mercoledì 31 dicembre 2014

L'universo che conosciamo

Siete mai stati sull'Himalaya? Beh, fa niente comunque. C'è molto di più. Si può andare ancora più lontano. Si può scorgere da lontano il nostro Sistema Solare e, ad un certo punto, confondere il nostro Sole con le miliardi di stelle della nostra Galassia, tanto che risulta impossibile riconoscere la stella più vicina a noi tra la folla di astri.

E spingendoci oltre, nella selva di galassie che abbiamo osservato finora nel nostro universo, arriva anche il momento in cui la nostra Galassia stessa diventa irriconoscibile.

Fino ad arrivare al limite delle nostre osservazioni, quella che chiamiamo radiazione cosmica di fondo, la prima luce dell'universo che siamo in grado di osservare, solo 300 mila anni dopo il Big Bang.

Tornando indietro dal nostro viaggio, come muovendoci in un bosco che pensavamo di conoscere perché avevamo misurato ogni albero, in questo caso ogni galassia, con la dovuta attenzione e pazienza, ecco che quasi viene da chiederci cosa diavolo ci fa quella minuscola perla azzurra in questo bosco e cosa ci facciamo noi.

martedì 16 dicembre 2014

Il mio primo articolo scientifico

Ieri è apparso on-line il mio primo articolo scientifico e, dopo una giornata di relax, non vedevo l'ora di condividere con voi questo momento carissimi amici di Quantizzando. Proverò a spiegarvi in parole semplici che cosa ho combinato, ma non aspettatevi una cosa importante; si tratta solo di un modestissimo contributo alla scienza ;)

Qualche tempo fa vi avevo già parlato delle lenti gravitazionali e di come esse siano importanti in astrofisica per capire come è fatto l'universo.
Faccio un brevissimo ripasso (per maggiori dettagli rimando al post con il link di cui sopra).

Prendete una galassia moooolto lontana. La luce delle stelle di quella galassia lontana, per arrivare fino a noi, deve attraversare un bel pezzo di universo. E questo pezzo di universo è pieno di tutta la roba che c'è tra noi sulla Terra e quella galassia lontana.
La teoria della Relatività Generale ci dice che la luce si muove seguendo la curvatura dello spazio-tempo. E lo spazio-tempo curva perché c'è della massa.
Perciò quando la luce di quella galassia lontana incontra "qualcosa", praticamente altre galassie e ammassi di galassie, allora siccome lo spazio-tempo è curvato la luce cambia la sua direzione di viaggio.
In definitiva, quello che accade è che le immagini delle galassie lontane vengono distorte e ingradite.
Ecco un'immagine bella che potrebbe rendere l'idea:


domenica 7 dicembre 2014

Un sistema solare...alla frutta!

Tra tutte le cose che provo a comunicare su questo blog, uno degli argomenti più affascinanti per coloro che mi pongono domande riguarda le dimensioni degli oggetti astronomici.

E allora capirete certamente che quando, navigando e ri-navigando in rete, mi trovo di fronte un qualcosa che possa aiutare tutti noi a dare un senso alle dimensioni delle cose nell'universo, ecco che non vedo l'ora di proporvela.

Dunque, dovete sapere che la BBC nel Regno Unito ogni anno organizza una serie di eventi pubblici (che poi vengono trasmessi anche in televisione) chiamati Stargazing Live dove si fa, appunto, divulgazione scientifica (e astronomica in particolare).

venerdì 5 dicembre 2014

Qualcosa per i ricercatori italiani

Forse non vi sarà sfuggita la lettera di Cosimo Lacava scritta a La Repubblica il 1 Dicembre 2014. Nel caso ve la foste persa eccovi il link.

Sostanzialmente Cosimo dice due cose importantissime tra le altre importanti. La prima è sottolineare che il disagio che ha un ricercatore quando va all'estero non è quello di "emigrare" piuttosto quello di non poter partecipare attivamente alla vita politico/sociale italiana e di dare possibilità ad un altro stato di usufruire del lavoro di una persona formata in Italia (a spese degli italiani, ovviamente!).
La seconda cosa importante è che Cosimo chiede una modifica alla Legge di Stabilità appena approvata alla Camera dei Deputati e ora in discussione al Senato. Potete trovare il testo completo qui.

Ora, questa modifica (che andrò a spiegarvi in sintesi) è richiesta anche dall'Associazione dei Dottoranti Pavesi tramite una petizione pubblicata sul sito Change.org.
La petizione in questione la potete trovare qui.

Ora proverò a spiegarvi di che si tratta. Qualora foste d'accordo con i promotori della petizione allora andate a firmare perché è davvero importante lanciare un segnale cercando di raggiungere un cospicuo numero di firme.
Vi dico subito che io ho già firmato con convinzione.

giovedì 4 dicembre 2014

Il problema dell'inquinamento luminoso

Lo dico immediatamente a beneficio del lettore capitato da queste parti. Questo è un post sull'inquinamento luminoso in cui vedremo le seguenti cose: di che si tratta, perché è importante, come ridurlo e se ci sono leggi in merito (almeno in Italia).

Inizio subito con il dire che in Italia c'è gente che si preoccupa sul serio di questo problema e a cui rimando per qualsiasi dettagliata informazione dato che essi si occupano di queste tematiche. Sto parlando dell'associazione CieloBuio che dal 1997 si occupa di promuovere campagne volte a sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema dell'inquinamento luminoso. Un'altra associazione molto impegnata su questo fronte è l'UAI (Unione Astrofili Italiani).

Ovviamente non è che si possa pretendere di spegnere tutte le luci, ovvio. Però molto spesso il modo in cui l'illuminazione pubblica viene installata è da brividi e fa seriamente dubitare sul fatto che ci sia stata un'evoluzione della specie umana. Ma andiamo con ordine e iniziamo con il dire cos'è l'inquinamento luminoso esattamente, magari per coloro che hanno le idee ancora confuse su questo argomento.


Per inquinamento luminoso si intende l'adozione di una strategia inefficiente di illuminazione cittadina che causa la dispersione di una non trascurabile frazione di illuminazione esterna verso il cielo.
Detto in parole semplici: vengono montati i lampioni male in maniera tale che una buona parte della luce va verso l'alto piuttosto che farci vedere dove mettiamo i piedi.

Ora vediamo perché si tratta di una cosa importante.
Sicuramente l'inquinamento luminoso influisce sulle nostre capacità di guardare il cielo notturno. Niente più stelle, niente più pianeti ma soprattutto niente più Via Lattea! Eh già, perché la nostra Galassia in principio potrebbe essere osservata ogni notte (visto che ci siamo dentro!) ma ovviamente l'illuminazione cittadina ci priva ogni notte di questo incatevole spettacolo.
Per avere un'idea di come potrebbero essere le cose in una grande città, per esempio Londra, consiglio la visione di questo affascinante video:





Praticamente non ci sarebbe bisogno di avere attrazioni nelle città: il cielo notturno svolgerebbe abbastanza degnamente il suo lavoro, voi che ne pensate?

Naturalmente ho iniziato con il cielo stellato perché questo è un blog che si occupa principalmente di fisica. Ma ci sarebbero anche altri motivi per limitare e ridurre l'inquinamento luminoso.
Ci sono aspetti legati alla bellezza dei nostri centri storici possibilmente deturpati da un eccessiva illuminazione per non parlare dell'effetto che una forte illuminazione artificiale notturna potrebbe avere sul naturale ciclo biologico di animali e piante. E poi ci siamo anche noi, gli esseri umani, che potremmo addirittura dimenticarci di abituare il nostro corpo alla sensazione del buio. Una cosa che detta così potrebbe sembrare poetica ma in realtà si tratta di una cosa seria perché un'eccessiva luce notturna potrebbe portare ad alcune disfunzioni come la minore produzione di una sostanza chiamata melatonina che, per chi non lo sapesse, ha proprietà anti-ossidanti ovvero permette la neutralizzazione dei famosi radicali liberi (che distruggono le strutture delle nostre cellule). Infatti la melatonina viene prodotta solo in assenza di luce da una ghiandola presente nel nostro cervello chiamata ghiandola pineale.

Inoltre, ridurre l'inquinamento luminoso ci fa consumare meno energia. Questo da un lato ci fa spendere di meno in tasse per l'illuminazione pubblica e dall'altro ci permette di inquinare meno l'ambiente (visto che bisogna bruciare petrolio per avere la luce!).

Cosa si può fare per ridurre l'inquinamento luminoso?
Una cosa molto semplice: evitiamo di sparare i lampioni delle nostre strade verso l'alto! Quindi usare un particolare tipo di lampade e fari con i dovuti accorgimenti tecnici che permettono di farci vedere dove mettiamo i piedi piuttosto che oscurarci la celestiale visione del cielo notturno.

Per chi volesse saperne di più consiglio la lettura di questo interessantissimo documento, ancora una volta curato dall'associazione CieloBuio, da cui, tra l'altro ho anche preso, oltre che ispirazione per questo post, alcune delle informazioni che state leggendo. Eccovi il link:
http://www.cielobuio.org/cielobuio/lrm2/CieloB-ILmolise.pdf

Insomma, come la mettiamo la mettiamo, ridurre l'inquinamento luminoso fa bene ed è di una importanza assoluta per noi e per le nostre future generazioni.
A parer mio il più grande antagonista della voglia di riduzione dell'inquinamento luminoso è la scarsa lungimiranza dell'essere umano, il quale molto spesso non riesce proprio a controllarsi quando si tratta di qualcosa che potrebbe alleviare le sorti future dell'umanità. Eppure si tratta di una cosa importante.  Fondamentale, direi.

E in Italia? Ci sono alcune regioni che hanno un alto inquinamento luminoso e altre che ne hanno uno di basso livello. Comunque sia, esistono delle normative regionali che dovrebbero regolare il comportamento in questa materia.

