domenica 28 luglio 2013

Perseidi, le meteore d'agosto

Nei prossimi giorni tutti con il naso all'insù per la solita pioggia di...stelle cadenti.
Infatti in questo periodo sarà visibile lo sciame delle Perseidi. Iniziamo con il dire perché si chiama così poi diremo qualche parolina riguardo le celeberrime stelle cadenti.
Il nome Perseidi è dovuto al fatto che il punto da cui sembrano provenire tutte le stelle cadenti si trova nella costellazione di Perseo. Questo punto é detto, in gergo tecnico, radiante.
Il massimo di stelle cadenti ci sarà, come ogni anno, intorno al 12 agosto. In realtà la pioggia inizia verso fine luglio e raggiunge il suo picco proprio intorno a metà agosto. Questa ricorrenza abbastanza precisa di questo fenomeno é dovuta al fatto che la Terra attraversa sempre la stessa zona in quel periodo dell'anno. Ma cosa c'è in quella zona? Ci sono i resti di una cometa! 

Prima, però, bisogna creare un pizzico di contesto.
La nostra storia comincia nel luglio del 1862. Il 16 luglio Lewis Swift e poi tre giorni dopo Horace P. Tuttle scoprirono una cometa periodica che al giorno d'oggi chiamiamo, appunto, cometa 109P/Swift-Tuttle.
L'aggettivo "periodica" indica che in un intervallo di tempo di circa 140 anni questa cometa torna a farci visita dopo aver descritto un'intera orbita attorno al Sole. L'ultimo passaggio della Swift-Tuttle è stato nel 1992:

La cometa Swift-Tuttle (Fonte: nasa.apod.gov).

Le comete in generale sono palle di ghiaccio e quando esse sono vicine al Sole, il calore proveniente dalla nostra stella favorisce la sublimazione dello strato di ghiaccio in modo tale da rendere visibile la famosa coda.
Le comete si trovano in una zona del sistema solare chiamata nube di Oort, ben oltre l'orbita di Plutone. Quando una stella vicina o un qualche altro oggetto perturba l'orbita di una cometa essa inizia a cadere verso il Sole. L'avvicinamento di una cometa al Sole non è indolore: ci sono sempre dei detriti che persi dalla cometa. Questo accade anche per la cometa Swift-Tuttle. Quando la Terra passa nella zona in cui sono presenti questi detriti ecco che possiamo osservare il fenomeno delle Perseidi, più comunemente chiamate stelle cadenti (mi rifiuto di chiamarle "lacrime di san Lorenzo"!). 
Ovviamente, visto ciò che abbiamo detto finora, non si tratta di stelle che cadono sulla Terra! Ma si tratta di piccolissimi, minuscoli detriti che si trovano a cadere nell'atmosfera della Terra. 
Ora nell'atmosfera c'è qualcosa che nello spazio non c'è: l'aria. Qui entra in gioco un fenomeno chiamato pressione d'ariete, che subito si mette all'opera. Mi spiego: quando un detrito entra nell'atmosfera e si lancia verso il suolo ad alta velocità, quello che fa è comprimere l'aria davanti a sé. Quest'aria compressa si riscalda e a sua volta riscalda il detrito: e alla fine ecco che questo produce la classica scia luminosa visibile nei cieli d'agosto. Tale scia luminosa è chiamata meteora (precisamente il corpo che produce una meteora è chiamato meteoroide).
Dunque, la cometa Swift-Tuttle passa periodicamente nei pressi del Sole. Ad ogni passaggio lascia dei detriti. Ogni anno la Terra passa nella zona in cui sono presenti questi meteoroidi ed ecco che abbiamo le meteore, ovvero le stelle cadenti. Guardate l'immagine qui sotto per capire meglio:

Crediti: http://www.astrocampania.it

Ora qualche informazione aggiuntiva: quanto sono grandi queste meteoroidi? Le dimensioni sono variabili; l'unione astronomica internazionale classifica meteoroidi (ecco il link all'articolo) tutto ciò compreso tra il decimillesimo di millimetro e i dieci metri. Quindi tranquilli non dovete preoccuparvi delle stelle cadenti ma piuttosto degli asteroidi.
Ancora qualcosa sulla cometa Swift-Tuttle. Per dovere di cronaca dobbiamo dire che il primo a capire il legame tra le Perseidi e tale cometa è stato Giovanni Virgilio Schiapparelli nel 1866. 
Sul sito del JPL (Jet Propulsion Laboratory) della NASA vi è una tabella con tutte le caratteristiche che riguardano la cometa: http://ssd.jpl.nasa.gov/sbdb.cgi?sstr=109P.
Ma attenzione: la cometa Swift-Tuttle rappresenta anche un potenziale pericolo per la Terra. Infatti vi è una certa probabilità di impatto per il futuro anche se piccola (come potete leggere, in inglese, qui). Comunque non vi preoccupate: anche in questo caso perché si parla di 2126 se non di 4479, quindi dormite tranquilli.
Dunque, anche quest'anno come negli scorsi anni, tutti a mettere il naso all'insù per goderci lo spettacolo delle Perseidi nelle belle notti estive italiane. E ora che conoscete tutta la scienza che c'è dietro questo fenomeno, vi è concesso anche essere abbastanza romantici, tanto poi sapete spiegare tutto.