mercoledì 14 ottobre 2015

La logica del cowboy texano

Questa è la storia di un cowboy texano che spara ad un fienile. Giusto per essere chiari, non ha nulla a che vedere con questo tizio:



In realtà, quella che andrò a raccontare è una fallacia logica ben rappresentata così:




Avete capito cosa ha fatto il nostro amico texano? Prima ha sparato al cartello un po' a casaccio e poi ha disegnato il mirino nel punto in cui gli spari si concentrano maggiormente. Eh già, proprio furbetto il nostro amico.
Ma cosa c'entra la logica in tutto questo? E cosa c'entra Quantizzando? Inizio con il rispondere alla seconda domanda. Quantizzando è un blog che parla di scienza e quindi cerca di descrivere proprio come funziona la scienza. E la scienza si basa sul metodo scientifico il quale, alla fine dei conti, non è altro che un metodo di ragionamento molto efficace. Insomma, questo per dire che la logica è fondamentale in scienza e quindi evitare di cadere in fallacie è di importanza massima.
Inoltre, sempre più ormai le discussioni sia in rete che "dal vivo" si basano o citano qualcosa letto sui social network. Ecco, a mio avviso, la fallacia logica del cowboy texano che ora vedremo è molto utile per argomentare in risposta a discussioni che spesso si fanno.

Dunque, detto semplicemente, usare la logica del cowboy texano non vuol dire altro che andare a vedere una qualche relazione tra i dati dimenticandosi totalmente (e volutamente) di quella che si chiama stocasticità, cioè del fatto che le variabili in gioco sono casuali.
Faccio un esempio che chiarisce immediatamente. Siete ad cena con il vostro partner e scoprite che ad entrambi piace la pizza, entrambi amate i film di Quentin Tarantino, entrambi siete mancini e addirittura, entrambi avete un neo sul ginocchio destro. Ma dai, incredibile: siete di fronte alla persona che avete sempre cercato, una serie di coincidenze meravigliose.
Il punto, in questo esempio, è che non prendiamo neanche minimamente in considerazione né le probabilità statistiche di queste coincidenze e neanche (soprattutto) la probabilità statistica riguardo tutte quelle cose che non avete in comune. Anche se lo so che, quando si è a cena fuori, la statistica resta a casa a guardare la televisione.

Insomma, non voglio snaturare il romanticismo; ovviamente era solo un esempio. Però, onestamente, sicuramente vi sarà tornato alla mente uno di quei ragionamenti che avete già fatto con il vostro amico riguardo misteriose coincidenze nel passato su un qualche evento storico. Già, le coincidenze: ma qualcuno ha mai calcolato la probabilità di queste coincidenze? A nessuno viene mai in mente che siano solo condizioni casuali e che siamo noi a disegnare mirini attorno a colpi di pistola sparati alla cieca?

Un altro esempio famoso riguarda le quartine di Nostradamus che profetizza l'avvento di catastrofi immani. Per la precisione, bisogna dirlo, tutte le profezie non sono affatto tali; infatti solo dopo l'avvenuto fatto storico si va a riprendere i versi di Nostradamus per cercare l'interpretazione (che poi è solo una delle centinaia possibili) in cui si può riconoscere la profezia. Ma, un momento: questo è proprio ciò che fa il cowboy texano quando disegna il mirino.

Ma allora, voi mi chiederete: cosa rispondere quando qualcuno elenca tutta una serie di coincidenze e di analogie? Ovviamente non ci si può limitare a rispondere: ah-ah sei come il texano che disegna mirini. La cosa più semplice da fare é notare come oltre alle coincidenze ci siano anche tutto un migliaio di differenze, spesso anche sostanziali, che non possono essere taciute se si vuole fare un'analisi corretta.

Un altro esempio molto importante è quello di ciò che raccontano i creazionisti. Infatti criticano l'evoluzionismo dicendo che le probabilità che l'universo sia arrivato ad essere così complesso come lo vediamo oggi, vita sulla Terra compresa, solo grazie al "caso" sono estremamente basse. E quindi ci deve essere stato un qualche disegno intelligente, secondo loro.
Naturalmente tale argomento a supporto della loro tesi è completamente sballato in quanto l'universo e anche l'evoluzione delle specie segue precise leggi di fisica, chimica e biologia che non sono affatto a "caso". Per dire, i creazionisti si sono dimenticati un po' di cose da includere nella loro analisi.

Insomma, cari amici di Quantizzando, se cominciamo a credere che dietro tutte le analogie (magari definite impossibili perché si ritiene che la probabilità di averle sia bassissima) ci sia una qualche speciale connessione allora poi dobbiamo anche iniziare a pensare che il consumo di mozzarella sia legato al numero di dottori in ingegneria civile:

Per questa e altre divertenti false correlazioni andate qui: http://tylervigen.com/spurious-correlations

Ora però non cerchiamo di fare i supereroi, mi raccomando. Siamo esseri umani e quindi è abbastanza normale che il nostro cervello si faccia delle domande su possibili analogie tra i dati. Il punto è non lasciarsi ingannare dalle analogie ma considerare anche la miriade di differenze presenti.

Per concludere, la nostra mente sembra essere alla costante e perenne ricerca di analogie tra i dati in modo tale da costruirci delle ipotesi attorno, proprio come il cowboy texano disegna mirini attorno ai colpi di pistola. Peccato che tutto ciò non sia affatto scientifico. Infatti, anche in qualche modo convalidando questo tipo di processo logico, le ipotesi andrebbero comunque testate di nuovo con altri dati per verificarne la solidità. Il metodo scientifico non perdona.

P.S. A proposito, per chi volesse rileggere un vecchio ma sempre attuale post di Quantizzando sul metodo scientifico: http://www.quantizzando.org/2013/04/la-certezza-del-dubbio.html
Per chi invece si diletta con l'inglese, ecco dove si può leggere qualche altro esempio della fallacia logica del cowboy texano: http://youarenotsosmart.com/2010/09/11/the-texas-sharpshooter-fallacy/