Percentuale di popolazione nelle regioni italiane che vive ove la Via Lattea non è più visibile (da Rapporto ISTIL 2001)

Per esempio, qui potete trovare la legge regionale sull'inquinamento luminoso del Molise (la mia regione!) che è stata approvata circa 5 anni fa.
Ma queste leggi sono rispettate? O c'è bisogno di qualcuno che vada lì a controllare se effettivamente vengano rispettate? Non ci sarebbe nulla di cui stupirsi, d'altronde sappiamo benissimo come vanno le cose in Italia, soprattutto su argomenti di questo tipo in una qualche maniera legati allo sviluppo scientifico. Per questo suggerisco a tutti coloro che credono che questa sia una battaglia importante di segnalare tramite questo link qualsiasi mancanza al rispetto della legge in materia della vostra regione alla Commissione sull'Inquinamento Luminoso dell'Unione Astrofili Italiani.

Come abbiamo potuto vedere dunque, i risvolti (negativi) di un eccessivo inquinamento luminoso sono molteplici e gli effetti (per esempio sulla nostra salute) forse, prima della lettura di questo post, non ve li potevate neanche lontanamente immaginare.
Ma tant'è.

Insomma, per concludere come da titolo: queste stelle le vogliamo vedere oppure no?
A noi la scelta.




martedì 2 dicembre 2014

Lavorare come un astrofisico

Fare l'astrofisico, a mio avviso, è uno dei lavori più belli che ci siano.

Lo dico subito perché magari dopo aver letto quello che segue potreste essere un pochino confusi. Ma non ne avete motivo: la frase di apertura di questo post è quello che penso. Però, mi rendo conto che ci sono cose che nessuno dice ai ragazzi che si iscrivono all'università per fare gli astrofisici; inoltre, penso che se nessuno lo dice è perché la verità, a volte, rovina un po' quello che uno si aspetta.
 
Dunque ho provato a raccogliere le idee (le mie idee) sul quello che vedo mentre faccio il mio dottorato di ricerca in astrofisica.

Si tratta di una visione strettamente personale; non credo possa essere ampiamente condivisa, tuttavia questo è quello che penso del percorso che ho fatto finora (e comunque si tratta di pensieri che avevo già capito quando studiavo all'università).

Se le sensazioni che provo formassero una torta allora ecco che idealmente la dividerei in due fette di diversa grandezza e, di sicuro, la fetta più consistente sarebbe quella relativa all'eccitazione.
Già, proprio come uno si aspetta, chi studia astrofisica si trova ad affrontare problemi relativi al funzionamento delle cose dell'universo che spesso, e comunque a seconda dei gusti, possono essere molto accattivanti, soprattutto per una mente curiosa e affascinata dalla possibilità di gettare luce nuova su alcuni fenomeni poco chiari. E, badate bene, l'eccitazione non è data dal "risolvere" il problema. In realtà basta soltanto trovare, ad esempio, un modo nuovo di "vedere" il problema, un diverso punto di vista che potrebbe far sorgere ancora nuove domande e quindi magari permettere un'analisi più profonda del problema. Meraviglioso!

domenica 30 novembre 2014

Un universo soltanto

Studiare l'universo non è una cosa facile. Non perché richiede un enorme sforzo intellettuale (che pure ci vuole) ma, forse soprattutto, perché di universo ce n'è uno solo.

Infatti se volessimo testare la legge di gravità ci basterebbe prendere un sasso e farlo cadere cento volte e potremmo osservare la validità di tale legge
(Non sarebbe una conferma perché poi magari potrebbe accadere che la centounesima volta il sasso non cade! - il metodo scientifico docet).

Dunque la vera frustazione è come ottimizzare al meglio l'universo come laboratorio. Infatti se per le singole galassie stiamo a posto perché di galassie siamo pieni, come dicevo, di universo, inteso come tutto quanto, ne abbiamo uno soltanto e non possiamo riprodurne in nessun modo uno uguale per i nostri esperimenti scientifici!

Quello che si può fare è, però, prendere vari pezzi di universo, dicendo che quei vari pezzi sono delle parti rappresentative dell'universo come intero; perciò studiando parecchi pezzi di universo possiamo studiare come è fatto l'universo. Questo è un tipo di approccio statistico ed è quello che si fa con l'universo attualmente.

Studiare le proprietà statistiche dell'universo è esattamente ciò che fanno i cosmologi.
Perché questa roba è importante? Provo a spiegarvelo.

domenica 16 novembre 2014

La scienza secondo il TG4

Mentre ancora tutti noi eravamo ubriachi di felicità per il successo della missione dell'ESA Rosetta, da qualche parte in Italia decidevano che era il momento di fare un poco di ironia.

Stiamo parlando del servizio del TG4 andato in onda lo scorso 12 Novembre 2014 che avrebbe dovuto raccontare ai telespettatori qualcosa di scientifico riguardo la missione Rosetta. Avrebbe dovuto, ma non lo ha fatto.

Prima di andare avanti, consiglio a coloro desiderosi di un ripasso su tale missione di leggere il post che ho scritto qui su Quantizzando ad Agosto quando Rosetta raggiunse la cometa in attesa di sganciare il modulo Philae, il quale è atterrato sulla cometa proprio il 12 Novembre scorso segnando quella data come storica per l'umanità.

Non parlerò di questo atterraggio ma prometto che scriverò un bel post quando i primi dati verranno analizzati e i primi risultati (speriamo notevoli!) verranno fuori. Per il momento c'è da registrare l'enorme e straordinario successo della missione dell'agenzia spaziale europea, tra cui ovviamente anche l'Italia ha fatto la sua parte. Ma soprattuto vorrei sottolineare, la vittoria non è di uno stato piuttosto che di un altro ma dell'Europa che insieme ha potuto raggiungere un traguardo sensazionale.


sabato 15 novembre 2014

Due parole su Interstellar (senza spoiler!)

Quantizzando non è un blog in cui si fa critica cinematografica, questo è chiaro (ci sono i critici che hanno studiato per farlo come lavoro).
Quindi non starò qua a dirvi se il film mi è piaciuto o meno oppure se questo o quello rispecchia le teorie fisiche perché (uno) non sono la persona più adatta e (due) c'è un libro di Kip Thorne (il fisico teorico che ha fatto da consulente) che potete leggere se vi va.

Però ieri sera ho visto il film del regista Christopher Nolan al cinema. Tra l'altro mi sono sparato tutto il film di tre ore senza intervallo (non so se si tratti di una politica del film o del cinema inglese in cui sono andato, fatemi sapere!) e devo dire che nonostante mi sia sentito un attimino provato da questo, d'altro canto ho potuto totalmente immergere me stesso nell'atmosfera del film e nella (questo lo devo dire) magnifica colonna sonora di Hans Zimmer: una musica davvero coinvolgente.
  
Non mi aspettavo certo che Interstellar fosse un film in cui venisse spiegata la teoria della Relatività: se lo fosse stato non sarei MAI andato a vederlo (inoltre trascinando la mia ragazza!). Inoltre non capisco perché parecchi scienziati si sono affannati per i fatti scientifici che accadono nel film. Ci sono delle cose più o meno plausibili ma non importa. Dannazione, è solo un film!

Piuttosto, sono andato a vedere il film perché mi aspettavo che una volta uscito dal cinema mi sarebbero tornate forti e prepotenti domande e pensieri che sono sempre stati nella mia mente ma che magari i problemi quotidiani o la routine a volte assopiscono.

domenica 9 novembre 2014

Dimensioni galattiche

Moltissime volte ci vengono mostrate meravigliose foto di galassie e tutti meravigliosamente esclamiamo "oooooh!" (io per primo!).
Però (però!) mai una volta che qualcuno ci faccia capire che una galassia sia più grande dell'altra (o più piccola, sia chiaro, non si fanno favoritismi qui).

Per fortuna ho trovato questa bella immagine in cui galassie diverse vengono messe a confronto sulla stessa scala. Con questo non intendo che ognuno di noi debba sapere chi è più grosso di chi (o più piccolo!) ma soltanto capire ed essere in grado di quantificare l'affermazione "più grosso/piccolo di".

Quello che posso dirvi, come discorso generale e senza entrare troppo nei dettagli, è che solitamente le galassie ellittiche più grosse sono più grandi delle grosse spirali. Così, giusto per darvi un'idea della fauna/flora galattica che popola l'universo.

venerdì 24 ottobre 2014

Il punto esclamativo di Hubble

In questo post proverò a raccontare una piccola storia di scienziati, a mio avviso molto carina anche se molto breve, che è collegata ad un precedente post di Quantizzando a cui riferirò spesso nel corso di questo post. Bene, iniziamo.

Negli anni venti del secolo scorso l'astronomo americano Edwin Hubble osservava e scrutava il cielo dall'Osservatorio Astronomico di Mount Wilson in California, USA. In realtà esaminava le lastre fotografiche su cui le immagini delle galassie venivano "stampate".
Il telescopio di Monte Wilson ha un diametro di 100 pollici, ovvero due metri e mezzo. Sebbene oggi ci siano telescopi molto più grandi in diametro, va detto che all'epoca il telescopio di Monte Wilson era il top. E fu davvero fortunato Hubble (ma non solo lui ovviamente) a poterlo utilizzare al momento giusto, ovvero quando tale osservatorio era il massimo.


Probabilmente la storia la sapete tutti. Hubble, da questo osservatorio, fornì il primo indizio riguardo l'espansione dell'universo. E per farlo misurò lo spostamento verso il rosso (redshift) e la distanza delle galassie. Infatti la legge di Hubble (che vale in un universo omogeneo e isotropo su grande scala) dice che la velocità (in prima approssimazione direttamente legata al redshift) con cui si espande l'universo è proporzionale alla distanza a cui misuriamo tale espansione; tradotto, più una galassia è lontana e più essa si allontanerà da noi velocemente.
Per misurare il redshift Hubble studiò lo spettro delle galassie, ovvero come la luce delle galassie veniva scomposta nelle sue colorate componenti quando passava attraverso un qualcosa di molto simile ad un prisma.
L'altra cosa che Hubble fece fu misurare le distanze delle galassie. E qui arriviamo alla nostra piccola storia.

martedì 21 ottobre 2014

Consigli per osservare il cielo

Molto spesso capita che la gente mi chieda: "Dai Sandro, mostraci le costellazioni!". E a volte, anche con un certo imbarazzo, cerco di evitare la risposta per mia ignoranza. Spero, dopo questo post, che risulti chiaro il motivo.

