giovedì 25 settembre 2014

Notte Europea dei Ricercatori 2014 - Programma

Qualche giorno fa abbiamo presentato su questo blog la Notte Europea dei Ricercatori 2014. Oggi, a pochi giorni dall'evento, che si terrà il 26 Settembre 2014, sembra opportuno dare uno sguardo al programma della manifestazione.
Ricordo che la Notte Europea dei Ricercatori 2014 rappresenta il momento culminante di una settimana di eventi, la Settimana della Scienza, organizzata dall'associazione Frascati Scienza. L'aggettivo "Europea" è più che mai appropriato poiché la Notte Europea dei Ricercatori è un evento finanziato dalla Commissione Europea.

Adesso cercheremo di passare in rassegna i numerosissimi eventi della Notte Europea dei Ricercatori. Da segnalare che a partire dalle ore 20 del 26 Settembre potrete seguire tutti gli eventi della serata anche su Twitter tramite i tweet con hashtag #ern.

Ovviamente gli eventi in programma sono tantissimi e tutti interessantissimi. E ce n'è per tutti gli appassionati di scienza. Invito a cliccare qui per avere tutti gli eventi del 26 Settembre nel dettaglio.
Siccome, come dicevo, tutti possono trovare l'attività che li interessa di più, elencherò gli eventi a seconda dell'istituto che li organizza. Dopodiché potrete scegliere la combinazione città + evento che vi è più congeniale logisticamente. Ma, mi raccomando, non perdete l'occasione di partecipare a questo straordinario evento. Consiglio caldamente di prender qualche ora di permesso (se non un giorno di ferie!) per portare i vostri figli a questi eventi che sicuramente stimoleranno la loro creatività scientifica e la loro insaziabile curiosità oltre che la vostra di genitori, ovviamente!

Bene, iniziamo!

L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) sarà presente con un'attività riguardante lo studio del Polo Sud oltre che ovviamente laboratori in cui sarà possibile capire qualcosa di più riguardo il funzionamento di vulcani e terremoti. L'Italia è una terra sismica da sempre ed è molto importante essere a conoscenza del funzionamento scientifico di questi fenomeni naturali non solo per una corretta informazione scientifica ma anche per essere preparati in caso tali eventi occorrano.

L'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) sarà presente con laboratori ed esperimenti per grandi e piccini; raggi cosmici, applicazioni della fisica alla medicina, magnetismo e fotovoltaico. Inoltre visite guidate nei laboratori. Insomma, da non perdere!

Per quanto riguarda lo spazio e l'astrofisica, lasciatevi guidare dall'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dall'European Space Agency (ESA) e dall'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). Tra un incontro con l'astronauta Paolo Nespoli per discutere della cooperazione spaziale in Europa, passando per visite guidate ai laboratori del Centro Nazionale Ricerche (CNR) finendo con seminari divulgativi alternati ad osservazioni (ad esempio presso l'osservatorio di Monteporzio Catone).

Anche molte altre associazioni che si occupano di divulgazione scientifica, tra cui ovviamente Frascati Scienza, saranno presenti ad organizzare molti altri eventi per tutte le età e tutti i gusti.

Per esempio, giusto per rimanere nel tema principale di questo blog, se siete interessati alle onde gravitazionali allora potrete partecipare ad attività che vi permetteranno di capire come funziona un interferometro

Questo per dare un'idea. Ma c'è molto di più. Il tema principale dell'evento è la Sostenibilità. Per questo è in programma, tra gli altri eventi a riguardo, un Aperitivo Scientifico in cui si discuterà di ciò.

Ovviamente si potrà parlare con i ricercatori, fare domande a più non posso per soddisfare la vostra curiosità (e quella dei vostri figli e/o nipoti).

Insomma, il programma è vastissimo e non c'è un minuto da perdere: tra pochi giorni, il 26 Settembre, tutti in piazza nella città che preferite per partecipare alla Notte Europea dei Ricercatori 2014.

