lunedì 20 gennaio 2014

Fisica con lo smartphone

Devo dire che, con sorpresa, sono finito a leggere questo articolo sul sito ArXiv.org che parla di come  aggiornare i metodi di insegnamento della fisica, magari pure contando (di nuovo) sull'effetto sorpresa.
L'articolo in questione è in italiano (sorpresa!) ed è stato redatto da Lorenzo Galante e Anna Lombardi (trovate tutti i dettagli di affiliazione ed e-mail nell'articolo). Ah, già, ecco il link per poterlo leggere: http://arxiv.org/pdf/1401.2172.pdf

Insomma si tratta di come animare una classe di studenti grazie ad una biro (che si suppone abbiano a disposizione) e uno smartphone (che senza dubbio hanno a disposizione!).
Dopodiché grazie ad un semplice software e soffiando all'interno del cilindro della biro si può fare della scienza reale (nel senso di vera e di importante) con questi pochi mezzi a disposizione.  Tutto, naturalmente, applicando alla perfezione il metodo scientifico di Galileo.

Prima di lasciarvi immersi nella lettura di questo elegante e semplice articolo volevo dire alcune cose.
Innanzitutto, come dico sempre, la scienza è di tutti e non solo di chi la fa per lavoro. In secondo luogo la scienza non è solo la scoperta di nuove affascinanti cose nascoste ma anche la capacità di replicare risultati consolidati confermando teorie elaborate da altri. Voglio dire, non pensate sia emozionante far cadere dei sassi a terra e pensare: "Cavoli, Newton aveva e continua ad avere proprio ragione!"?

Per questo ringrazio gli autori di questo articolo per il loro impegno profuso nella ricerca di nuove idee per l'insegnamento della fisica. Idee non solo nuove ma anche al passo con i tempi.
Sono certo che molti altri avranno già partorito idee simili e anche applicato tali idee nella quotidianità della scuola. Ebbene grazie anche a voi.

Anzi, se vi va di condividere la vostra esperienza, fatemelo sapere e sarò ben lieto di offrire questo spazio alle vostre parole.

Ora, vi lascio e vi auguro (di nuovo!) buona lettura dell'articolo di cui sopra.