Per carità, non che non abbia una certa familiarità con il cielo, il quale mi ha sempre affascinato fin da quando ero un piccolo bimbo. Il punto è un altro.
Spesso e volentieri, ricercatori (o più modestamente, studenti di dottorato come me) in astrofisica sanno davvero pochissimo di carte celesti. Questa non è una presa di posizione presuntuosa o un tentativo di salvare la faccia. Soltanto, molto spesso (e purtroppo, aggiungo!) non ci troviamo a dovere utilizzare in maniera seria degli strumenti come telescopi o altro ma piuttosto ci troviamo nella situazione finale di coloro che analizzano i dati o sviluppano una qualche teoria.

Tutto ciò non vuol dire che coloro che con santa pazienza si mettono al telescopio svolgano un lavoro minore. Infatti, molto spesso, alcune importanti scoperte astronomiche vengono proprio da persone (chiamate astrofili) che scrutano il cielo con la dovuta attenzione e conoscenza e con un bagaglio di esperienza che un ricercatore accademico molto frequentemente non ha. E quindi la comunità scientifica non deve far altro che ringraziare queste persone che dedicano spontaneamente e con passione le loro serate ad osservare il cielo.

La differenza, se vogliamo, è che gli astrofili non mettono a disposizione le loro capacità e la loro esperienza dietro una retribuzione. D'altro canto i ricercatori in astrofisica non (sempre e spesso) stanno dietro ai telescopi per il semplice motivo che gli strumenti che servono per le loro ricerche sono dei telescopi enormi e complessi (se non strumenti da lanciare nello spazio) ed è complicato anche ricavarne ed elaborarne i dati; per questo ci sono persone specifiche che fanno ciò che, di concerto con astrofisici professionisti, trovano delle tecniche per l'analisi dei dati . Inoltre, la mole di dati utilizzati per ricerche accademiche è troppo grande e quindi per velocizzare il processo c'è bisogno di questa efficace catena di montaggio in cui, per forza di cose, ci sono alcuni astrofisici (come il sottoscritto!) che non hanno una enorme esperienza diretta di utilizzo del telescopio.

mercoledì 15 ottobre 2014

Stelle vampire

Come sempre l'astrofisica è avanti. Infatti ormai spopolano libri, film, serie TV e quant'altro sui vampiri e tutti conoscono almeno uno dei titoli a riguardo.
Per capire perché ho chiamato questo post stelle vampire bisogna fare un passo indietro e parlare di ammassi globulari.
Cos'è un ammasso globulare? Una cosa tipo questa qui:



In pratica è un ammasso di stelle. Ma non solo, c'è molto altro.
Infatti le stelle degli ammassi globulari sono eccezionalmente vecchie. Ne avevamo già parlato in questo post, ma lo ripetiamo brevemente. Negli ammassi globulari le stelle hanno almeno una decina di miliardi di anni e quindi sono piuttosto vecchiotte. Queste stelle sono stelle rosse e non molto grandi, in quanto quelle grandi, calde e quindi blu, bruciano la loro benzina (l'idrogeno) molto più in fretta perché per poter bilanciare la forza di gravità che tende a far collassare la stella a causa della sua grande massa c'è bisogno di una massiccia produzione di fotoni nelle parti interne della stella.
Ma negli ammassi globulari non c'è niente di tutto ciò, solo stelle rosse, fredde e vecchie. Inoltre le stelle non stanno come in un hotel a cinque stelle belle larghe, ma le densità sono piuttosto elevate e le stelle sono tutte vicine vicine.
Altro che hotel, un ospizio stellare praticamente, se non fosse per...le stelle vampire appunto!

mercoledì 8 ottobre 2014

Musica per supernovae

Probabilmente è la prima volta che lo faccio ma sentivo il bisogno di condividere un po' di musica.
Naturalmente con qualche legame con l'astrofisica, sennò che stiamo a fare qua!
Ascoltate questo brano chiamato Supernova Sonata e poi procediamo con le spiegazioni doverose.


La storia di questa melodia astrofisica inizia nell'aprile 2003 e finisce esattamente 3 anni dopo. In questo periodo il CFHT (Canada-France-Hawaii Telescope) ha osservato con il suo sguardo imperscrutabile quattro zone di cielo e ha trovato un bel po' di supernovae di tipo Ia. Queste supernovae non sono quelle risultato della morte di una stella; quelle lì sono di tipo II.

Le supernovae di tipo Ia si formano quando c'è un sistema binario dove una delle due componenti è una stella nana bianca mentre l'altra è una stella comune. La nana bianca "succhia" materia dalla sua compagna; tuttavia questo non può durare in eterno perché la nana bianca ha un limite per la massa che può avere. E a quel punto, mangia che ti rimangia, alla fine la nana bianca esplode! Bum!
(Per i più curiosi suggerisco di dare uno sguardo ad un paio di vecchi post di Quantizzando, qui e qui).


mercoledì 1 ottobre 2014

Fritz Zwicky

Quando uno é genio é genio, c'é poco da fare.
Eppure sono certo che in pochi conoscono Fritz Zwicky.

E infatti, nello spirito delle Biografie di Quantizzando, questo post é un doveroso omaggio ad una delle menti astrofisiche più brillanti del secolo scorso.

Zwicky nacque a Varna in Bulgaria da genitori svizzeri il 14 Febbraio del 1898. Dopo aver studiato nei primissimi anni della sua vita a Zurigo nel 1925 emigra definitivamente negli Stati Uniti dove morirà l'8 Febbraio del 1974 a Pasadena.


Perché Zwicky é stato un genio assoluto? Una volta arrivato nel 1925 negli Stati Uniti il nostro genio va a lavorare al Californian Institute of Technology (Caltech) dove inizia ad interessarsi ai raggi cosmici (di cui abbiamo già parlato su Quantizzando).
Nessuno riusciva a capire da dove saltassero fuori questi raggi cosmici (che poi sono delle particelle alla fine).
Zwicky ipotizzò che queste particelle altamente energetiche che sfrecciano a velocità molto elevate vicine a quelle della luce non sono altro che il risultati di violentissimi eventi che accadono nell'universo: la fine delle stelle massive ovvero le esplosione di supernovae.


giovedì 25 settembre 2014

Notte Europea dei Ricercatori 2014 - Programma

Qualche giorno fa abbiamo presentato su questo blog la Notte Europea dei Ricercatori 2014. Oggi, a pochi giorni dall'evento, che si terrà il 26 Settembre 2014, sembra opportuno dare uno sguardo al programma della manifestazione.
Ricordo che la Notte Europea dei Ricercatori 2014 rappresenta il momento culminante di una settimana di eventi, la Settimana della Scienza, organizzata dall'associazione Frascati Scienza. L'aggettivo "Europea" è più che mai appropriato poiché la Notte Europea dei Ricercatori è un evento finanziato dalla Commissione Europea.

Adesso cercheremo di passare in rassegna i numerosissimi eventi della Notte Europea dei Ricercatori. Da segnalare che a partire dalle ore 20 del 26 Settembre potrete seguire tutti gli eventi della serata anche su Twitter tramite i tweet con hashtag #ern.

Ovviamente gli eventi in programma sono tantissimi e tutti interessantissimi. E ce n'è per tutti gli appassionati di scienza. Invito a cliccare qui per avere tutti gli eventi del 26 Settembre nel dettaglio.
Siccome, come dicevo, tutti possono trovare l'attività che li interessa di più, elencherò gli eventi a seconda dell'istituto che li organizza. Dopodiché potrete scegliere la combinazione città + evento che vi è più congeniale logisticamente. Ma, mi raccomando, non perdete l'occasione di partecipare a questo straordinario evento. Consiglio caldamente di prender qualche ora di permesso (se non un giorno di ferie!) per portare i vostri figli a questi eventi che sicuramente stimoleranno la loro creatività scientifica e la loro insaziabile curiosità oltre che la vostra di genitori, ovviamente!

Bene, iniziamo!

L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) sarà presente con un'attività riguardante lo studio del Polo Sud oltre che ovviamente laboratori in cui sarà possibile capire qualcosa di più riguardo il funzionamento di vulcani e terremoti. L'Italia è una terra sismica da sempre ed è molto importante essere a conoscenza del funzionamento scientifico di questi fenomeni naturali non solo per una corretta informazione scientifica ma anche per essere preparati in caso tali eventi occorrano.

L'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) sarà presente con laboratori ed esperimenti per grandi e piccini; raggi cosmici, applicazioni della fisica alla medicina, magnetismo e fotovoltaico. Inoltre visite guidate nei laboratori. Insomma, da non perdere!

Per quanto riguarda lo spazio e l'astrofisica, lasciatevi guidare dall'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dall'European Space Agency (ESA) e dall'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). Tra un incontro con l'astronauta Paolo Nespoli per discutere della cooperazione spaziale in Europa, passando per visite guidate ai laboratori del Centro Nazionale Ricerche (CNR) finendo con seminari divulgativi alternati ad osservazioni (ad esempio presso l'osservatorio di Monteporzio Catone).

Anche molte altre associazioni che si occupano di divulgazione scientifica, tra cui ovviamente Frascati Scienza, saranno presenti ad organizzare molti altri eventi per tutte le età e tutti i gusti.

Per esempio, giusto per rimanere nel tema principale di questo blog, se siete interessati alle onde gravitazionali allora potrete partecipare ad attività che vi permetteranno di capire come funziona un interferometro

Questo per dare un'idea. Ma c'è molto di più. Il tema principale dell'evento è la Sostenibilità. Per questo è in programma, tra gli altri eventi a riguardo, un Aperitivo Scientifico in cui si discuterà di ciò.

Ovviamente si potrà parlare con i ricercatori, fare domande a più non posso per soddisfare la vostra curiosità (e quella dei vostri figli e/o nipoti).

Insomma, il programma è vastissimo e non c'è un minuto da perdere: tra pochi giorni, il 26 Settembre, tutti in piazza nella città che preferite per partecipare alla Notte Europea dei Ricercatori 2014.

