venerdì 30 gennaio 2015

Polvere di polvere: le ultime su BICEP2

Questo è un post molto breve, giusto per darvi le ultime notizie sulla questione.
Ricordate BICEP2, il telescopio posto al Polo Sud che l'anno scorso aveva scosso l'ambiente astrofisico (e non solo) con un'evidenza (indiretta) della presenza di onde gravitazionali primordiali nella radiazione di fondo? Se non lo ricordate allora rimando al post su Quantizzando che ho scritto a suo tempo.

Ma la comunità scientifica aveva qualche dubbio. Questo perché, proprio allo stesso tempo, si stavano ancora analizzando i dati di Planck, il satellite dell'ESA che ha studiato in estremo dettaglio e con precisione senza precendenti la radiazione cosmica di fondo. Quindi ad un certo punto sono venuti fuori i dati di Planck sulla cosa osservata da BICEP2 ed è venuto fuori che si è trattato di un abbaglio: cioè niente onde gravitazionali primordiali bensì BICEP2 aveva osservato la radiazione di fondo polarizzata a causa della polvere della nostra galassia. Rimando alla parte finale di un mio vecchio post per capire bene questa ultima frase.

E oggi? Beh, oggi sul web e, come al solito (ed è un bene per la scienza!), su Twitter  (ringrazio di cuore +Peppe Liberti a proposito) è venuta fuori la notizia che sarebbero pronti a breve i risultati di Planck insieme a BICEP2 (e anche un sistema di telescopi simili a BICEP2 chiamato Keck Array che si trova sempre al Polo Sud)

martedì 27 gennaio 2015

La fisica del ketchup

Quante volte sicuramente ognuno di noi si è trovato nella situazione di versare del ketchup sulle patatine fritte? Innumerevoli volte. E altrettante volte ci siamo arrabbiati probabilmente sempre per lo stesso motivo: il ketchup non scendeva o ne veniva fuori fin troppo!



Partendo da questo simpatico (...se, come no!) fatto possiamo ancora una volta parlare di fisica!
Davvero? Ma come è possibile? Parlare di fisica è sempre possibile e stavolta forse è proprio necessario in quanto potrebbe salvarvi dalla situazione in cui, pieni di rabbia per il fatto che il ketchup non viene fuori, improvvisamente svuotate tutta la bottiglia!

Dunque, dobbiamo partire dal concetto di fluido. In generale un materiale appare sotto forma fluida se prende la forma del vaso/bottiglia/bicchiere/tubo/qualsiasicosa che lo contiene. Abbastanza semplice.

Detto questo, torniamo ai fluidi. Ebbene la domanda immediata da farsi è: ma prima che finiamo di leggere questo post, il ketchup è un fluido? Beh, se tenete conto della definizione data sopra di fluido allora non potrete che concordare sul fatto che sì, effettivamente il ketchup è un fluido, in quanto si trova sempre in un qualche contenitore di cui prende la forma.
Allora sicuramente, ne sono certo, voi ora starete pensando: ma scusa dunque perché il ketchup non si comporta come semplice acqua e la smette di rompere le scatole, per giunta proprio quando vogliamo mangiare un bel piatto di patatine? (Viene da pensare che lo faccia apposta, vero?).

domenica 25 gennaio 2015

Il terribile giornalismo scientifico italiano

A quanto pare non ci sono speranze in Italia. Che poi certe cose non dovrei nemmeno vederle perché certo non vado ad informarmi riguardo le notizie scientifiche sui siti di news italiani (visto l'andazzo credo che capirete il mio disappunto) ma per fortuna c'è +Paolo Attivissimo che fa buona guardia (come fa molto bene ogni volta):


Dunque non c'è niente da fare. Il titolo deve essere per forza di quelli sensazionali anche se poi nell'articolo di +Rai News vengono forniti i dettagli giusti.

sabato 24 gennaio 2015

Una cometa e due code

Parliamo un pochino di comete, dai. Che ne dite?
Le comete sono oggetti molto affascinanti e in passato si pensava fossero addirittura segni di malaugurio. Ora sappiamo tante cose sulle comete e la missione dell'ESA Rosetta ce ne dirà ancora di più. Probabilmente le comete iniziano il loro viaggio verso il Sole partendo dalla periferia del nostro sistema solare; poi, magari a causa di una qualche perturbazione che le permette di cadere verso la gravità del Sole, si mostrano nei nostri cieli in tutta la loro bellezza.