La scienza è importante, fa parte della nostra vita di tutti i giorni anche se non ce ne accorgiamo. Accendiamo lampadine, scaldiamo cibi, guardiamo il cielo. Quindi ci occupiamo, senza volerlo, di elettricità, termodinamica, astrofisica. Il 26 Settembre la scienza farà un altro passo verso tutti noi.
Accogliamola a braccia apertissime!

P.S. Mi raccomando ancora una volta di non dimenticare di guardare con attenzione il programma della Notte Europea dei Ricercatori 2014 per non perdere nessun appuntamento!
Ecco i link utili:
http://www.frascatiscienza.it/pagine/notte-europea-dei-ricercatori-2014
http://www.frascatiscienza.it/pagine/notte-europea-dei-ricercatori-2014/programma


lunedì 22 settembre 2014

Aggiornamenti su BICEP2

Lo scorso marzo avevamo raccontato qualcosa sui risultati di BICEP2, un telescopio che osserva la luce nel range delle microonde (e quindi in particolare ha studiato la radiazione cosmica di fondo, la prima luce dell'universo). Per tutti i dettagli rimando tutti voi a quel post su Quantizzando. Quindi, visto che ci sono aggiornamenti, mi sento obbligato qui su Quantizzando a mettervi al corrente dei nuovi sviluppi, altrimenti non sarei un bravo blogger.
Il succo era che le osservazioni condotte da BICEP2 potevano essere la prima prova indiretta della realtà di una teoria fenomenologica riguardo l'universo chiamata inflazione; teoria che descrive una fase di espansione accelerata avvenuta nei primissimi momenti dell'universo. Quindi BICEP2 sembrava aver buttato un occhio su un periodo molto lontano, circa 13.8 miliardi di anni di anni fa (questa è l'età stimata dell'universo attualmente).

Però c'erano incertezze già in marzo. Ora, proprio oggi, sono arrivati i risultati di Planck, il satellite dell'ESA (European Space Agency) che ha osservato l'emissione in microonde dovuta alla polarizzazione della luce a causa della polvere (grani di silicio sparsi nella galassia) in tutto il cielo e in particolare nella regione che riguarda anche i dati di BICEP2.
Piccolo ripasso: polarizzazione vuol dire la seguente cosa. Un fotone è un'onda elettromagnetica e un'onda oscilla. Può capitare che per qualche fenomeno (onde gravitazionali, lensing o appunto polvere) tali fotoni oscillino in una qualche direzione preferenziale. Ecco, questo vuol dire avere luce polarizzata. E la polvere fa come gli occhiali da Sole: si tratta dello stesso principio di funzionamento; il vetro degli occhiali fa passare solo luce che oscilla in una certa direzione. Ma torniamo a Planck e BICEP2.

Ebbene?

Niente. Cioè, a quanto pare i risultati di BICEP2 si possono spiegare in termini delle osservazioni di Planck sulla polarizzazione della luce causata dalla polvere.

E quindi?

Quindi quello che ha osservato BICEP2 non era un segnale che teneva conto in maniera appropriata anche dell'effetto della polvere. E allora il segnale misurato forse non era proprio quello delle onde gravitazionali dell'inflazione. Se non mi credete allora credete ad un astrofisico (e comunicatore di scienza) di gran lunga più esperto di me sull'argomento come +Amedeo Balbi con un post nel suo blog Keplero.

Attenzione, però. Non ci sono né vincitori né vinti. Infatti come si può leggere nell'articolo scientifico di oggi (a proposito, ecco il link: http://arxiv.org/pdf/1409.5738.pdf) i team di Planck e BICEP2 si sono uniti per capirci qualcosa di più sulla faccenda e fare un'analisi congiunta dei dati che non si sa mai. Insomma, visto che probabilmente non possiamo eccitarci per avere tra le mani la prova dell'inflazione, di sicuro dobbiamo restare meravigliati di fronte al funzionamento della scienza. BICEP2 ha fatto una misura e ha trovato una cosa; Planck ne ha trovata un'altra. E poi si mettono insieme. Non ci sono (quasi) mai nemici ma solo un obiettivo comune: capire qualcosina in più sull'universo. Fosse anche un granellino di polvere.


mercoledì 17 settembre 2014

Soffiare sulla minestra che scotta

Questo post é molto breve e serve essenzialmente a rispondere ad una domanda ben precisa: perché si soffia sulla minestra per raffreddarla?