La scienza è importante, fa parte della nostra vita di tutti i giorni anche se non ce ne accorgiamo. Accendiamo lampadine, scaldiamo cibi, guardiamo il cielo. Quindi ci occupiamo, senza volerlo, di elettricità, termodinamica, astrofisica. Il 26 Settembre la scienza farà un altro passo verso tutti noi.
Accogliamola a braccia apertissime!

P.S. Mi raccomando ancora una volta di non dimenticare di guardare con attenzione il programma della Notte Europea dei Ricercatori 2014 per non perdere nessun appuntamento!
Ecco i link utili:
http://www.frascatiscienza.it/pagine/notte-europea-dei-ricercatori-2014
http://www.frascatiscienza.it/pagine/notte-europea-dei-ricercatori-2014/programma


lunedì 22 settembre 2014

Aggiornamenti su BICEP2

Lo scorso marzo avevamo raccontato qualcosa sui risultati di BICEP2, un telescopio che osserva la luce nel range delle microonde (e quindi in particolare ha studiato la radiazione cosmica di fondo, la prima luce dell'universo). Per tutti i dettagli rimando tutti voi a quel post su Quantizzando. Quindi, visto che ci sono aggiornamenti, mi sento obbligato qui su Quantizzando a mettervi al corrente dei nuovi sviluppi, altrimenti non sarei un bravo blogger.
Il succo era che le osservazioni condotte da BICEP2 potevano essere la prima prova indiretta della realtà di una teoria fenomenologica riguardo l'universo chiamata inflazione; teoria che descrive una fase di espansione accelerata avvenuta nei primissimi momenti dell'universo. Quindi BICEP2 sembrava aver buttato un occhio su un periodo molto lontano, circa 13.8 miliardi di anni di anni fa (questa è l'età stimata dell'universo attualmente).

Però c'erano incertezze già in marzo. Ora, proprio oggi, sono arrivati i risultati di Planck, il satellite dell'ESA (European Space Agency) che ha osservato l'emissione in microonde dovuta alla polarizzazione della luce a causa della polvere (grani di silicio sparsi nella galassia) in tutto il cielo e in particolare nella regione che riguarda anche i dati di BICEP2.
Piccolo ripasso: polarizzazione vuol dire la seguente cosa. Un fotone è un'onda elettromagnetica e un'onda oscilla. Può capitare che per qualche fenomeno (onde gravitazionali, lensing o appunto polvere) tali fotoni oscillino in una qualche direzione preferenziale. Ecco, questo vuol dire avere luce polarizzata. E la polvere fa come gli occhiali da Sole: si tratta dello stesso principio di funzionamento; il vetro degli occhiali fa passare solo luce che oscilla in una certa direzione. Ma torniamo a Planck e BICEP2.

Ebbene?

Niente. Cioè, a quanto pare i risultati di BICEP2 si possono spiegare in termini delle osservazioni di Planck sulla polarizzazione della luce causata dalla polvere.

E quindi?

Quindi quello che ha osservato BICEP2 non era un segnale che teneva conto in maniera appropriata anche dell'effetto della polvere. E allora il segnale misurato forse non era proprio quello delle onde gravitazionali dell'inflazione. Se non mi credete allora credete ad un astrofisico (e comunicatore di scienza) di gran lunga più esperto di me sull'argomento come +Amedeo Balbi con un post nel suo blog Keplero.

Attenzione, però. Non ci sono né vincitori né vinti. Infatti come si può leggere nell'articolo scientifico di oggi (a proposito, ecco il link: http://arxiv.org/pdf/1409.5738.pdf) i team di Planck e BICEP2 si sono uniti per capirci qualcosa di più sulla faccenda e fare un'analisi congiunta dei dati che non si sa mai. Insomma, visto che probabilmente non possiamo eccitarci per avere tra le mani la prova dell'inflazione, di sicuro dobbiamo restare meravigliati di fronte al funzionamento della scienza. BICEP2 ha fatto una misura e ha trovato una cosa; Planck ne ha trovata un'altra. E poi si mettono insieme. Non ci sono (quasi) mai nemici ma solo un obiettivo comune: capire qualcosina in più sull'universo. Fosse anche un granellino di polvere.


mercoledì 17 settembre 2014

Soffiare sulla minestra che scotta

Questo post é molto breve e serve essenzialmente a rispondere ad una domanda ben precisa: perché si soffia sulla minestra per raffreddarla?

Quando mettete la vostra minestra nella scodella, la superficie é a contatto con l'aria della stanza, la quale si trova ad una temperatura inferiore a quella dell'acqua contenuta nella minestra. Supponiamo che la minestra sia bollente; allora l'acqua in superficie inizia ad evaporare e vediamo la famosa minestra calda fumante, dove appunto il fumo é il vapore acqueo. Tutto ciò avviene ad un ritmo dettato dalle condizioni fisiche del sistema che possono variare da minestra a minestra e da stanza a stanza (suggerirei la minestra di inverno piuttosto che il 15 agosto comunque!).

Ma le cose in questo modo vanno per le lunghe. Ed ecco che entra in gioco prima il Sandro impaziente che mangia un cucchiaio di minestra senza pensarci due volte. Risultato: ustione del quarto grado addirittura!

Poi entra il Sandro tradizionalista, ovvero quello che soffia sulla minestra. Risultato: pian piano la pietanza diventa più mangiabile, cioè si raffredda. Già, ma perché riusciamo a velocizzare questo processo di raffreddamento con il semplice soffiare?

Perché soffiando spostiamo letteralmente l'aria calda che staziona sopra la minestra. In pratica l'acqua calda della minestra, evaporando, produce una sorta di "atmosfera calda" (non ridete!) giusto sopra la scodella. Quando il Sandro tradizionalista soffia, egli sposta questa specie di atmosfera permettendo alla minestra di entrare di nuovo in contatto con la temperatura della stanza e quindi di velocizzare il raffreddamento che abbiamo visto all'inizio di questo post.

Si potrebbero andare a vedere le equazioni, introdurre concetti di termodinamica ma questa di questo post é, ritengo, la spiegazione più semplice possibile.

Ma poi perché scrivo questi post, scusate, siamo ancora in estate giusto? Vi assicuro che non ho alcuna nostalgia della minestra calda né tantomeno del brodino!




mercoledì 10 settembre 2014

Laniakea: la nostra nuova casa

Più volte su Quantizzando abbiamo discusso riguardo la nostra posizione nell'universo ma pochi giorni fa c'è stato un aggiornamento davvero importante.

Sapevamo già che la Via Lattea fosse parte del superammasso della Vergine, un enorme complesso di galassie. Da un po' di giorni sappiamo che il superammasso della Vergine era solo la punta dell'iceberg.

Infatti un team di scienziati guidato da Brent Tully ha studiato le velocità delle galassie intorno a noi ed è riuscito a creare una mappa del moto di queste galassie.
Le galassie non si muovono a caso, eh. Si attraggono tra di loro perché hanno una massa e quindi vengono tirate dalla reciproca forza di gravità. Quindi si muovono e per questo hanno una velocità che gli astrofisici chiamano peculiare.
Per distinguerla da cosa? Dalla velocità che esse sembrano avere a causa dell'espansione dell'universo. Infatti se guardiamo una galassia lontana, essa si allontana da noi. Ma non stiamo misurando la velocità peculiare; perché è lo spazio che si espande e quindi non si tratta della velocità acquisita dalla galassia a causa della forza di gravità.

Ora accade che le galassie più sono distanti e più si allontano velocemente a causa dell'espansione dell'universo. Se osserviamo galassie vicine abbiamo che la velocità dovuta all'espansione dell'universo è piccola e quindi siamo in grado di misurare le velocità peculiari dovute alla reciproca attrazione gravitazionale delle galassie.

Senza scendere nei dettagli, il team capitanato da Tully ha mappato le velocità di un gran numero di galassie circostanti e gli astrofisici sono stati in grado di capire come e dove si muovono tali galassie.

Il risultato finale è questo:



Noi siamo il puntino blu che vedete sulla vostra destra. Ogni puntino bianco rappresenta una galassia mentre le linee bianche rappresentano il flusso di velocità delle galassie verso la zona più "bianca". La struttura circondata dalla linea arancione è la nostra nuova casa: il superammasso Laniakea.

Laniakea è una parola hawaiana che vuol dire "immenso paradiso" e il nome è stato scelto proprio dagli astrofisici che hanno fatto questo studio

Quantizzando è un blog divulgativo e quindi non voglio nemmeno provare ad addentrarmi nei dettagli riguardo come abbiamo definito il bordo. Dirò solo che gli scienziati, guardando le velocità delle galassie, hanno definito delle linee di flusso come se si trattasse di acqua che scorre. Ad un certo punto hanno notato come una sorta di "spartiacque" tra le galassie appartenenti a Laniakea e quelle circostanti e là hanno segnato il confine. Insomma il team guidato da Tully ha fatto un lavoraccio che però ha portato a fare una grandiosa scoperta scientifica.

Come potete vedere dall'immagine qui sopra, alla destra di Laniakea ci sono parecchi puntini bianchi, ovvero galassie. Quello è chiamato superammasso di Perseo-Pesci ed è il nostro superammasso vicino. Come già detto i confini non sono ben definiti e si è adottato un criterio basato sulle velocità (quindi sulla forza di gravità) delle galassie. Per tutti i dettagli rimando, chi ne avesse voglia, all'articolo scientifico pubblicato su Nature:
http://arxiv.org/pdf/1409.0880v1.pdf

Per finire, per darvi un'idea di come le cose siano cambiate sulla concezione della nostra posizione dell'universo ecco un'immagine che ho tratto da questo video e che mostra in ombra Laniakea mentre la parte più illuminata è quella che noi pensavamo fosse la nostra vecchia casa, cioè il superammasso della Vergine:


Bene, ora sappiamo che abitiamo in una casa più grande. Per fortuna non esiste l'IMU universale!


lunedì 8 settembre 2014

Gloria nei cieli!

