-computer su cui fare i propri conticini. E allora si chiede aiuto ad ognuno di noi. Avete capito bene, ad ognuno di noi.



martedì 24 marzo 2015

Una matrioska di supernovae

Avete presente quella sensazione di meraviglia che si ha quando si ha l'impressione di stare osservando qualcosa di eccezionale, semplicemente bello ma che, ancora una volta, conferma la potenza del metodo scientifico?

Va bene, ho esagerato. Ci riprovo. Avete presente quella sensazione di meraviglia che vi fa stropicciare gli occhi, quindi guardare di nuovo con la faccia ancora incredula? Ecco, adesso ci siamo. Questo è quello che gli astrofisici devono aver fatto quando hanno osservato questa immagine qui:


Cos'è? Scopriamolo insieme.

lunedì 23 marzo 2015

Dinosauri e materia oscura

Quando pensiamo alle grandi estinzioni di massa, inevitabilmente i nostri pensieri vanno a quei poveri dinosauri spazzati via dal nostro pianeta, molto probabilmente a causa dell'impatto di un grande meteorite.
Tuttavia, quello lì, quello famoso dei dinosauri, non è stato certo l'unico meteorite che sia venuto a farci visita, bussando alla porta senza avvisare, come fanno le persone indesiderate magari di domenica mattina. Infatti, sebbene, la questione sia ancora molto controversa e poco chiara, si parla di eventi ciclici; ovvero di grandi impatti, dovuti ad un'improvvisa pioggia di comete/asteroidi che investe tutto il sistema solare, che si ripetono a suon di 35 milioni di anni. I primi a ragionare su tale scenario furono David Raup e Jack Sepkoski nel (possiamo dirlo) lontano 1984.

Foto scattata dall'ultimo dinosauro sulla Terra (si scherza, eh!).

Quale potrebbe essere la causa di ciò? In generale l'idea è che grandi asteroidi/comete vengano portati nelle parti interne del sistema solare a causa di perturbazioni gravitazionali. Cioè, gli asteroidi e le comete stanno buoni buoni nelle loro orbite attorno al Sole. Ma quando vengono fuori, ad esempio, forze di marea (come quelle tra Terra e Luna che alzano il livello degli oceani regolarmente) allora le loro belle orbitine vengono perturbate ed essi, letteralmente, cadono verso le zone interne del sistema solare, cioè verso di noi. Sì, direte voi, ma cosa causa la perturbazione gravitazionale?

domenica 15 marzo 2015

Alla ricerca della materia oscura

Il fatto che ci debba essere, nell'universo, una materia che non riusciamo proprio a vedere è noto da decine di anni. Infatti, lo aveva già capito Fritz Zwicky negli anni Trenta ed è stato inoltre suggerito da Vera Rubin negli anni Settanta. E, insomma, da allora qualche passo in avanti lo abbiamo fatto ma, sostanzialmente, ancora brancoliamo nel buio.

La materia oscura rappresenta circa il 27% di quello che c'è nell'universo.

Le galassie che osserviamo luminose nel cielo si sono formate in aloni di materia oscura.
Per ricapitolare (ma ne abbiamo già parlato spesso e volentieri e qui e qua su Quantizzando): come sappiamo che c'è della materia che non vediamo? Lo possiamo capire, ad esempio, da come si muovono le galassie in un ammasso (di galassie). Infatti le galassie si muovono con una velocità che dipende da quanta roba c'è nell'ammasso. Più roba c'è, più le galassie si muovono veloci.

sabato 14 marzo 2015

Festival dell'Astronomia in Molise

Anche se mi trovo nel Regno Unito, da buon molisano proprio non potevo esimermi dal ricordarvi che a partire da oggi e fino al 3 Maggio 2015 a Campobasso ci sarà il Festival dell'Astronomia.