Quando mettete la vostra minestra nella scodella, la superficie é a contatto con l'aria della stanza, la quale si trova ad una temperatura inferiore a quella dell'acqua contenuta nella minestra. Supponiamo che la minestra sia bollente; allora l'acqua in superficie inizia ad evaporare e vediamo la famosa minestra calda fumante, dove appunto il fumo é il vapore acqueo. Tutto ciò avviene ad un ritmo dettato dalle condizioni fisiche del sistema che possono variare da minestra a minestra e da stanza a stanza (suggerirei la minestra di inverno piuttosto che il 15 agosto comunque!).

Ma le cose in questo modo vanno per le lunghe. Ed ecco che entra in gioco prima il Sandro impaziente che mangia un cucchiaio di minestra senza pensarci due volte. Risultato: ustione del quarto grado addirittura!

Poi entra il Sandro tradizionalista, ovvero quello che soffia sulla minestra. Risultato: pian piano la pietanza diventa più mangiabile, cioè si raffredda. Già, ma perché riusciamo a velocizzare questo processo di raffreddamento con il semplice soffiare?

Perché soffiando spostiamo letteralmente l'aria calda che staziona sopra la minestra. In pratica l'acqua calda della minestra, evaporando, produce una sorta di "atmosfera calda" (non ridete!) giusto sopra la scodella. Quando il Sandro tradizionalista soffia, egli sposta questa specie di atmosfera permettendo alla minestra di entrare di nuovo in contatto con la temperatura della stanza e quindi di velocizzare il raffreddamento che abbiamo visto all'inizio di questo post.

Si potrebbero andare a vedere le equazioni, introdurre concetti di termodinamica ma questa di questo post é, ritengo, la spiegazione più semplice possibile.

Ma poi perché scrivo questi post, scusate, siamo ancora in estate giusto? Vi assicuro che non ho alcuna nostalgia della minestra calda né tantomeno del brodino!




mercoledì 10 settembre 2014

Laniakea: la nostra nuova casa

Più volte su Quantizzando abbiamo discusso riguardo la nostra posizione nell'universo ma pochi giorni fa c'è stato un aggiornamento davvero importante.

Sapevamo già che la Via Lattea fosse parte del superammasso della Vergine, un enorme complesso di galassie. Da un po' di giorni sappiamo che il superammasso della Vergine era solo la punta dell'iceberg.

Infatti un team di scienziati guidato da Brent Tully ha studiato le velocità delle galassie intorno a noi ed è riuscito a creare una mappa del moto di queste galassie.
Le galassie non si muovono a caso, eh. Si attraggono tra di loro perché hanno una massa e quindi vengono tirate dalla reciproca forza di gravità. Quindi si muovono e per questo hanno una velocità che gli astrofisici chiamano peculiare.
Per distinguerla da cosa? Dalla velocità che esse sembrano avere a causa dell'espansione dell'universo. Infatti se guardiamo una galassia lontana, essa si allontana da noi. Ma non stiamo misurando la velocità peculiare; perché è lo spazio che si espande e quindi non si tratta della velocità acquisita dalla galassia a causa della forza di gravità.

Ora accade che le galassie più sono distanti e più si allontano velocemente a causa dell'espansione dell'universo. Se osserviamo galassie vicine abbiamo che la velocità dovuta all'espansione dell'universo è piccola e quindi siamo in grado di misurare le velocità peculiari dovute alla reciproca attrazione gravitazionale delle galassie.