Tranquilli. Non parleremo di religione. Molto peggio: parleremo di fantasmi.
Tranquilli: i fantasmi non esistono. O almeno quelli veri. Perché invece quelli che inventa la Natura sono fenomeni fisici ben spiegabili.

Eppure in Ungheria, precisamente nella città di Veszprém, un fantasma è stato avvistato:



Niente panico, OK? La fisica sta per arrivare in nostro aiuto per risolvere il mistero. In realtà il fantasma nella foto è proprio l'ombra distorta della persona che ha scattato la fotografia. 

Come avete già potuto intuire, non si tratta altro che di un fenomeno ottico che viene chiamato Gloria. A dire il vero la Gloria è costituita dai cerchi concentrici simili ad una specie di arcobaleno; quando delle nuvole o della nebbia si trovano nei pressi della Gloria, ecco che allora potremo osservare anche l'ombra che sembra essere appena uscita da un altro mondo!

Non solo ombre umane: anche aeroplani! 
Infatti è possibile osservare questo fenomeno mentre si è in volo. Ecco, ad esempio, una foto che lo testimonia (entrambe le foto di questo post sono state tratte dal sito della +NASA +Astronomy Picture of the Day (APoD)):



Beh, a questo punto credo di aver stuzzicato la vostra curiosità a tal punto che mi sembra giunto il momento di spiegare come mai tale fenomeno capita.

Innanzitutto cerchiamo di vedere quali sono gli ingredienti in gioco: la luce del Sole sicuramente, e poi? E poi le goccioline d'acqua che si trovano sospese nell'atmosfera. 
Lo so cosa state pensando: esatto, come nell'arcobaleno!

Ora dovete sapere che un centinaio di anni fa, un fisico di nome Gustav Mie si è armato di cotanta pazienza e ha sviluppato tutta la teoria di come le gocce sferiche d'acqua siano in grado di deviare i raggi di luce. Ottimo!

Purtroppo si tratta di conti molto elaborati che necessitano una potenza di calcolo di un certo livello. Per questo solo recentemente si è potuto calcolare numericamente (cioè, con i computer) i valori attesi dalla teoria di Mie. Risultato? I conti di Mie riproducono quello che osserviamo, la teoria funziona (e non ho detto che sia esatta, in scienza questo non si può mai dire...).

Avrete già compreso che ci deve essere qualcosa che non va. E infatti è così. La teoria di Mie permette di riprodurre una Gloria...ma non ci dice come si formi una Gloria! 

Ma è così complicato da capire? Proprio così. Infatti al momento non siamo proprio sicuri sul meccanismo di formazione della Gloria. Però un'idea della situazione ce l'abbiamo. 

Infatti il fenomeno è abbastanza chiaro in principio: la Gloria si forma in direzione opposta al Sole e ha un centro abbastanza luminoso. Inoltre, come ben sapete, la luce non è altro che un'onda elettromagnetica e tali onde oscillano in una qualche direzione. Quando c'è una direzione di oscillazione preferita allora si dice che la luce è polarizzata. Ecco, anche questo avviene con la Gloria.

Tutto questo insieme di caratteristiche hanno fatto capire agli scienziati che la luce del Sole entra nelle goccioline di acqua, almeno una volta viene riflessa all'interno e poi esce in una direzione differente da quella di entrata. Inoltre alla fine la riflessione dovuta ad una gocciolina d'acqua deve essere di 180°.


E qui sta il problema: infatti non si riesce ad avere tale riflessione (la linea rossa tratteggiata della figura di sopra) con le gocce d'acqua. Ci sono una 15° di troppo. Ci sono delle soluzioni al problema, soluzioni che coinvolgono sempre le onde elettromagnetiche e il modo in cui una goccia d'acqua interagisce con esse. Ma non addentriamoci in dettagli ancora poco chiari persino agli addetti ai lavori; come dicevo, ancora non è chiaro del tutto ma i fisici pensano di essere vicini a svelare tutti ma proprio tutti i dettagli di questo fenomeno. 

Di sicuro, se qualcuno ve lo chiede, ora sapete che si tratta di un fenomeno di riflessione/rifrazione dei raggi del Sole da parte delle gocce d'acqua presenti nell'atmosfera. Questo è ciò che dovete ricordare!

D'altronde tutto ciò rende questo fenomeno doppiamente affascinante. Infatti non solo potremmo trovarci nelle condizioni di osservare questo fenomeno straordinario che fornisce la sensazione di avere a che fare con un qualcosa di paranormale (ma solo per un attimo, eh!) ma anche dobbiamo ancora ben capire i dettagli che permettono la formazione di una Gloria. Quindi affascinante soprattutto dal punto della ricerca scientifica. 

Come vedete i misteri della fisica, a volte, sono più vicini di quello che sembra e non sempre relegati nei meandri più oscuri dell'universo.


venerdì 5 settembre 2014

Spegnere il Sole con l'acqua

"Si è spento il Sole e chi l'ha spento sei tu..." diceva una nota canzone di Adriano Celentano. Ma non diceva come veniva spento. Di certo non esiste un pulsantone gigante che funge da interruttore.
Ma allora come si potrebbe fare...mumble mumble...e se...no, dico...cosa accadrebbe se...non voglio dire sciocchezze ma un'idea potrebbe essere, non so, per esempio....cosa accadrebbe se trovassimo un gigantesco idrante con cui buttare acqua sul Sole ardente?
Ma certo! Come abbiamo fatto a non pensarci prima! Costruiamo in serie tante navicelle spaziali piene d'acqua e spegniamo il Sole, yeah!



Vabbè, dai, basta, ora torniamo seri. Al di là del fatto che sarebbe una enorme (per usare un eufemismo) sciocchezza (per usare un altro eufemismo) spegnere il Sole poiché esso ci permette di vivere e al di là della impossibilità di trovare le risorse per costruire le navicelle ed attuare il piano, c'è un altro motivo per cui la cosa non è fattibile.

Il punto fondamentale è che il Sole, per dare energia, brucia la sua benzina, cioè l'idrogeno, e lo trasforma in elio. Nel nucleo del Sole ci sono circa 15 milioni di gradi e quattro atomi di idrogeno formano uno di elio più fotoni che dopo un bel viaggio negli interni del Sole arrivano in superficie e partono verso il pianeta Terra e il resto del Sistema Solare.

Ora: l'acqua è composta da idrogeno ed ossigeno. Cioè, paradossalmente (ma anche no) l'acqua riempie il Sole di ulteriore benzina da bruciare! Quindi, risultato, invece di spegnersi il Sole brucia ancora di più!

Non solo: in questo modo il Sole aumenterebbe anche la sua massa. Dunque continuando parecchio a buttare acqua (ammesso che vostra madre ve lo permetti senza invocare lo spettro delle tasse comunali) il Sole smetterebbe di essere una comune stella per diventare una stella massiva. Dunque andrebbe incontro al destino delle stelle più grosse, ovvero diventare un buco nero alla fine del loro ciclo vitale.

Inoltre nel diventare più massivo il Sole inizierebbe a bruciare idrogeno ad un ritmo maggiore. Infatti una stella vive nell'equilibrio tra due forze: la gravità, la quale spinge verso l'interno e tende a far collassare tutto e la pressione di radiazione data dai fotoni che si formano nelle regioni interne, i quali spingono verso l'esterno e tengono in piedi la baracca. Più acqua, come abbiamo detto vuol dire più idrogeno quindi più massa quindi più gravità. Dunque ci vorranno più fotoni per tenere le cose in equilibrio e quindi dovrà bruciare più roba più velocemente.

Insomma, buttare acqua sul Sole non è proprio una buonissima idea.

Ma allora perché si butta acqua su di un normale fuoco per spegnerlo? Un fuoco si ha con tre cose: combustibile, ossigeno e calore. Basta far fuori una di queste tre cose e il gioco è fatto.
Cosa fa l'acqua in particolare? L'acqua ha una caratteristica chiamata calore specifico che è molto alto. Il calore specifico è la quantità di energia necessaria per aumentare la temperatura di 1°C.
Ciò vuol dire che l'acqua può assorbire molto calore e quindi può mettere K.O. una delle cause di un incendio. Inoltre, assorbendo calore, l'acqua diventa vapore. Questo è anche molto importante perché il vapore acqueo si espande e toglie alle fiamme l'ossigeno circostante, altro elemento vitale di una combustione.

Ma attenzione! Non provate ad usare l'acqua nel caso di un incendio causato dalla benzina o simili. Infatti in questo caso la benzina ha una densità più bassa di quella dell'acqua e quindi essa galleggerebbe sull'acqua! Dunque sarebbe inutile usare della preziosa acqua per spegnere tale tipo di incendio.

E non si deve usare l'acqua nemmeno in caso di incendio causato da un apparecchio elettrico perché in tal caso potreste beccarvi una bella scossona elettrica molto pericolosa!

Per ricapitolare, tornando un attimo al caso di prima del Sole, abbiamo che le "fiamme" non sono causate da una combustione ma da reazioni nucleari. Quindi, come già detto, quello che in realtà faremmo sarebbe aggiungere l'idrogeno da bruciare.
Una combustione è invece una cosa chiamata ossidoriduzione in cui alcuni elementi chimici, tra cui l'ossigeno per esempio, si combinano in maniera tale da produrre energia sotto forma di calore e luce.

Insomma a volte le cose sono leggermente più complicate di quelle che sembrano. E meno ovvie. Ma basta ragionarci un attimo. Mi rendo conto che (e sono io il primo spesso a farlo, lo ammetto) spesso viviamo le cose di fretta e non ci soffermiamo su domande che sono solo apparentemente senza senso ma che invece, tramite la divagazione, ci permettono di riflettere sui dettagli, su quelle piccole cose che rendono più chiaro un qualche fenomeno fisico.

