domenica 25 gennaio 2015

Il terribile giornalismo scientifico italiano

A quanto pare non ci sono speranze in Italia. Che poi certe cose non dovrei nemmeno vederle perché certo non vado ad informarmi riguardo le notizie scientifiche sui siti di news italiani (visto l'andazzo credo che capirete il mio disappunto) ma per fortuna c'è +Paolo Attivissimo che fa buona guardia (come fa molto bene ogni volta):


Dunque non c'è niente da fare. Il titolo deve essere per forza di quelli sensazionali anche se poi nell'articolo di +Rai News vengono forniti i dettagli giusti.


Però uno legge il titolo e cosa capisce? Che l'asteroide viene verso di noi e poi viene usata quella terribile verbo che viene sempre utilizzato in questi casi (e vorrei proprio sapere chi è stato il primo ad utilizzarlo) quale "sfiorare".
Ora, se da una parte tutto ciò si può giustificare con il fatto che le distanze coinvolte sono enormi rispetto a quelle che utilizziamo nella vita di tutti i giorni dall'altra bisogna fare i conti con il modo in cui il giornalismo scientifico viene fatto in Italia.
Il sito di TGCOM24 almeno usa il virgolettato quando utilizza il verbo "sfiorare: è una cosa da apprezzare visto il panorama generale (ma comunque anch'essi hanno già dato; ricordiamo qualche settimana fa la notizia sul meteoroide su Bucarest).




Insomma, che dire. Beh c'è poco da dire. Lo "scienzionalismo" ovvero il divulgare notizie scientifiche in maniera sensazionalistica sembra essere insito nei meccanismi dell'informazione italiana.

Ma poi dico: che bisogno c'è? Voglio dire la scienza è già bella e meravigliosa. Il solo fatto che siamo in grado di poter prevedere il passaggio di un asteroide a 1.2 milioni di km è già una notizia: la teoria della gravità continua a funzionare. E poi, ancora: possiamo osservarlo, tracciarlo e prevedere quando tornerà. La cosa sensazionale dovrebbe essere proprio questa.

Forse, azzardando una spiegazione, evidentemente scrivere semplicemente "asteroide passerà a circa un milione di km dalla Terra, tre volte circa la distanza media Terra-Luna" non avrebbe (ripeto, forse!) procurato il giusto numero di condivisioni sui social network per non parlare dei click sul link.
Ma se così fosse, cosa vorrebbe dire? Pensateci un attimo: vorrebbe forse (ripeto, forse!) dire che questi siti di news adattino il titolo in base all'immaginazione collettiva attratta da un certo tipo di notizie catastrofiche? Ma poi, siamo davvero così attratti da questo tipo di notizie o veniamo solo presi in giro quando tali titoli ci vengono propinati? Sarebbe interessante discuterne, perché il meccanismo titolo scientifico-pubblico-click è tanto semplice quanto complesso. Ma non voglio andare oltre in questo post.

Piuttosto, ciò che voglio dire è che NON si dovrebbe porre l'accento sul fenomeno in quanto eccezionale, bensì sul fatto che, grazie alla scienza riusciamo a tenere, per quanto possibile, sott'occhio i fenomeni che avvengono nel sistema solare. Scusate, ma non è fantastico che secoli di scienza abbiano prodotto un livello di conoscenza tale?

Per come la vedo io questa è LA notizia, il resto è aria fritta.