Senza scendere nei dettagli, il team capitanato da Tully ha mappato le velocità di un gran numero di galassie circostanti e gli astrofisici sono stati in grado di capire come e dove si muovono tali galassie.

Il risultato finale è questo:



Noi siamo il puntino blu che vedete sulla vostra destra. Ogni puntino bianco rappresenta una galassia mentre le linee bianche rappresentano il flusso di velocità delle galassie verso la zona più "bianca". La struttura circondata dalla linea arancione è la nostra nuova casa: il superammasso Laniakea.

Laniakea è una parola hawaiana che vuol dire "immenso paradiso" e il nome è stato scelto proprio dagli astrofisici che hanno fatto questo studio

Quantizzando è un blog divulgativo e quindi non voglio nemmeno provare ad addentrarmi nei dettagli riguardo come abbiamo definito il bordo. Dirò solo che gli scienziati, guardando le velocità delle galassie, hanno definito delle linee di flusso come se si trattasse di acqua che scorre. Ad un certo punto hanno notato come una sorta di "spartiacque" tra le galassie appartenenti a Laniakea e quelle circostanti e là hanno segnato il confine. Insomma il team guidato da Tully ha fatto un lavoraccio che però ha portato a fare una grandiosa scoperta scientifica.

Come potete vedere dall'immagine qui sopra, alla destra di Laniakea ci sono parecchi puntini bianchi, ovvero galassie. Quello è chiamato superammasso di Perseo-Pesci ed è il nostro superammasso vicino. Come già detto i confini non sono ben definiti e si è adottato un criterio basato sulle velocità (quindi sulla forza di gravità) delle galassie. Per tutti i dettagli rimando, chi ne avesse voglia, all'articolo scientifico pubblicato su Nature:
http://arxiv.org/pdf/1409.0880v1.pdf

Per finire, per darvi un'idea di come le cose siano cambiate sulla concezione della nostra posizione dell'universo ecco un'immagine che ho tratto da questo video e che mostra in ombra Laniakea mentre la parte più illuminata è quella che noi pensavamo fosse la nostra vecchia casa, cioè il superammasso della Vergine:


Bene, ora sappiamo che abitiamo in una casa più grande. Per fortuna non esiste l'IMU universale!


lunedì 8 settembre 2014

Gloria nei cieli!

Tranquilli. Non parleremo di religione. Molto peggio: parleremo di fantasmi.
Tranquilli: i fantasmi non esistono. O almeno quelli veri. Perché invece quelli che inventa la Natura sono fenomeni fisici ben spiegabili.

Eppure in Ungheria, precisamente nella città di Veszprém, un fantasma è stato avvistato:



Niente panico, OK? La fisica sta per arrivare in nostro aiuto per risolvere il mistero. In realtà il fantasma nella foto è proprio l'ombra distorta della persona che ha scattato la fotografia. 

Come avete già potuto intuire, non si tratta altro che di un fenomeno ottico che viene chiamato Gloria. A dire il vero la Gloria è costituita dai cerchi concentrici simili ad una specie di arcobaleno; quando delle nuvole o della nebbia si trovano nei pressi della Gloria, ecco che allora potremo osservare anche l'ombra che sembra essere appena uscita da un altro mondo!

Non solo ombre umane: anche aeroplani! 
Infatti è possibile osservare questo fenomeno mentre si è in volo. Ecco, ad esempio, una foto che lo testimonia (entrambe le foto di questo post sono state tratte dal sito della +NASA +Astronomy Picture of the Day (APoD)):



Beh, a questo punto credo di aver stuzzicato la vostra curiosità a tal punto che mi sembra giunto il momento di spiegare come mai tale fenomeno capita.

Innanzitutto cerchiamo di vedere quali sono gli ingredienti in gioco: la luce del Sole sicuramente, e poi? E poi le goccioline d'acqua che si trovano sospese nell'atmosfera. 
Lo so cosa state pensando: esatto, come nell'arcobaleno!