Come si dice, i dettagli fanno la differenza.


giovedì 4 settembre 2014

Trovare il Nord

In questo brevissimo post scopriremo come trovare il Nord e anche l'importanza di avere un orologio a lancette piuttosto che uno di quelli digitali quando si vuole ritrovare l'orientamento.
Comunque partiamo dal principio. Giorno o notte? Iniziamo dal giorno. In tal caso avremo a disposizione il Sole, a patto che il cielo non sia completamente nuvoloso.
Ecco che entra in gioco l'orologio a lancette se non avete una bussola. Per trovare il Nord basterà puntare la lancetta delle ore verso il Sole. A quel punto il Nord si troverà in direzione dell'ora dimezzata. Esempio: se sono le 14 allora bisognerà ruotare l'orologio fino a quando la lancetta delle ore punta verso il Sole. A quel punto il Nord sarà dato dalla direzione delle ore 7.



Se invece siamo di notte? Sempre assumendo che il cielo non sia coperto di nuvole allora bisogna conoscere qualche costellazione. Precisamente una: l'Orsa minore. Perché? Perché questa figura del cielo contiene la Stella Polare che non é altro che la stella lungo cui passa un immaginario asse che congiunge Polo Nord e Sud e attorno a cui la Terra ruota in circa 24 ore.
Inoltre, sempre per quanto riguarda la Stella Polare, essa ci dice anche la latitudine a cui ci troviamo. Infatti l'altezza in cielo della Stella Polare dipende dal luogo in cui ci troviamo. Piú siamo lontani dall'equatore nell'emisfero Nord piú la Stella Polare sarà alta in cielo e viceversa.




E se invece il cielo fosse pieno di nuvole? Beh allora bisogna affidarsi a roba da Giovani Marmotte! Per esempio guardare il muschio sugli alberi dato che esso cresce sulla parte meno esposta al Sole e quindi che affaccia a Nord.
La Natura alla fine ci fornisce aiuto anche nelle situazioni più difficili.


martedì 2 settembre 2014

Notte Europea dei Ricercatori 2014

Quantizzando è un blog di divulgazione scientifica e quindi non possiamo proprio fare a meno di promuovere una splendida iniziativa che viene organizzata in tutta Italia dal 22 al 26 Settembre 2014. 

Se amate la scienza allora non potete proprio perdervi la nona edizione della Notte Europea dei Ricercatori organizzata dall’associazione Frascati Scienza. 

Di che si tratta? Per il nono anno consecutivo come culmine della Settimana della Scienza, la Notte Europea dei Ricercatori si propone come un grande evento di divulgazione scientifica in cui i ricercatori italiani interagiscono con il pubblico per parlare di scienza. Infatti gli scienziati italiani sono una categoria molto importante nella nostra società in quanto impegnati nel creare, con le loro ricerche scientifiche, le condizioni migliori e ottimali per la nostra vita sulla Terra. 

Proprio questo è il tema principale di quest’anno: la “Sostenibilità”. Si tratta di un argomento molto importante che mette insieme l’esigenza di creare migliori condizioni sociali e di sviluppo economico e anche con un occhio alle questioni ambientali. 

Una grande novità di quest’anno è che alle storiche sedi di Frascati e Roma quest’anno l’evento viene organizzato anche da altre sedi in diverse città italiane. Quest’anno si aggiungono anche le sedi di Bologna, Cagliari, Catania, Ferrara, Milano, Pavia, Pisa, Trieste. 

Cosa c’è in programma? Parecchia roba interessante, per i più grandi ma anche per i più piccini. L’organizzazione dell’intera Settimana della Scienza prevede 150 eventi con, appunto, tema la sostenibilità. Si parlerà di architettura sostenibile, ovvero di come costruire case ed edifici autosufficienti dal punto di vista energetico e dotate di tutte le tecnologie per avere il massimo dell’efficienza. Tra l’altro l’Italia è campione del mondo in questa “disciplina” grazie al risultato del team RhOME for denCity (tutti i dettagli qui: http://www.rhomefordencity.it/SDE/ita/). 

E si parlerà anche del rapporto tra donne e scienza, cibo e scienza e anche una classica discussione sulle pseudo-scienze (che non hanno niente a che vedere con la scienza!). Questo è solo un assaggio dei fantastici eventi che si terranno dal 22 al 26 Settembre 2014 alla Settimana della Scienza. In particolare la Notte Europea dei Ricercatori verrà organizzata il 26 Settembre 2014. L’aggettivo “Europea” non è a caso: infatti tale evento è un progetto finanziato dalla Commissione Europea. Infatti non dobbiamo dimenticare che siamo parte dell’Europa e il lavoro degli scienziati è pieno di collaborazioni importanti non solo in Europa ma anche in giro per il mondo. 
Inoltre, accanto al tema principale della Settimana della Scienza, la Sostenibilità, una miriade di altre iniziative come visite guidate organizzate dall’INFN (Istituto Nazionale Fisica Nucleare) nei laboratori di fisica nucleare e dall’INAF (Istituto Nazionale AstroFisica) negli osservatori astronomici saranno fruibili per tutti. 

La Settimana della Scienza che include la Notte Europea dei Ricercatori è un grandissimo evento di divulgazione scientifica a cui non potete assolutamente mancare. 
La Scienza è per tutti e gli scienziati sono pronti per rispondere alle vostre domande e ad affrontare temi molto importanti relativi allo sviluppo e alla ricerca scientifica. 
Nei prossimi giorni su Quantizzando troverete un ulteriore post in cui parleremo in maniera più dettagliata degli eventi in programma. Per il momento, prendete il vostro calendario e segnatevi questa data: 26 Settembre 2014. Tutti alla Notte Europea dei Ricercatori! 

Per saperne di più sull’associazione Frascati Scienza: http://www.frascatiscienza.it/
Per saperne di più sulla Notte Europea dei Ricercatori 2014: http://www.frascatiscienza.it/pagine/notte-europea-dei-ricercatori-2014


lunedì 1 settembre 2014

Bolidi luminosi

In rete, girovagando qua e là, ho trovato questo sito web: http://bolid.es/.
Che roba é? Si tratta di un progetto ideato da Carlo Zapponi che permette di visualizzare i meteoriti che hanno colpito la Terra e sono stati osservati da qualcuno. Viene fuori, come riporta il sito, che dei circa 45 mila meteoroidi che sappiamo abbiano colpito il nostro pianeta soltanto circa mille sono stati registrati come osservati dall'occhio quasi-sempre vigile dell'essere umano.
Nel sito trovate parecchi utili dettagli riguardo le "pietruzze" (si fa per dire, eh!) che hanno deciso di venirci a fare una visita.
Approfitto di tale post per chiarire una cosa che spesso mi viene chiesta. A volte mi viene riferito di una enorme palla di fuoco in cielo che poi (puff!) svanisce. Ebbene abbiamo sempre a che fare con una meteora, il quale, però, a causa della sua eccezionale luminosità, viene chiamato bolide. Insomma sono cose che cadono...ehm...pardon, che capitano.

E già che ci siamo facciamo un ulteriore ripasso: una meteora è la scia luminosa prodotta da un meteoroide, ovvero un corpo celeste che entra nell'atmosfera terrestre. Il meteorite è ciò che resta da questo attraversamento dell'atmosfera e che, magari, possiamo raccogliere qui sulla Terra.

Vi lascio con questo video di un bolide (che per quanto appena detto è una meteora molto luminosa): buona visione!





domenica 17 agosto 2014

Iridium flare e ISS

Quando osserviamo il cielo di notte, oltre alle meravigliose stelle, pianeti e oggetti del profondo cielo e magari in una splendida notte senza Luna anche la galassia di Andromeda è possibile osservare i satelliti artificiali.
Probabilmente il più interessante satellite da osservare è la stazione spaziale internazionale (ISS) in quanto si tratta di un satellite con equipaggio a bordo (massimo 6 persone) e quindi pensare che altri esseri umani stiano sorvolando il nostro cielo ci permette di ammirare ancora una volta di più lo splendore della voglia di fare ricerca scientifica del genere umano.

Ma non solo ISS. Un'altra classe molto interessante di satelliti da osservare è quella dei satelliti Iridium.
Ho trovato una fantastica descrizione riguardo questi satelliti sul sito dell'Unione degli Astrofili Italiani e che potete trovare qui.

Mi limito perciò a riassumere (in parole povere, ovviamente!) la splendida spiegazione dell'UAI: i satelliti Iridium sono dei satelliti per le telecomunicazioni. La cosa importante per noi è che essi hanno delle antenne con un alto potere riflettente. Quando il Sole colpisce queste antenne un raggio di luce illumina una striscia di Terra. Dunque se si ha la "fortuna" di trovarsi nella zona in cui passa il satellite Iridium allora si riesce ad osservare un improvviso e luminosissimo bagliore di luce nel cielo.

Vi assicuro che è uno spettacolo assoluto, anche se di pochi secondi di durata.

Per avere le indicazioni di dove guardare dalla vostra città consiglio caldamente di visitare il sito di Heavens Above (http://www.heavens-above.com/) e inserire la vostra posizione per sapere in che porzione di cielo e a che ora guardare.
Mentre per la ISS la visibilità del passaggio é buona per una buona parte del nostro territorio, per gli Iridium flare la situazione è diversa perché, come detto, l'avvistamento migliore si ha quando il satellite passa proprio sopra la propria testa. Comunque, per questo consiglio di dare un'occhiata al sito di Heavens Above per quanto riguarda la propria località.

Naso all'insù, mi raccomando!

sabato 16 agosto 2014

Serata Universale a Fossalto

Mercoledì scorso, 13 Agosto, a Fossalto in provincia di Campobasso in Molise, abbiamo organizzato una serata divulgativa in cui mi sono trovato a parlare di astrofisica.

Mi piacerebbe condividere con tutti voi il video della serata ma purtroppo mi dispiace di non poterlo fare a causa scarsa qualità della registrazione.

La serata è durata circa un'ora. Abbiamo parlato del Sole, delle costellazioni e degli oroscopi, della nostra posizione nella Via Lattea, dell'espansione dell'universo, del Big Bang. Ma anche di materia oscura e di energia oscura verso la fine. Ma anche del perché ci sono le stagioni sulla Terra e del come finirà il Sole tra quattro miliardi e mezzo di anni (un argomento che ha suscitato vivo interesse!).