Cometa Hale-Bopp

La cometa nella foto è la famosissima Hale-Bopp che ha solcato i nostri cieli nel 1998. In realtà, però, in questa foto si vedono parecchie cose interessanti. Per esempio si vedono due code luminose.

Già, perché si vedono e poi perché sono due?

martedì 20 gennaio 2015

Riscaldamento Globale

Da tempo sono un assiduo lettore di un blog chiamato RealClimate (clicca qui per vedere il blog e gli scienziati autori) lanciato in rete nel 2004.
Si tratta di un sito molto interessante dove leggere qualcosa riguardo i cambiamenti climatici del nostro pianeta scritto da una serie di scienziati che lavorano quotidianamente su questi argomenti.
Addirittura TIME (il famoso settimanale americano) ha detto che RealClimate è uno dei "siti più in linea con gli obiettivi originali del Web, cioè la comunicazione scientifica".

Personalmente, ritengo RealClimate uno di quei posti su internet dove si può leggere e capire un argomento, pur non essendone esperti, con un certo grado di comprensibilità e fiducia.
Per inciso, un qualcosa che mi piacerebbe fare anche qui con Quantizzando (lavoro duro!) visto che questo è un blog di comunicazione della scienza al pubblico.

Comunque tornando a RealClimate, il punto è che il blog è in inglese. Lo so che al giorno d'oggi ciò non dovrebbe essere un problema ma d'altro canto mi rendo conto che se il pubblico italiano avesse a disposizione quel tipo di informazioni in italiano, allora sarebbe tutta un'altra storia. Ovviamente non ho la minima intenzione di tradurre il blog RealClimate. Quello che mi piacerebbe fare è soltanto evidenziare alcuni concetti molto ben espressi su RealClimate riguardo al riscaldamento globale e postarli qui su Quantizzando in italiano. Se dovessi fallire in questo compito (spero di no!) potrete sempre attingere alla fonte originale andando direttamente sul blog RealClimate; del resto credo che il mio obiettivo principale qui sia semplicemente quello di porre alla vostra attenzione il blog RealClimate, qualora non lo conosceste già naturalmente.

domenica 18 gennaio 2015

Il teorema di Pitagora semplice semplice

Ognuno di noi ha dovuto farci i conti a scuola e quindi mi sembra oppurtuno, una volta tanto, parlarne. Mi riferisco al celeberrimo teorema di Pitagora.

Tale teorema afferma che dato un triangolo rettangolo, il quadrato costruito sull'ipotenusa è uguale alla somma dei quadrati costruiti sugli altri due cateti.

Allora, calma, rivediamo alcuni concetti fondamentali:

1) Un triangolo è una figura geometrica con tre lati e tre angoli. Un triangolo rettangolo si ha se uno degli angoli è di novanta gradi.

2) L'ipotenusa non è altro che un modo di chiamare il lato più lungo di un triangolo rettangolo. I restanti due lati sono chiamati cateti.

Bene, detto questo, vediamo cosa vuol dire "costruire" un quadrato su ognuno di questi tre lati con l'aiuto di una semplice figura:

Fonte: http://www.regentsprep.org/

martedì 13 gennaio 2015

Bolle spaziali

Il titolo di questo post vorrebbe richiamare e citare sottobanco il famoso film di Mel Brooks, Balle Spaziali.
Il fatto è che ho visto questa immagine stamattina, che mi ha colpito non solo per la sua bellezza:


Questa nebulosa è stata identificata nel 2008 ed è stata chiamata Soap Bubble Nebula, ovvero nebulosa bolla di sapone. Basta guardarla per capire come mai sia stato scelto questo nome!

lunedì 12 gennaio 2015

Pilastri della Creazione

Hubble Space Telescope (HST) è, appunto, un telescopio lanciato nello spazio. Per la precisione è stato lanciato nel 1990  in orbita attorno la Terra e da allora ha reso un notevole servigio all'astrofisica. E quest'anno sono 25 anni di onesto, duro e buon lavoro. Insomma, una ricorrenza da festeggiare.