Ora dovete sapere che un centinaio di anni fa, un fisico di nome Gustav Mie si è armato di cotanta pazienza e ha sviluppato tutta la teoria di come le gocce sferiche d'acqua siano in grado di deviare i raggi di luce. Ottimo!

Purtroppo si tratta di conti molto elaborati che necessitano una potenza di calcolo di un certo livello. Per questo solo recentemente si è potuto calcolare numericamente (cioè, con i computer) i valori attesi dalla teoria di Mie. Risultato? I conti di Mie riproducono quello che osserviamo, la teoria funziona (e non ho detto che sia esatta, in scienza questo non si può mai dire...).

Avrete già compreso che ci deve essere qualcosa che non va. E infatti è così. La teoria di Mie permette di riprodurre una Gloria...ma non ci dice come si formi una Gloria! 

Ma è così complicato da capire? Proprio così. Infatti al momento non siamo proprio sicuri sul meccanismo di formazione della Gloria. Però un'idea della situazione ce l'abbiamo. 

Infatti il fenomeno è abbastanza chiaro in principio: la Gloria si forma in direzione opposta al Sole e ha un centro abbastanza luminoso. Inoltre, come ben sapete, la luce non è altro che un'onda elettromagnetica e tali onde oscillano in una qualche direzione. Quando c'è una direzione di oscillazione preferita allora si dice che la luce è polarizzata. Ecco, anche questo avviene con la Gloria.

Tutto questo insieme di caratteristiche hanno fatto capire agli scienziati che la luce del Sole entra nelle goccioline di acqua, almeno una volta viene riflessa all'interno e poi esce in una direzione differente da quella di entrata. Inoltre alla fine la riflessione dovuta ad una gocciolina d'acqua deve essere di 180°.


E qui sta il problema: infatti non si riesce ad avere tale riflessione (la linea rossa tratteggiata della figura di sopra) con le gocce d'acqua. Ci sono una 15° di troppo. Ci sono delle soluzioni al problema, soluzioni che coinvolgono sempre le onde elettromagnetiche e il modo in cui una goccia d'acqua interagisce con esse. Ma non addentriamoci in dettagli ancora poco chiari persino agli addetti ai lavori; come dicevo, ancora non è chiaro del tutto ma i fisici pensano di essere vicini a svelare tutti ma proprio tutti i dettagli di questo fenomeno. 

Di sicuro, se qualcuno ve lo chiede, ora sapete che si tratta di un fenomeno di riflessione/rifrazione dei raggi del Sole da parte delle gocce d'acqua presenti nell'atmosfera. Questo è ciò che dovete ricordare!

D'altronde tutto ciò rende questo fenomeno doppiamente affascinante. Infatti non solo potremmo trovarci nelle condizioni di osservare questo fenomeno straordinario che fornisce la sensazione di avere a che fare con un qualcosa di paranormale (ma solo per un attimo, eh!) ma anche dobbiamo ancora ben capire i dettagli che permettono la formazione di una Gloria. Quindi affascinante soprattutto dal punto della ricerca scientifica. 

Come vedete i misteri della fisica, a volte, sono più vicini di quello che sembra e non sempre relegati nei meandri più oscuri dell'universo.


venerdì 5 settembre 2014

Spegnere il Sole con l'acqua

"Si è spento il Sole e chi l'ha spento sei tu..." diceva una nota canzone di Adriano Celentano. Ma non diceva come veniva spento. Di certo non esiste un pulsantone gigante che funge da interruttore.
Ma allora come si potrebbe fare...mumble mumble...e se...no, dico...cosa accadrebbe se...non voglio dire sciocchezze ma un'idea potrebbe essere, non so, per esempio....cosa accadrebbe se trovassimo un gigantesco idrante con cui buttare acqua sul Sole ardente?
Ma certo! Come abbiamo fatto a non pensarci prima! Costruiamo in serie tante navicelle spaziali piene d'acqua e spegniamo il Sole, yeah!



