mercoledì 8 ottobre 2014

Musica per supernovae

Probabilmente è la prima volta che lo faccio ma sentivo il bisogno di condividere un po' di musica.
Naturalmente con qualche legame con l'astrofisica, sennò che stiamo a fare qua!
Ascoltate questo brano chiamato Supernova Sonata e poi procediamo con le spiegazioni doverose.


La storia di questa melodia astrofisica inizia nell'aprile 2003 e finisce esattamente 3 anni dopo. In questo periodo il CFHT (Canada-France-Hawaii Telescope) ha osservato con il suo sguardo imperscrutabile quattro zone di cielo e ha trovato un bel po' di supernovae di tipo Ia. Queste supernovae non sono quelle risultato della morte di una stella; quelle lì sono di tipo II.

Le supernovae di tipo Ia si formano quando c'è un sistema binario dove una delle due componenti è una stella nana bianca mentre l'altra è una stella comune. La nana bianca "succhia" materia dalla sua compagna; tuttavia questo non può durare in eterno perché la nana bianca ha un limite per la massa che può avere. E a quel punto, mangia che ti rimangia, alla fine la nana bianca esplode! Bum!
(Per i più curiosi suggerisco di dare uno sguardo ad un paio di vecchi post di Quantizzando, qui e qui).



Torniamo al video. Le supernovae che potete vedere sono 241. Ogni porzione di cielo è, invece, grande come circa 16 volte la Luna piena. Gli autori, Alex H. Parker (University of Victoria) e Melissa L. Graham (University of California Santa Barbara /LCOGT) hanno assegnato ad ogni supernova una nota è l'intensità del suono di ogni nota dipende dalla distanza della supernova stessa; più essa è distante più il suono è debole. Il tono invece è legato alle proprietà delle supernovae, ovvero a come appaiono e a quanto tempo impiegano per svanire e spegnersi. Inoltre supernovae trovate in galassie massive hanno la nota suonata da un contrabbasso mentre quelle rivelate in galassie più piccole da un pianoforte. Ultima cosetta: la luminosità osservata delle supernovae nel video non è in scala ma aumentata per permettere allo spettatore di capire dove esse sono localizzate nell'immagine.

Infine tenete conto che nel video avete 15 frame al secondo quando vedete scorrere le immagini. Fare immagini del genere con un telescopio richiede del tempo in quanto stiamo parlando di oggetti lontani, quindi deboli; perciò bisogna puntare il telescopio per un tempo sufficientemente lungo per raccogliere abbastanza luce da quelle galassie lontane. Comunque ogni frame corrisponde alle osservazioni fatte in una singola giornata: dunque ogni secondo corrisponde a due settimane di tempo osservate dal telescopio CFHT!

E dunque tutto è possibile, anche fare musica con l'astronomia. Bisogna dire, però, che i mitici Pink Floyd avevano già previsto tutto in quanto hanno scritto questa canzone, con cui vi lascio, che si chiama Astronomy Domine.