Prima vorrei solo ricordare qual è l'importanza di avere un telescopio nello spazio. Infatti i telescopi sul suolo terrestre hanno l'handicap di dover sottostare ai giochetti dell'atmosfera. Ovvero la luce delle galassie lontane, prima di arrivare al telescopio, deve attraversare l'atmosfera. Quest'ultima, a causa di turbolenze e altro, può provocare delle distorsioni delle immagini ma anche limitare la loro risoluzione. Quando dico risoluzione intendo la capacità dello strumento di "risolvere" cioè distinguere due sorgenti vicine nel cielo. Esiste un limite teorico a questa risoluzione che dipende da due fattori: è direttamente proporzionale alla lunghezza d'onda a cui si osserva e inversamente proporzionale al diametro del telescopio. Ovvero più è grande il telescopio più è piccola la scala di risoluzione, cioé possiamo distinguere oggetti che sono molto vicini. Ovviamente tutto questo è peggiorato se di mezzo c'è anche l'atmosfera.
Perciò, per arrivare al limite teorico di risoluzione bisogna mandare un telescopio nello spazio. Insomma tutte queste parole solo per dire che c'è un motivo ben preciso per cui le immagini nello spazio sono migliori e il motivo è la mancanza di atmosfera.

venerdì 9 gennaio 2015

Meteoroide su Bucarest

La notizia è che qualcosa si è illuminato nel cielo di Bucarest è i giornali italiani l'hanno chiamato meteorite. Che è sbagliato, perchè una METEORA è la scia luminosa prodotta da un METEOROIDE, ovvero un corpo celeste che entra nell'atmosfera terrestre. Il METEORITE è ciò che resta da questo attraversamento dell'atmosfera e che, magari, possiamo raccogliere qui sulla Terra.

Lasciatemi rendere più ampia la mia riflessione.
Innanzitutto, i giornali esteri che scrivono in lingua inglese usano tutti la parola "meteoroid" per la quale non bisogna essere sudditi di Sua Maestà la regina per capire che la traduzione non è meteorite (esempi qui, qua).

Dunque i casi sono due:
1) I giornali italiani hanno tradotto da giornali esteri che hanno ugualmente confuso "meteoroid" e "meteorite". Comunque non è una giustificazione perché i giornali nostrani avrebbero potuto comunque vedere che non è arrivato nulla a terra e quindi trattasi di meteoroide.
2) I giornali italiani non sanno la differenza tra meteoroide e meteorite. Questo è grave perchè così fanno una cattiva informazione scientifica confondendo patate e cipolle praticamente; inoltre prendono i giro noi pubblico pensando che tale differenza non solo non la conosciamo ma anche non ce ne importi nulla.


Io personalmente mi sono arrabbiato un pochino e non venite a dirmi che sono puntiglioso e precisino. Se uno dice che c'è stato un meteorite allora vuol dire che un pezzo di roccia dallo spazio ha toccato terra. Quindi potrebbe anche essere pericoloso qualora accadesse in un centro abitato. Un meteoroide invece non tocca terra e quindi è uno spettacolo da osservare senza alcun timore. Insomma c'è una bella differenza, anche di impatto sull'opinione pubblica.