Vabbè, dai, basta, ora torniamo seri. Al di là del fatto che sarebbe una enorme (per usare un eufemismo) sciocchezza (per usare un altro eufemismo) spegnere il Sole poiché esso ci permette di vivere e al di là della impossibilità di trovare le risorse per costruire le navicelle ed attuare il piano, c'è un altro motivo per cui la cosa non è fattibile.

Il punto fondamentale è che il Sole, per dare energia, brucia la sua benzina, cioè l'idrogeno, e lo trasforma in elio. Nel nucleo del Sole ci sono circa 15 milioni di gradi e quattro atomi di idrogeno formano uno di elio più fotoni che dopo un bel viaggio negli interni del Sole arrivano in superficie e partono verso il pianeta Terra e il resto del Sistema Solare.

Ora: l'acqua è composta da idrogeno ed ossigeno. Cioè, paradossalmente (ma anche no) l'acqua riempie il Sole di ulteriore benzina da bruciare! Quindi, risultato, invece di spegnersi il Sole brucia ancora di più!

Non solo: in questo modo il Sole aumenterebbe anche la sua massa. Dunque continuando parecchio a buttare acqua (ammesso che vostra madre ve lo permetti senza invocare lo spettro delle tasse comunali) il Sole smetterebbe di essere una comune stella per diventare una stella massiva. Dunque andrebbe incontro al destino delle stelle più grosse, ovvero diventare un buco nero alla fine del loro ciclo vitale.

Inoltre nel diventare più massivo il Sole inizierebbe a bruciare idrogeno ad un ritmo maggiore. Infatti una stella vive nell'equilibrio tra due forze: la gravità, la quale spinge verso l'interno e tende a far collassare tutto e la pressione di radiazione data dai fotoni che si formano nelle regioni interne, i quali spingono verso l'esterno e tengono in piedi la baracca. Più acqua, come abbiamo detto vuol dire più idrogeno quindi più massa quindi più gravità. Dunque ci vorranno più fotoni per tenere le cose in equilibrio e quindi dovrà bruciare più roba più velocemente.

Insomma, buttare acqua sul Sole non è proprio una buonissima idea.

Ma allora perché si butta acqua su di un normale fuoco per spegnerlo? Un fuoco si ha con tre cose: combustibile, ossigeno e calore. Basta far fuori una di queste tre cose e il gioco è fatto.
Cosa fa l'acqua in particolare? L'acqua ha una caratteristica chiamata calore specifico che è molto alto. Il calore specifico è la quantità di energia necessaria per aumentare la temperatura di 1°C.
Ciò vuol dire che l'acqua può assorbire molto calore e quindi può mettere K.O. una delle cause di un incendio. Inoltre, assorbendo calore, l'acqua diventa vapore. Questo è anche molto importante perché il vapore acqueo si espande e toglie alle fiamme l'ossigeno circostante, altro elemento vitale di una combustione.

Ma attenzione! Non provate ad usare l'acqua nel caso di un incendio causato dalla benzina o simili. Infatti in questo caso la benzina ha una densità più bassa di quella dell'acqua e quindi essa galleggerebbe sull'acqua! Dunque sarebbe inutile usare della preziosa acqua per spegnere tale tipo di incendio.

E non si deve usare l'acqua nemmeno in caso di incendio causato da un apparecchio elettrico perché in tal caso potreste beccarvi una bella scossona elettrica molto pericolosa!

Per ricapitolare, tornando un attimo al caso di prima del Sole, abbiamo che le "fiamme" non sono causate da una combustione ma da reazioni nucleari. Quindi, come già detto, quello che in realtà faremmo sarebbe aggiungere l'idrogeno da bruciare.
Una combustione è invece una cosa chiamata ossidoriduzione in cui alcuni elementi chimici, tra cui l'ossigeno per esempio, si combinano in maniera tale da produrre energia sotto forma di calore e luce.