L'idea è di organizzare una serata simile il prossimo anno, magari aggiungendo anche una qualche osservazione al telescopio.

Prometto che per la Serata Universale del 2015 a Fossalto e/o altrove cercherò di fornirvi un video o un qualche tipo di evento live magari sfruttando a pieno le potenzialità di YouTube.

Quello di mercoledì 13 Agosto è stato un bellissimo esperimento e una fantastica serata molto importante per me in quanto parlavo di astrofisica a persone del mio paese, ovvero gente che conosco da una vita. Si è trattato di un qualcosa davvero molto emozionante (sono un tipo emotivo, sapete...) e mi piacerebbe, con questo post, ringraziare tutti i fossaltesi e in generale tutte le persone che sono venute a chiaccherare con me di astrofisica.

Fossalto (e in generale il Molise) rappresenta la mia terra di nascita, dove sono cresciuto e che mi ha dato tanto. Poter parlare di ciò di cui mi occupo è stato un grandissimo onore e spero di farlo di nuovo al più presto. Grazie!




martedì 12 agosto 2014

Tycho Brahe

Si parlava della supernova osservata da Tycho Brahe su Quantizzando (qui) e avevo promesso di dedicare un post a parte a questo personaggio.


Tycho Brahe nacque il 14 Dicembre del 1546 nel Castello di Knutstorp (nell'attuale Svezia ma all'epoca Danimarca) da una famiglia di nobili molto importante presso il re di Danimarca. Tycho aveva un fratello gemello che sfortunatamente venne a mancare nei primissimi anni di vita prima che fosse battezzato. Il buon Tycho dedicò un'ode nel 1572 al fratello che non ebbe mai l'occasione di conoscere. Tuttavia Tycho aveva altre due sorelle.
Per inciso, il 1572 fu lo stesso anno della famosa osservazione della supernova. Inoltre, Tycho fu anche colui che determinò la dicitura di supernova. Infatti egli chiamò il fenomeno che osservò con il nome di stella nova (nuova, in latino). Questo accadde la notte dell'11 novembre 1572 e questo è il disegno che il nostro fece in quell'occasione:


Nell'immagine di sopra abbiamo un disegno fatto da Tycho della costellazione di Cassiopea in cui la supernova è indicata con la lettera I. Queste osservazioni furono fatte sull'isola di Landskrona tra Svezia e Danimarca, all'osservatorio di Uraniborg.

Nel 1597,  a causa di dissapori con il re di Danimarca, si diresse verso Praga dove fu invitato dall'imperatore del Sacro Romano Impero, Rodolfo II. E qui, fino alla sua morte avvenuta il 24 ottobre del 1601, continuò a lavorare con l'ausilio di un giovanotto di nome Johannes von Kepler, italianizzato in Giovanni Keplero (che diventerà famoso per altri motivi molto importanti).

Ora raccontiamo alcuni fatti singolari della vita di Tycho Brahe.
Parliamo innanzitutto del suo naso. Eh già, ci tocca.
Niente di particolare, per carità, se non per il fatto che Tycho avesse un naso danneggiato a causa di un duello. Tutto iniziò il 10 dicembre del 1566. Era il matrimonio di Lucas Bacmeisters, un professore di teologia all'università di Rostok dove Tycho aveva studiato. Insomma questo per dire il motivo per cui il nostro personaggio si trovava alla festa.
Si mangiava, si beveva e si ballava.
Ma Tycho voleva anche discorrere. Forse non litigare ma alla fine fu proprio quello che accadde. L'avversario era un altro nobile danese chiamato Manderup Pasberg. La discussione fu talmente accesa che addirittura dovettero separarli!
Tuttavia era un matrimonio dannazione (!) e dunque la finirono lì. Ma solo per il momento.
Il 27 dicembre dello stesso anno si incontrarono ancora e ricominciarono a litigare e si decise che un duello fosse assolutamente necessario. Duello che si tenne il 29 dicembre del 1566. In quell'occasione il naso di Tycho subì l'infortunio che lo segnò a vita tagliando quasi tutta la parte davanti del suo naso.
E così fu necessaria una specie di protesi fatta con una lega di argento e oro. I testimoni dell'epoca raccontano nei loro scritti che tale protesi non sembrava affatto una protesi ed era difficile accorgersi dell'infortunio se non si era a conoscenza dell'episodio del duello.
Tuttavia Tycho portava sempre dietro una piccola scatola in cui riporre il finto pezzo di naso quando non era necessario il suo utilizzo (una scena quasi horror direi!).

Ma quale era la ragione del diverbio? Pare che fosse (come riportato da Pierre Gassendi nel 1654) che la discussione vertesse su chi fosse stato più bravo in matematica. Ah, la natura umana degli scienziati viene sempre fuori alla fine!

Un altro più o meno simpatico aneddoto riguardo la vita di Tycho Brahe è il seguente.
Si racconta che egli avesse addomesticato un alce (o un'alce in caso fosse stata femmina). In particolare stava per inviare questo/a alce ad un altro nobile danese. Ho detto "stava" perché si racconta che poco prima dell'invio, ad una festa in un castello, l'alce si intrufolò, salendo le scale, in una parte del castello piena di birra. Che, ovviamente, l'alce degustò. Purtroppo durante la discesa delle scale l'alce cadde e si ruppe una gamba. Malgrado le amorevoli cure, ancora purtroppo, l'alce non ce la fece e morì.

Ancora un altro aneddoto riguarda la morte di Tycho Brahe che, come già detto, avvenne il 24 ottobre del 1601. Per molto tempo si è pensato che la causa del decesso di Tycho fosse stata dovuta da una complicazione alla sua vescica. Complicazione causata dalla sua eccessiva delicatezza nei modi di fare che lo portò a trattenersi invece di andare in bagno durante una cena a Praga il 13 ottobre 1601.
Tuttavia, molto recentemente, nel 1996 la salma di Tycho fu riesumata e si è scoperto che la causa della morte fu...avvelenamento da mercurio!
Durante i deliri della sua febbre pochi istanti prima di morire scrisse le sue ultime parole (in latino): "Ne frusta vixisse videar" che, all'incirca, vogliono dire "Possa io non aver vissuto invano".

Prima di concludere non possiamo non parlare della visione dell'universo di Tycho Brahe.  Egli nacque tre anni dopo la pubblicazione del lavoro di Copernico, il quale poneva il Sole al centro del sistema solare con i pianeti che ruotavano attorno con orbite circolari. Nonostante la stima di Brahe nei confronti di Copernico, il nostro personaggio non accettava la visione di Copernico.

Tycho Brahe aveva una visione molto particolare del moto dei pianeti in cui tutti i pianeti ruotavano intorno al Sole. Tutti eccetto la Terra. Infatti per Brahe era comunque il Sole a orbitare attorno al nostro pianeta. Insomma una cosa del genere:


Tuttavia non bisogna deridere il modello di Tycho Brahe in quanto la sua teoria non è altro che l'interpretazione delle sue osservazioni piuttosto che un modello da seguire in base alla Bibbia come faceva all'epoca la Chiesa. Quindi in un certo senso, Tycho ci era andato molto vicino. D'altra parte fu il suo allievo Keplero a comprendere per bene le osservazioni fatte dal suo maestro. E così Keplero comprese che il Sole è al centro con i pianeti che orbitano su orbite ellittiche.
Per farvi capire l'importanza delle osservazioni fatte da Tycho, sappiate che Keplero per primo riteneva che l'ipotesi di orbite ellittiche fosse assurda; tuttavia le misure prese da Tycho Brahe erano davvero accurate e, da bravo scienziato, Keplero mise la ragione al primo posto.

Per finire dobbiamo dire una cosa che riguarda questo blog da vicino. Come era consuetudine all'epoca purtroppo gli scienziati erano anche considerati astrologi presso le corti reali. In particolare Tycho Brahe aveva fatto un calendario particolare in cui aveva indicato alcuni giorni dell'anno, chiamati Giorni di Tychobrahe, in cui si farebbe sentire la sfortuna. Qui trovate l'elenco di questi giorni particolari.
Come potete notare, tuttavia, il giorno della morte di Tycho non è un Giorno di Tychobrahe...

Per quanto ci riguarda, però, il 4 marzo è un Giorno di Tychobrahe e il 4 marzo è il giorno in cui è nato questo blog!
Ovviamente su Quantizzando non crediamo assolutamente a queste sciocchezze; ho citato questa cosa solo perché si tratta di un aneddoto divertente e simpatico da citare riguardo la vita di questo personaggio in relazione al blog Quantizzando.

Insomma come potete vedere Tycho Brahe aveva effettivamente bisogno di un post a parte. Tra le tante cose raccontante direi di tenere a mente soprattutto il fatto che grazie alle sue eccellenti misure Keplero riuscì a comprendere il moto dei pianeti. Tuttavia Keplero non capiva perché i pianeti si muovessero in tal modo. Soltanto Isaac Newton con la sua teoria della gravitazione fu in grado di spiegare e calcolare con esattezza le orbite dei pianeti del sistema solare.

Ma non divaghiamo. Questo post è dedicato all'osservatore, astronomo e personaggio Tycho Brahe che con il suo lavoro, nonostante le idee sbagliate, ha permesso il successivo sviluppo della scienza e dell'umanità la quale quest'ultima, comunque ha impiegato centinaia di anni prima di utilizzare a pieno il metodo scientifico e di abbandonare idee bislacche come, ad esempio, l'astrologia e la convinzione di essere al centro dell'universo.


lunedì 11 agosto 2014

La supernova dell'anno 1572

Questo è un tipico post estivo, lo dico sin da principio.
Il fatto è che giocando un poco con il noto software open-source Stellarium si riescono a vedere un sacco di cose carine. Oltre ad avere sotto controllo il cielo con le stelle e oggetti come galassie e nebulose, per esempio, è anche possibile visualizzare alcuni plugin che permettono la visione di alcuni fenomeni astronomici del presente e del passato.
Uno di questi è la supernova che fu visibile ad occhio nudo nell'anno 1572. Prima di tutto, una foto recente:



Non vi ho fregati. In realtà quello che osserviamo oggi sono i resti di tale supernova. Ma partiamo dall'inizio.

