mercoledì 24 aprile 2013

O Sole mio!

Si dice che il Sole dia alla testa se si è troppo esposti. Beh, allora bisogna vedere l'abbronzatura del Solar Dynamics Observatory (SDO), un satellite della NASA che punta, osserva e studia il Sole praticamente per mestiere.
Infatti l'SDO è stato lanciato l'11 Febbraio 2010 per una missione della durata iniziale di cinque anni (ma poi chissà, magari anche di più) e ha iniziato a studiare la nostra stella 24 ore su 24. A studiare cosa? Parecchia roba: la variabilità in luminosità, le caratteristiche di emissione a diverse lunghezze d'onda elettromagnetica e anche studiare l'espulsione di particelle che poi vanno a danneggiare i nostri satelliti di comunicazione.
Il Sole è una stella, si sa. Si tratta di un'enorme palla di idrogeno principalmente, ma vi è anche un po' di Elio e qualche altro elemento.
Il Sole ruota. Eh già. Proprio come la Terra. Anzi non proprio così; infatti la rotazione del Sole è differenziale. Questa parolona indica che, siccome si tratta di un corpo non solido, diverse parti a diverse latitudini ruotano con tempi differenti. In particolare si va dai 25 giorni della zona equatoriale ai 35 dei poli.
Il Sole è caldo? Sicuramente più di quello che possiamo sopportare noi essere umani. La temperatura superficiale del Sole è di circa (un po' meno di) 6000 kelvin. Insomma fa parecchio caldo.
All'interno le temperature però sono davvero esagerate: 15 milioni di kelvin! Roba da fusione nucleare dell'idrogeno in elio. Appunto.
A volte è possibile notare da video e/o foto le cosiddette macchie solari; si tratta di zone nere, sicuramente molto affascinanti.
Innanzitutto capiamo perché sono nere. Il punto è che il colore non è altro che luce, ovvero radiazione elettromagnetica recepita dal nostro occhio e dai nostri rivelatori. Ovviamente un corpo emette a diverse lunghezze d'onda, ma generalmente ce n'è sempre una per cui l'emissione è maggiore. Inoltre l'emissione massima è legata alla temperatura.
Come la lama del fabbro quando è caldissima è blu incandescente mentre quando si raffredda è rossa, così le stelle: le più calde sono blu, le più fredde (ma siamo sempre sui 3000 kelvin!) sono rosse. Il Sole è diciamo a mezza via con il suo giallo.
Ora le macchie solari non sono zone freddissime ma hanno una temperatura intorno ai 4000 kelvin. Ma il fatto che le zone circostanti sono più calde forniscono un contrasto visivo per cui le macchie solari appaiono scure.
Per non parlare poi delle violenti eruzioni di gas che avvengono sulla superficie solare. Si tratta di un qualcosa di tanto spettacolare quanto violento. E soprattutto enorme. Nella foto seguente potete vedere le dimensioni di una relativamente piccola eruzione comparate con le dimensioni della Terra; l'immagine parla da sola:

Fonte: http://sdo.gsfc.nasa.gov


Perché vi racconto tutte queste cose?
Perché ieri è stato messo in rete un video molto bello che mette insieme tre anni di osservazioni dell'SDO.
Il satellite della NASA ha osservato il Sole con diversi filtri in modo da studiare l'emissione a differenti lunghezze d'onda e ha fornito (e continuerà a farlo) parecchi dati utili agli scienziati.
Ora, magari il video che vi faccio vedere in questo post è un po' monotono... ma pensate che quello è il Sole, la stella che permette la vita sulla Terra e che, con questo video, potrete ammirare senza mettervi la mano sulla fronte per attenuare la luce!
Nella prima parte vi è un collage di tre anni di Sole visto come emette nella banda della radiazione ultravioletta (lunghezze d'onda più piccole della luce blu). Nell'ultima parte vi sono differenti lunghezze d'onda messe a confronto. In particolare in quella in alto a destra (4500 Angstrom) si riescono anche a notare le macchie solari di cui abbiamo accennato molto brevemente in precedenza.
Ecco il video della NASA (con musica, ovviamente):


Questo post è stato scritto principalmente per sottolineare come l'astrofisica sia bella, spettacolare, a volte anche selvaggia date per esempio le enormi esplosioni di gas che si possono ammirare sul Sole.
Ma l'astrofisica è anche utile è necessaria. Monitorare il Sole vuol dire cercare di capire come funziona la stella che permette la nostra vita e anche capire i rischi e/o pericoli per le cose che vogliamo far funzionare sul nostro pianeta che potrebbero essere danneggiate dall'attività solare.
Quindi ringraziamo SDO che tiene sotto controllo il nostro gigante buono.

Per altre informazioni: http://sdo.gsfc.nasa.gov/


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