Insomma a volte le cose sono leggermente più complicate di quelle che sembrano. E meno ovvie. Ma basta ragionarci un attimo. Mi rendo conto che (e sono io il primo spesso a farlo, lo ammetto) spesso viviamo le cose di fretta e non ci soffermiamo su domande che sono solo apparentemente senza senso ma che invece, tramite la divagazione, ci permettono di riflettere sui dettagli, su quelle piccole cose che rendono più chiaro un qualche fenomeno fisico.

Come si dice, i dettagli fanno la differenza.


giovedì 4 settembre 2014

Trovare il Nord

In questo brevissimo post scopriremo come trovare il Nord e anche l'importanza di avere un orologio a lancette piuttosto che uno di quelli digitali quando si vuole ritrovare l'orientamento.
Comunque partiamo dal principio. Giorno o notte? Iniziamo dal giorno. In tal caso avremo a disposizione il Sole, a patto che il cielo non sia completamente nuvoloso.
Ecco che entra in gioco l'orologio a lancette se non avete una bussola. Per trovare il Nord basterà puntare la lancetta delle ore verso il Sole. A quel punto il Nord si troverà in direzione dell'ora dimezzata. Esempio: se sono le 14 allora bisognerà ruotare l'orologio fino a quando la lancetta delle ore punta verso il Sole. A quel punto il Nord sarà dato dalla direzione delle ore 7.



Se invece siamo di notte? Sempre assumendo che il cielo non sia coperto di nuvole allora bisogna conoscere qualche costellazione. Precisamente una: l'Orsa minore. Perché? Perché questa figura del cielo contiene la Stella Polare che non é altro che la stella lungo cui passa un immaginario asse che congiunge Polo Nord e Sud e attorno a cui la Terra ruota in circa 24 ore.
Inoltre, sempre per quanto riguarda la Stella Polare, essa ci dice anche la latitudine a cui ci troviamo. Infatti l'altezza in cielo della Stella Polare dipende dal luogo in cui ci troviamo. Piú siamo lontani dall'equatore nell'emisfero Nord piú la Stella Polare sarà alta in cielo e viceversa.




E se invece il cielo fosse pieno di nuvole? Beh allora bisogna affidarsi a roba da Giovani Marmotte! Per esempio guardare il muschio sugli alberi dato che esso cresce sulla parte meno esposta al Sole e quindi che affaccia a Nord.
La Natura alla fine ci fornisce aiuto anche nelle situazioni più difficili.


martedì 2 settembre 2014

Notte Europea dei Ricercatori 2014

Quantizzando è un blog di divulgazione scientifica e quindi non possiamo proprio fare a meno di promuovere una splendida iniziativa che viene organizzata in tutta Italia dal 22 al 26 Settembre 2014. 

Se amate la scienza allora non potete proprio perdervi la nona edizione della Notte Europea dei Ricercatori organizzata dall’associazione Frascati Scienza. 

Di che si tratta? Per il nono anno consecutivo come culmine della Settimana della Scienza, la Notte Europea dei Ricercatori si propone come un grande evento di divulgazione scientifica in cui i ricercatori italiani interagiscono con il pubblico per parlare di scienza. Infatti gli scienziati italiani sono una categoria molto importante nella nostra società in quanto impegnati nel creare, con le loro ricerche scientifiche, le condizioni migliori e ottimali per la nostra vita sulla Terra. 

Proprio questo è il tema principale di quest’anno: la “Sostenibilità”. Si tratta di un argomento molto importante che mette insieme l’esigenza di creare migliori condizioni sociali e di sviluppo economico e anche con un occhio alle questioni ambientali. 

Una grande novità di quest’anno è che alle storiche sedi di Frascati e Roma quest’anno l’evento viene organizzato anche da altre sedi in diverse città italiane. Quest’anno si aggiungono anche le sedi di Bologna, Cagliari, Catania, Ferrara, Milano, Pavia, Pisa, Trieste. 

