lunedì 30 giugno 2014

Cosmologia in tempo reale

Oggi proverò a raccontarvi una cosa che, personalmente, mi affascina tantissimo.

Tutti sappiamo che l'universo si espande. Ma che dico espande, addirittura accelera!
Già, ma come la misuriamo l'accelerazione o almeno l'espansione? Misuriamo diverse cose (come abbiamo già parlato qui) e da queste osservazioni capiamo che l'universo si trova in una fase di espansione accelerata.

Ripetiamo solo alcuni dettagli importanti riguardo l'espansione dell'universo.
Quando parliamo di galassie che si allontanano le une dalle altre non parliamo di galassie che si muovono MA di spazio tra le galassie che si espande. Questa è una affermazione cruciale che dovete tenere a mente per sempre nei secoli dei secoli. Questo è come spieghiamo le cose con le teorie attuali.

Dunque si tratta, alla fin fine, di tenere traccia dello spostamento delle galassie, inteso come appena detto. Questo si può fare tramite l'analisi della luce proveniente dalle galassie stesse, ovvero lo spettro delle galassie. Infatti, a causa di vari processi fisici che coinvolgono gli elementi chimici presenti nelle stelle e nel gas delle galassie, si possono osservare delle righe nello spettro, una cosa del genere:



Ora, queste righe sono riconducibili alla presenza di ben precisi elementi chimici, i quali producono le stesse righe spettrali qui nei laboratori della Terra. Beh, le stesse ma con una piccola differenza. Sono spostate. Quello che voglio dire è una cosa del genere:



A cosa è dovuto questo spostamento? Alla velocità della galassia! O meglio allo spostamento della galassia rispetto a noi dovuto all'espansione dello spazio tra noi e la galassia (ecco, questo è quello che dovete tenere a mente).

Ovviamente la galassia si muove, ha una certa velocità dovuta all'attrazione gravitazionale delle altre galassie circostanti. Però se andiamo parecchio lontano dalla Via Lattea allora la velocità dovuta all'espansione dell'universo diventa dominante. Questo anche perché la velocità delle galassie dovuta all'espansione aumenta all'aumentare della distanza da noi: questa è la celeberrima Legge di Hubble.

Bene, voi direte: ma tutto questo lo sapevamo già. Dov'è la novità affascinante?

Eccola: puntiamo una galassia; possiamo misurare come varia la sua velocità (dovuta all'espansione) ma mano che si allontana da noi? Ovvero, possiamo misurare la sua accelerazione in tempo reale?

In principio, la risposta è sì. Fantastico! Infatti a questo punto dobbiamo solo misurare le righe di una galassia oggi e misurarne lo spostamento e poi ripetere questa procedura dopo un poco di tempo e vedere di quanto tali righe si siano spostate ulteriormente. Meraviglioso!

Calmi, calmi però. Dobbiamo chiarire ancora due punti: primo, di quanto si spostano queste righe in un certo lasso di tempo e, di conseguenza, quanto tempo dobbiamo aspettare prima di vedere un effetto tangibile.

Cominciamo con il dire che le velocità delle galassie dovute all'espansione si misurano in unità di chilometri al secondo. Pirati della strada (dell'universo) insomma!

L'effetto di cui vi parlo è invece dell'ordine dei centimetri al secondo per anno. Che vuol dire? Vuol dire che se misuro la velocità (sempre quella dovuta all'espansione, sia chiaro) di una galassia oggi ad una certa distanza e poi ripeto tale misura tra un anno allora noterò un cambiamento di qualche centimetro al secondo!

Lo possiamo misurare?

Al momento siamo sulle decine di metri al secondo per anno di sensibilità. Probabilmente in futuro saremo capaci di tali misurazioni, gli scienziati ci stanno lavorando.

Capite l'importanza di tali misurazioni? Potremmo osservare l'evoluzione dell'universo in tempo reale e soprattutto direttamente. Cioè senza pensare alle teorie, misurando una variazione della velocità delle galassie avremmo una prova diretta dell'accelerazione dell'universo.

E ora non venitemi a dire che la cosa non affascina anche voi!


PER SAPERNE DI PIU':
Per chi volesse impegnarsi in una lettura più approfondita e completa con moltissimi più dettagli, esiste un articolo scientifico di Claudia Quercellini, Luca Amendola, Amedeo Balbi, Paolo Cabella e Miguel Quartin: http://arxiv.org/pdf/1011.2646v2.pdf