martedì 21 luglio 2015

Margaret Hamilton e lo sbarco sulla Luna

Questo post, in questo giorno, è dedicato ad una persona molto speciale ed estremamente importante per l'esplorazione spaziale.

La (breve) storia che voglio raccontare inizia alle 04:53 (ora italiana) del 21 Luglio 1969. Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins erano gli astronauti della missione della NASA Apollo 11.

Gli astronauti erano pronti a svolgere le manovre di atterraggio sulla Luna, un momento storico. Per questo erano in possesso di dettagliate procedure da eseguire alla lettera.
In particolare, Collins era rimasto in orbita attorno alla Luna per permettere poi il rientro della missione sulla Terra, mentre Armstrong e Aldrin erano in discesa. Mancavano circa 3 minuti per toccare il suolo lunare.

A quel punto la procedura diceva di attivare un certo sistema radar che sarebbe servito nel caso eccezionale di aborto della missione. E Aldrin seguì la procedura.


Quello che accadde fu che, praticamente,  l'aver azionato questo sistema radar prosciugò tutta la memoria disponibile al computer di bordo per le manovre di atterraggio. Ciò generò una serie di allarmi a bordo innescati dal fatto che il radar e il resto del sistema di atterraggio avevano differenti sistemi di fornitura elettrica. Insomma, quel radar non andava attivato affatto, la procedura in possesso degli astronauti era sbagliata.

Questo sovraccarico della memoria del computer fu brillantemente risolto dal software di bordo, chiamato Apollo Guidance Computer, che automaticamente permise al computer di bordo far fuori tutte le procedure con bassa priorità. E così, Armstrong ed Aldrin poterono continuare a guidare l'Eagle (il modulo lunare) verso la superficie della Luna e quindi posare i loro piedi per una storica passeggiata alle 04:56 del 21 Luglio 1969.


La domanda viene spontanea: chi erano quei geni che hanno scritto il codice così tremendamente ottimo del software Apollo Guidance Computer? Erano un gruppo del MIT Instrumentation Laboratory guidato da Margaret Hamilton. Ecco una foto:

Margaret Hamilton e il suo codice.
Sulla destra, quei libroni tutti accatastati non sono una versione anni sessanta dell'enciclopedia dalla A alla Z. In quei libroni c'era scritto il codice del software Apollo Guidance Computer. Insomma, quello della storia che ho appena raccontato. Il software che ha salvato lo sbarco sulla Luna.

Eccoli, dunque, Margaret e il suo codice, la sua creatura. Pensate, tutta la missione Apollo 11 era basata sul contenuto di quei libroni. A mio avviso, una cosa spettacolare. Il lavoro di Margaret Hamilton è stato davvero un qualcosa di estremamente eccezionale che merita un riconoscimento assoluto.

Poi, tenete conto che all'epoca le donne erano spesso assegnate alla scrittura dei codici dei software perché veniva ritenuto un lavoro di scarsa importanza. Ma la storia, invece, ci ha insegnato che si trattò di un lavoro fondamentale per la missione Apollo 11. E dobbiamo tutti ringraziare la straordinaria professionalità, serietà e competenza di Margaret Hamilton e il suo gruppo di lavoro.

Vedete, ora diamo tutto per scontato quando vediamo una missione spaziale ma in realtà dietro c'è il lavoro di una moltitudine di persone il cui ruolo è fondamentale per il successo della missione stessa. Non solo gli scienziati e gli ingegneri, ma anche coloro che costruiscono i pezzi per i razzi, passando per coloro che magari cucinano o mettono in ordine, fino ad arrivare a tutti i cittadini che pagano una cifra irrisoria sotto forma di contributi per finanziare i programmi spaziali.

Per questo, anche se alla fine magari nello spazio ci vanno solo poche persone, un po' è come se ci andassimo tutti.

[Per saperne di più sull'Apollo Guidance Computer - in inglese: link]