giovedì 8 gennaio 2015

Le stelle di Andromeda

Qualche giorno fa il Telescopio Spaziale Hubble ha rilasciato una immagine della galassia di Andromeda a super-mega-incredibile alta definizione.
Ma innanzitutto le presentazioni. Per chi non la conoscesse, la galassia di Andromeda è l'oggetto più lontano da noi visibile ad occhio nudo di notte come un batuffolo abbastanza grande nella costellazione di Andromeda (assumendo un cielo privo di inquinamento luminoso!).
Si trova ad una distanza pari a 2 milioni e mezzo di anni luce. Cosa vuol dire ciò? Significa che la luce delle stelle nella galassia di Andromeda ci mette ben 2 milioni e mezzo di anni per arrivare dalle nostri parti sulla Terra. Quindi, tendendo conto che la luce viaggia a 300 mila km al secondo, anche tenendo conto che la luce prenda l'autostrada a quindici corsie, capirete che la distanza di cui stiamo parlando è davvero grande!
Ma torniamo alla foto del Telescopio Spaziale Hubble.
Si tratta di una super foto, come dicevo prima. Sì, va bene, ma perchè? Allora, per farvelo capire vi mostro una foto qualsiasi della galassia di Andromeda:

Una bella foto della galassia di Andromeda

mercoledì 7 gennaio 2015

Una galassia illusionista

C'è una foto che ho visto tante volte ma di cui (purtroppo!) non avevo mai approfondito la storia prima d'ora. Sto parlando della galassia M81:


Quello che si può notare da questa splendida foto di questa magnifica galassia spirale è la struttura alla destra del vostro schermo; una struttura ad anello che ruba la scena a quasi metà della foto.

sabato 3 gennaio 2015

Pepite di astrofisica

Fare video non è facile e giuro che ci sto lavorando sopra per presentare le cose al meglio (non sono timido ve lo assicuro!). Ci vuole un poco di esperienza.
Per questo ho iniziato a pensare a come fare nuovi video in cui magari spiegare qualcosa di astrofisica. Semplice e lineare.
Però poi ho anche pensato che fare un video su YouTube non è come fare una presentazione davanti ad un pubblico che si è magari preso la serata libera per ascoltarti due ore mentre tu spieghi loro come funziona l'universo. E manca l'interattività del contatto umano, dopotutto.

Per questo ho pensato che fare video troppo lunghi (complice anche la mia attuale inesperienza!) non sarebbe stata una nuova idea. E questo mi ha bloccato per un po', perché il mio ragionamento era il seguente: come faccio a fare un video breve sull'astrofisica senza perdermi in un mare di dettagli?

Come faccio sul blog? Certo, ma il blog è una lettura e il lettore si prende il tempo che vuole per pensare all'articolo mentre legge.

Ma un video? Come fare? Non so se ho preso la decisione giusta ma alla fine ho deciso che potrei dire solo alcune cose di un determinato argomento, volutamente lasciando qualche buco, magari non essenziale, ma comunque fornire un'idea abbastanza precisa dell'argomento e di come l'astrofisica lo affronta dal punto di vista scientifico. E ho deciso di non spendere più di 3 minuti (circa).

Ecco come nascono le pepite di astrofisica, piccole e veloci.

venerdì 2 gennaio 2015

Tavole periodiche (sbagliate)

Di solito qui parliamo di astrofisica ma in generale Quantizzando è un blog aperto a tutta la scienza e quindi oggi ci occuperemo di un fatto di cui sono venuto a conoscenza e che riguarda la chimica e la geologia.

Prima di tutto: cos'è la tavola periodica degli elementi?
Si tratta di un'idea del chimico russo Dmitrij Mendeleev in cui, schematicamente, vengono ordinati gli atomi in ordine crescente a seconda del numero di protoni che ospitano nel loro nucleo. Insomma è un favoloso catalogo atomico che, inoltre, permette di memorizzare molte altre proprietà degli atomi.

Avevo trovato questa simpatica rappresentazione della tavola periodica in cui le dimensioni di ogni quadratino (?) avrebbero dovuto rappresentare, stando a ciò che dice la legenda nella figura, le relative abbondanze degli elementi chimici sulla superficie terrestre. Eccola qua:


L'ho scoperta solo recentemente e l'ho volentieri condivisa su Twitter perché, pur non essendo assolutamente esperto di chimica o geologia, mi sembrava desse un'idea più o meno (forse meno!) accurata del fatto che la tavola periodica può essere vista anche con una speciale terza dimensione, in questo caso la dimensione concessa ad ogni elemento.  
Insomma, ritengo l'idea del prof. W.F. Sheehan davvero simpatica e degna di nota solo per il fatto di averci provato.