Cosa c’è in programma? Parecchia roba interessante, per i più grandi ma anche per i più piccini. L’organizzazione dell’intera Settimana della Scienza prevede 150 eventi con, appunto, tema la sostenibilità. Si parlerà di architettura sostenibile, ovvero di come costruire case ed edifici autosufficienti dal punto di vista energetico e dotate di tutte le tecnologie per avere il massimo dell’efficienza. Tra l’altro l’Italia è campione del mondo in questa “disciplina” grazie al risultato del team RhOME for denCity (tutti i dettagli qui: http://www.rhomefordencity.it/SDE/ita/). 

E si parlerà anche del rapporto tra donne e scienza, cibo e scienza e anche una classica discussione sulle pseudo-scienze (che non hanno niente a che vedere con la scienza!). Questo è solo un assaggio dei fantastici eventi che si terranno dal 22 al 26 Settembre 2014 alla Settimana della Scienza. In particolare la Notte Europea dei Ricercatori verrà organizzata il 26 Settembre 2014. L’aggettivo “Europea” non è a caso: infatti tale evento è un progetto finanziato dalla Commissione Europea. Infatti non dobbiamo dimenticare che siamo parte dell’Europa e il lavoro degli scienziati è pieno di collaborazioni importanti non solo in Europa ma anche in giro per il mondo. 
Inoltre, accanto al tema principale della Settimana della Scienza, la Sostenibilità, una miriade di altre iniziative come visite guidate organizzate dall’INFN (Istituto Nazionale Fisica Nucleare) nei laboratori di fisica nucleare e dall’INAF (Istituto Nazionale AstroFisica) negli osservatori astronomici saranno fruibili per tutti. 

La Settimana della Scienza che include la Notte Europea dei Ricercatori è un grandissimo evento di divulgazione scientifica a cui non potete assolutamente mancare. 
La Scienza è per tutti e gli scienziati sono pronti per rispondere alle vostre domande e ad affrontare temi molto importanti relativi allo sviluppo e alla ricerca scientifica. 
Nei prossimi giorni su Quantizzando troverete un ulteriore post in cui parleremo in maniera più dettagliata degli eventi in programma. Per il momento, prendete il vostro calendario e segnatevi questa data: 26 Settembre 2014. Tutti alla Notte Europea dei Ricercatori! 

Per saperne di più sull’associazione Frascati Scienza: http://www.frascatiscienza.it/
Per saperne di più sulla Notte Europea dei Ricercatori 2014: http://www.frascatiscienza.it/pagine/notte-europea-dei-ricercatori-2014


lunedì 1 settembre 2014

Bolidi luminosi

In rete, girovagando qua e là, ho trovato questo sito web: http://bolid.es/.
Che roba é? Si tratta di un progetto ideato da Carlo Zapponi che permette di visualizzare i meteoriti che hanno colpito la Terra e sono stati osservati da qualcuno. Viene fuori, come riporta il sito, che dei circa 45 mila meteoroidi che sappiamo abbiano colpito il nostro pianeta soltanto circa mille sono stati registrati come osservati dall'occhio quasi-sempre vigile dell'essere umano.
Nel sito trovate parecchi utili dettagli riguardo le "pietruzze" (si fa per dire, eh!) che hanno deciso di venirci a fare una visita.
Approfitto di tale post per chiarire una cosa che spesso mi viene chiesta. A volte mi viene riferito di una enorme palla di fuoco in cielo che poi (puff!) svanisce. Ebbene abbiamo sempre a che fare con una meteora, il quale, però, a causa della sua eccezionale luminosità, viene chiamato bolide. Insomma sono cose che cadono...ehm...pardon, che capitano.

E già che ci siamo facciamo un ulteriore ripasso: una meteora è la scia luminosa prodotta da un meteoroide, ovvero un corpo celeste che entra nell'atmosfera terrestre. Il meteorite è ciò che resta da questo attraversamento dell'atmosfera e che, magari, possiamo raccogliere qui sulla Terra.

Vi lascio con questo video di un bolide (che per quanto appena detto è una meteora molto luminosa): buona visione!