La supernova dell'1572 (che chiamerò SN1572 per brevità da qui in avanti) è una supernova di tipo Ia. Ne abbiamo già parlato su Quantizzando qui e qui, ma farò un breve riassunto. Una supernova di tipo Ia si genera quando abbiamo una stella e una nana bianca in un sistema stellare binario, cioè le due componenti sono legate gravitazionalmente e orbitano l'una attorno all'altra.
Una nana bianca è una stella residuo di quella che fu una stella normale. Non avvengono processi di fusione nucleare al suo interno e quindi lentamente è destinata a spegnersi fino a diventare una nana nera. La nana bianca "succhia" materiale alla sua stella compagna e accresce la sua massa. Come potete leggere nei due articoli di Quantizzando di cui ho fornito il link sopra, il punto è che una nana bianca ha un limite di massa e quindi ad un certo punto...BOOOM!
Questa è una supernova di tipo Ia. E questa fu osservata nel 1572 da vari personaggi e in particolare dall'astronomo Tycho Brahe di cui parleremo tra poco. Inoltre tale supernova fu visibile per ben 16 mesi e addirittura per due settimane fu possibile osservarla di giorno.

Prima, però, dobbiamo fare una cosa fantastica. Dobbiamo immaginare di essere all'osservatorio astronomico di Uraniborg, sull'isola di Landskrona, tra Danimarca e Svezia. E, grazie a Stellarium, possiamo vedere cosa Tycho Brahe e i suoi contemporanei osservarono nel novembre del 1572. Mettetevi comodi, prendete i pop corn (anche se dura poco il video!) e buona visione:


Immaginate le persone nel 1572 che si sono trovate dinanzi a questo immenso spettacolo!

Ma ora vediamo un attimo il personaggio Tycho Brahe.



Quando dico personaggio non è tanto per dire. Tycho Brahe è stato un personaggio nel vero senso del termine. Volevo scrivere tutto sulla sua vita in questo post ma poi mi sono accorto che in realtà un personaggio come Tycho Brahe merita un post tutto suo che arriverà prestissimo qui su Quantizzando quindi tenetevi pronti.

Nel frattempo ripensando allo spettacolo della supernova del 1572 è impossibile non immaginare come sarebbe, ai giorni nostri, alzare lo sguardo nelle notti stellate e osservare una supernova ad occhio nudo. Che dire, speriamo che accada di nuovo.



mercoledì 6 agosto 2014

Rosetta e la cometa

Oggi è un giorno molto importante per l'esplorazione dello spazio e per questo è doveroso un post qui su Quantizzando.

C'è una missione dell'ESA, Agenzia Spaziale Europea, in corso che è davvero molto interessante.
Stiamo parlando della missione Rosetta.
L'obiettivo di Rosetta è entrare nell'orbita di una cometa (cosa che accade oggi, 6 Agosto 2014) e poi eventualmente far atterrare un modulo sulla cometa stessa per analizzare il nucleo.
Già da queste due righe potete comprendere l'importanza e anche la difficoltà tecnica di questa impresa. In questo post vedremo di descrivere alcune caratteristiche della missione Rosetta. Cominciamo da una foto, o meglio una rappresentazione artistica, della sonda Rosetta nelle vicinanze della cometa mentre rilascia il modulo Philae che dovrà atterrare sulla superficie della cometa.


Passiamo poi ai tempi. Rosetta non è stata certo lanciata ieri e prima di entrare nell'orbita della cometa ha dovuto fare diversi giri attorno ai pianeti del sistema solare per sfruttare l'effetto fionda gravitazionale. Rosetta è stata lanciata il 2 Marzo 2004 e solo nell'Agosto 2014 raggiungerà la cometa e a Novembre 2014 il modulo Philae atterrerà sulla cometa. In questo breve video vengono descritte le fasi salienti della missione:



Bene, a questo punto parliamo dell'altro protagonista della missione: la cometa.
Quando all'inizio la missione fu progettata, l'obiettivo era la cometa 46/P Wirtanen. Però il lancio della sonda fu ritardato e quindi cambiò anche la cometa e fu scelta la cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko.
La cometa 67/P è una delle miriadi di comete che hanno un periodo orbitale (ovvero il tempo che impiegano per fare un giro intorno al Sole) minore di 20 anni. Questo tipo di comete hanno le orbite "controllate" gravitazionalmente parlando dal pianeta Giove. Questi oggetti vengono dalla cintura di Kuiper, una zona del sistema solare che si trova oltre l'orbita di Nettuno, in cui si trovano questi piccole palle di ghiaccio che a causa di perturbazioni gravitazionali o eventuali collisioni vengono trascinate nelle parti interne del sistema solare e iniziano ad orbitare in maniera periodica. Quando queste piccole palle di ghiaccio si avvicinano al Sole avviene il fenomeno della sublimazione, ovvero il ghiaccio diventa gas direttamente senza passare dalla fase liquida: ed abbiamo la famosa coda delle comete. 

Come dicevamo prima, Giove controlla le orbite di questi oggetti: quando le comete si avvicinano a Giove le orbite vengono modificate e in particolare le comete vengono spinte sempre più vicine al Sole al passaggio successivo nei pressi della nostra stella. 

Ma cosa farà Rosetta? Studierà la composizione del nucleo della cometa, le proprietà dinamiche dell'oggetto e anche studiare la coda e l'interazione coda-nucleo dato che Rosetta si troverà in orbita attorno alla cometa anche quando essa raggiungerà il punto di massima vicinanza al Sole. E ultimo ma non meno importante, si proverà a fare un atterraggio controllato su di una cometa con il modulo Philae.

Come mai il nome della missione è Rosetta e perché una missione del genere?

Il nome Rosetta viene dalla Stele di Rosetta (foto qui a lato) in cui sono incise scritte in due diversi tipi di caratteri egiziani e in greco e questo ha permesso la decodificazione dei geroglifici egiziani. Analogamente, con i risultati della sonda in orbita attorno alla cometa si spera di capire meglio i misteri del sistema solare riguardo la sua formazione ed evoluzione. Infatti le comete sono oggetti molto importanti e di cui sappiamo poco. Le comete, tuttavia, sono molto importanti dato che sono considerati i mattoncini fondamentali per la formazione ed evoluzione del nostro sistema solare. Si ritiene anche che magari l'impatto delle comete sul nostro pianeta potrebbe aver aiutato lo sviluppo della vita sulla Terra. Dunque è davvero importante studiare questi oggetti per decodificare le origini del pezzettino di universo in cui viviamo.

Intanto ecco le prime immagini della cometa 67/P inviate da Rosetta qualche settimana fa:



Per i più piccini (Quantizzando è un blog per tutti!) consiglio la visione di questo splendido video realizzato dall'ESA (in italiano) in cui viene raccontata la storia dell'esplorazione delle comete e l'importanza della missione Rosetta:



Bene, ora non ci resta che aspettare Novembre 2014 quando il modulo Philae metterà piede sulla cometa e ci fornirà ancora molte altre informazioni insieme a Rosetta che continuerà ad orbitare ed analizzare la cometa 67/P. 

Seguite la diretta dell'approccio di Rosetta a partire dalle ore 10 italiane: http://rosetta.esa.int/
La storia del nostro sistema solare è ad un passo dall'avere alcuni particolari svelati grazie a questa missione. 

Non vorrete mica perdervelo, vero? 



martedì 5 agosto 2014

Vulcani su Io

L'universo, l'abbiamo detto più volte, è fantastico. Ci sono tante cose che conosciamo e che abbiamo imparato tramite il metodo scientifico ma anche tanti misteri che ancora stiamo investigando.

Oltretutto non sempre c'è bisogno di andare lontano ad osservare le altre galassie dell'universo. A volte basta guardare nel nostro sistema solare per trovare delle meraviglie assolute.

C'è una luna di Giove con un nome particolare: Io.
Il perché di questo nome si trova nella mitologia in quanto Io era il nome di una delle amanti di Zeus ovvero di Giove. Ma questa osservazione, per noi, ha davvero scarso interesse.
Quello che davvero ci interessa sono altri fatti. Io è, tra i satelliti di Giove, quello più vicino al gigante pianeta gassoso.

Ed è pieno di vulcani!



Visto così, questo satellite assomiglia ad una enorme spugna cosmica. In realtà Io appare così perché è pieno di vulcani, come già detto. Questi vulcani rappresentano i punti più caldi del sistema solare con temperature pari a circa 1500 gradi Celsius. Tuttavia le temperature sulla superficie di Io non sono proprio da villeggiatura: parliamo di diversi gradi sotto lo zero.

Perché un post su Io? Perché uno scopre che c'è un posto lontano pieno di vulcani e subito si chiede il perché di questa forte attività geologica.
La risposta: le maree sono le protagoniste. Però, a differenza di ciò a cui siamo abituati a pensare, in questo caso non abbiamo un innalzamento del livello degli oceani dovuto alla forza esercitata dalla Luna sulla Terra.
Su Io non ci sono mari ma la forza mareale di Giove viene esercitata sul satellite stesso provocando una sorta di rigonfiamento lungo l'equatore di Io. Mentre Io orbita attorno a Giove la crosta del satellite viene sollecitata parecchio dalle forze mareali. Come risultato l'interno di Io viene fortemente riscaldata e abbiamo le intense eruzioni vulcaniche oggetto di questo post.

Fin qua tutto sembrerebbe una curiosità scientifica a cui abbiamo dato una spiegazione. Ma c'è qualcosa di più che dovrebbe coinvolgerci dal punto di vista umano. La bellezza scientifica, intesa come possibilità di osservare fenomeni fisici, è tutta nel fatto che è possibile effettivamente vedere un'eruzione vulcanica su Io. Il video che vi propongo è stato ripreso dalla sonda New Horizon (che, per inciso, tra meno di un anno ci fornirà delle immagine di Plutone!):



E dunque, ancora una volta ci troviamo ad ammirare la bellezza, la forza e anche le eccezionali condizioni ambientali di alcuni posti del nostro universo che si trovano non molto distanti da casa nostra.