giovedì 6 luglio 2017

Osservato il barione Xi al CERN: di che si tratta?

Gli scienziati del CERN hanno annunciato di aver osservato una particella che mai avevano visto prima: il barione Xi.
Il barione Xi è una particella formata da tre quark: due sono quark charm e l'altro è un quark up.
ASPETTATE, non andate via che adesso vi spiego tutto, con calma. Iniziamo.

Rappresentazione artistica del barione Xi osservato con LHC (© CERN)

mercoledì 5 luglio 2017

Quella volta che Feynman provò a sbagliare

La storia contemporanea, anzi oserei dire la nostra quotidianità, è costellata da dichiarazioni che in qualche modo sfuggono all'onere della prova. Ognuno di noi si sente coinvolto in qualsiasi discussione, su qualsiasi argomento, con qualsiasi tempistica. Ormai assistiamo, praticamente impotenti, a un clima culturale dove le affermazioni fatte hanno un po' perso peso specifico. In parte per quanto appena detto, ovvero per la consapevole dimenticanza di offrire un modo per controllare le fonti riguardo ciò che si afferma; in parte perché abbiamo spesso la memoria corta e tendiamo anche a dimenticare alcune affermazioni, fenomeno forse dovuto all'enorme mole di informazioni che recepiamo ogni giorno, oppure alla tempestività con cui uno stato su un social network finisce nel dimenticatoio.

Tuttavia, se il mondo è pieno di persone che fanno affermazioni, allo stesso modo possiamo trovare persone che hanno la briga di andare a controllare. Usando un linguaggio ormai consolidato potremmo chiamarlo fact-checking, ovvero controllo delle affermazioni espresse da qualcuno. Molto comune è l'uso di questo espediente in politica o in economia. Raramente abbiamo invece a che fare con ciò in scienza.
Non si tratta di una scelta: la scienza ha già le sue regole, il controllo e la revisione degli articoli scientifici è parte stessa del processo di pubblicazione di un risultato scientifico.
Ma cosa fare se l'affermazione non è fatta per iscritto ma soltanto a voce? E poi, se colui che fa l'affermazione si chiamasse Richard Feynman?

Richard P. Feynman è stato un fisico molto importante, vincitore del premio Nobel per la fisica nel 1965 per i suoi studi sulla meccanica quantistica. Tra le tante cose per cui lo ricordiamo, oltre al Nobel, ci sono la sua grande capacità di spiegare, le sue famose lezioni, il suo riparare le radio, il suo suonare il bongo.
Durante una serie di lezioni sulla teoria della gravitazione, nel 1962-1963 al Caltech in California (USA), Feynman disse la seguente cosa: "...il centro della Terra dovrebbe essere più giovane di uno-due giorni rispetto all'età della superficie della Terra...".

Come mai aveva detto questa cosa?

sabato 1 aprile 2017

Dai problemi della ricerca alla scuola e viceversa

Partiamo proprio dalle basi. Molti ragazzi sono addirittura in dubbio su quale scuola superiore scegliere. Ragazzi, ascoltatemi: la scelta della scuola superiore non ha nulla a che vedere con la vostra voglia o meno di fare astrofisica all'università. Certo, il discorso è molto più ampio, ma lasciatemi spiegare. Se dovessi partire dalla mia esperienza personale, beh, allora dovrei dirvi in tutta onestà che all'epoca scelsi di fare il liceo scientifico solo e soltanto perché intravidi la materia Geografia Astronomica nel programma del quinto anno. Ovviamente sono stato folle, ma non perché non volessi fare il liceo scientifico, ma semplicemente perché ho basato una scelta su un solo piccolo dettaglio che, tra l'altro, si sarebbe manifestato dopo cinque anni. Altra cosa: quando uno sceglie la scuola superiore ha 13 anni, mentre quando sceglie l'università (eventualmente) ha 18 anni. Insomma, praticamente stiamo parlando di due età molto diverse e che corrispondono a due modi di vedere il mondo tremendamente differenti. Non angosciatevi troppo, dunque, questo è il mio consiglio.

Parliamo, perciò, della scelta da fare a 18 anni. Volete fare astronomia? Molto bene!
La domanda che verrebbe subito da fare è: perché vuoi studiare astronomia all'università? Una risposta potrebbe essere: beh, perché voglio diventare astrofisico. Questa è una risposta buona, soprattutto a 18 anni, ma ovviamente non terrà mai conto, almeno a quell'età, delle mille sfaccettature che può presentare la vita in corso d'opera. Mio consiglio in questa fase: volete fare astronomia? D'accordo, ma fatelo perché siete curiosi, perché volete capire come funziona l'universo. La curiosità e la laurea in astrofisica vi resteranno, la voglia di lavorare come astrofisico potrebbe venire meno.

E infatti: auguri, vi siete laureati in astrofisica, congratulazioni. Non importa se l'avete fatto in Italia o all'estero, finalmente il gran giorno è arrivato. Che si fa ora? Nella migliore delle ipotesi siete già con la valigia in mano pronti per partire in qualche posto del mondo a fare il Ph.D. (dottorato di ricerca).