sabato 4 luglio 2015

L'ombra di Plutone

Tra pochissimi giorni (per la precisione il 14 luglio prossimo, io non sto nella pelle: e voi?) la sonda della NASA New Horizons arriverà nei pressi di Plutone e ci invierà preziosi dati e storiche immagini. Ma questo lo sapevate già se siete stati attenti lettori di questo blog (inoltre, vi avviso, il 15 luglio sicuro troverete un post con la foto/faccia di Plutone, quindi stay tuned).
Pura coincidenza ha voluto che un altro fenomeno che coinvolge Plutone si insinuasse prima dello storico avvicinamento di New Horizons.
Il fenomeno di cui sto parlando è avvenuto tra il 29 e il 30 giugno scorso (a seconda della zona del pianeta in cui vi trovavate in quel momento) e si tratta dell'occultazione di Plutone.

Un'occultazione non ha a che fare con nulla di mistico, tranquilli. In generale, un'occultazione avviene quando un oggetto celeste passa davanti ad un altro. Insomma, un'eclissi, detto in parole povere. Nel caso in questione, abbiamo Plutone che è passato davanti ad una stella.

Va bene, WOW, ma cosa c'è da entusiasmarsi, direte voi. Ebbene, non solo c'è da entusiasmarsi, ma anche da stupirsi, per quello che vi racconterò tra poco.

Innanzitutto, diciamo perché studiare un'occultazione (in questo caso di un pianeta che eclissa una stella) è importante. Perché quando il pianeta copre la stella, la luce di quella stella la vediamo passare sui "bordi" del pianeta, cioè vediamo quella luce passare attraverso l'atmosfera del pianeta.
In pratica, con un'occultazione si può studiare cosa c'è nell'aria di un corpo celeste; mica bazzecole.

Naturalmente questa non è l'unica applicazione scientifica di questo fenomeno. Infatti è possibile studiare quanto sono grandi le stelle occultate, le orbite dei pianeti che occultano e, tra le altre cose, anche la forma del pianeta occultante (ma di tutto ciò magari parleremo un'altra volta).


Comunque, oggi parliamo dell'ultima occultazione di Plutone avvenuta in ordine di tempo, quella del 29-30 giugno. Siccome siamo nel 2015, possiamo anche fare qualcosa di molto all'avanguardia grazie ai mezzi tecnologici di cui disponiamo: siamo in grado di vedere un filmato (eh già, niente sfugge, nemmeno le occultazioni - nonostante il loro nome!).
Dunque, ecco qui il video di qualche giorno fa in cui Plutone fa il birichino e nasconde una stella:



Insomma, stiamo parlando di roba seria, roba che si può osservare e misurare
Ora c'è un fatto da sottolineare. La luce della stella arriva a noi sulla Terra. Come sanno tutti, grandi e piccoli, quando tra chi osserva e una fonte di luce ci si mette qualcosa, inevitabilmente si crea un'ombra. 

Cosa? A causa dell'occultazione, la stella ha creato l'ombra di Plutone sul nostro pianeta? 

Sì.
E non sto scherzando. Per farvi capire che sono serio, ora vi racconterò di come gli scienziati non solo fossero consapevoli di questo ma soprattutto di come hanno cercato di raccogliere dati inviando un telescopio proprio nella zona d'ombra.

Vi ricordate di SOFIA, l'aereo con a bordo un telescopio? 
[Se non ve ne ricordate ecco il link dove ne abbiamo parlato su Quantizzando qualche tempo fa.]

SOFIA è un osservatorio a bordo di un aereo; l'utilità di avere un telescopio che possa andare in alta quota è quella di poter osservare meglio nell'infrarosso, poiché per studiare la luce a queste lunghezza d'onda bisogna che ci sia poco vapore acqueo nell'atmosfera. Questo perché le molecole d'acqua assorbono la luce infrarossa e poi non arriva niente al telescopio se esso si trova ad una altitudine troppo bassa.

Comunque, stavolta non erano soltanto le capacità di costruzione del telescopio a bordo di SOFIA ad eccitare gli scienziati, bensì soprattutto la possibilità di avere praticamente un osservatorio mobile. 
Questo ha permesso di spedire l'aereo SOFIA proprio nell'ombra di Plutone! 
Forse tutto vi sembrerà più chiaro con un disegno (non in scala!), eccolo qua: 


Così facendo, si è avuta la possibilità di studiare l'occultazione per bene, cioè come si deve. Tutto ciò è, in questo momento storico, di importanza massima. Infatti, dopo che anche New Horizons avrà raccolto i dati di Plutone successivamente allo storico avvicinamento, sarà possibile effettuare un confronto tra ciò che ha trovato New Horizons e ciò che ha misurato SOFIA. 
E così la scienza (di Plutone, in questo caso) va avanti a grandi passi, ecco.

Tornando un attimo all'occultazione di Plutone di qualche giorno fa, bisogna dire che SOFIA ha avuto non pochi problemi ad infilarsi proprio nel cono d'ombra. Infatti qua si parla di necessità di avere posizioni super-precise riguardo la traiettoria che l'aereo SOFIA doveva seguire, poiché Plutone (e quindi anche la sua ombra) erano in costante movimento; praticamente bisognava trovarsi al posto giusto nel momento giusto. 
Dopo un paio di peripezie (qui trovate la traiettoria che l'aereo ha fatto il 29 giugno all'inseguimento dell'ombra di Plutone), alla fine SOFIA ce l'ha fatta e i dati sono stati raccolti.

Perciò, non solo tutto questo è importante per lo studio di Plutone (possiamo dirlo, questo è il mese, se non l'anno, di Plutone). Tutto ciò dimostra ancora una volta che abbiamo una comprensione della fisica non ancora completa ma abbastanza ampia da permetterci di infilare un aereo nella minuscola ombra di un pianeta lontano qualche decina di miliardi di chilometri creata da una stella distante chissà quante decine di migliaia di chilometri...insomma qualcosa di meraviglioso, ancora una volta gli esseri umani hanno dimostrato di saperci fare su queste cose. 

Anche perché, tutto sommato, le foto di Plutone che vedremo grazie a New Horizons tra qualche giorno, sono un'altra manifestazione di ciò. Praticamente abbiamo sparato una pietruzza (New Horizons) nello spazio con lo scopo di sfiorare un piccolissimo corpo (Plutone) ai confini del nostro sistema solare. E sapete qual è la cosa straordinaria? Che ci siamo riusciti, ha funzionato. 

Chiedetelo ai vostri nonni: potevano mai immaginare che un giorno saremmo riusciti a "goderci" l'ombra di Plutone?