Annunciato già da tempo dal presidente dell'INAF, Giovanni Bignami, oggi alle 19 il Festival prende vita. Tutti i dettagli, con il programma delle attività e delle mostre lo trovate su questo sito:




Faccio notare che c'è anche un concorso fotografico: per partecipare basta postare la vostra foto su Instagram, seguendo l'account obiettivouniverso. Avete tempo fino al 10 Aprile 2015...cosa state aspettando? Presidente della giuria del concorso fotografico sarà Tony Vaccaro, noto fotografo statunitense ma di origini molisane (di Bonefro, per la precisione!).

Inutile dirvi che da quando ho saputo del Festival dell'Astronomia in Molise, dentro di me ha trovato posto una gioia incredibile. Peccato non poter assistere a questo evento, ma sono sicuro che la grande partecipazione dei miei corregionali (e non solo) renderà questo appuntamento meraviglioso e l'INAF non mancherà di riproporre lo stesso Festival e/o simili manifestazioni in Molise.

domenica 8 marzo 2015

Cecilia Payne-Gaposchkin

Oggi è l'8 Marzo, la giornata mondiale dedicata alla donna.
Da parte mia, come contributo al senso di questa giornata, vorrei raccontarvi la storia di un'astrofisica che ha fatto una scoperta che dire fondamentale sarebbe usare un eufemismo. Ma non sto andando a raccontarvi questa storia solo perché si tratta di una donna; il punto è che la storia di questa donna non va assolutamente dimenticata perché è abbastanza significativa.

Cecilia Helena Payne nacque il 10 Maggio del 1900 in Gran Bretagna ed è stata una tra gli astrofisici più influenti della storia.
Cecilia Payne-Gaposchkin
La sua passione per l'astrofisica germogliò subito dopo aver frequentato una lezione di Sir Arthur Eddington in cui lo scienziato britannico riportava i risultati delle sue osservazioni riguardo il "piegamento" della luce delle stelle intorno al Sole misurato durante l'eclissi solare del 1919 (ovvero la prova della validità della teoria della Relatività Generale di Albert Einstein). Cecilia rimase così colpita dalla lezione di Eddington che volle iniziare la carriera da astrofisica.

mercoledì 4 marzo 2015

Due anni di blog

Oggi Quantizzando compie 2 anni! 

Questo post è per ringraziare tutti voi, uno ad uno, per aver letto, commentato (nel bene e nel male), condiviso con altri il contenuto di questo blog. Un grazie enorme!

In due anni si è parlato di un sacco di argomenti qui su Quantizzando: fisica, astrofisica e ogni tanto anche qualche risvolto quotidiano riguardante la comunicazione della scienza. Insomma non ci siamo fatti mancare nulla.

Del resto questo è quello che si fa su Quantizzando di solito: si parla di scienza, o almeno di una parte di essa (non possiamo sapere e parlare di tutto, ovviamente!).

In questi due anni abbiamo parlato dell'universo, della materia oscura, di tante galassie, di parecchi personaggi importanti della storia della fisica ma anche di uova che cadono, cioccolata nel forno a microonde, ketchup che non vuole uscire dalla bottiglia, minestre che scottano, camminate attraverso il muro e molto altro.

domenica 1 marzo 2015

Un uomo bloccato su Marte

Siete mai rimasti bloccati su Marte? Ovviamente no, ma solo perché nessun essere umano finora è stato su Marte. Però c'è un libro che racconta un'esperienza del genere e lo fa anche in maniera abbastanza realistica (ma non è questa la cosa importante alla fine).
Infatti, proprio qualche giorno fa ho finito di leggere un libro dal titolo "L'uomo di Marte" ("The Martian" in inglese) scritto da Andy Weir.


Qui su Quantizzando abbiamo parlato diverse volte del pianeta rosso, ad esempio qui e qua, quasi che possiamo considerare Marte il pianeta preferito di questo blog; quindi volevo solo darvi alcune mie impressioni (senza spoiler, chiaramente!) riguardo questo libro per coloro che magari avessero intenzione di leggerlo.
Dunque, ve lo dico subito: a me "L'uomo di Marte" è piaciuto un sacco.